pietro labriola henry kravis fibercop

TIM, IL PERICOLO CORRE SUL FILO - MA KKR PER CASO VUOLE USCIRE DA FIBERCOP (TIM), ANCHE PER L’ATTAPIRAMENTO CAUSATO DALL’OPA DI FATTO BOCCIATA DAL GOVERNO E DAGLI AZIONISTI DI TIM? - TIM E OPEN FIBER SI SONO ACCORDATI PER UN PREZZO DI 190 MILIONI DI EURO DA PAGARE IN SEI ANNI CHE PERÒ SAREBBE GIUDICATO INSUFFICIENTE DAL FONDO AMERICANO KKR, CHE VORREBBE 310 MILIONI DI EURO - DAGO: QUESTA MATTINA C'E' STATO UNO SCAMBIO DI PUNTI DI VISTA TRA IL CAPO DI CDP DARIO SCANNAPIECO E ARNAUD DE PUYFONTAINE (VIVENDI)....

Gianluca Zappa per www.startmag.it

 

FIBERCOP

Ma Kkr per caso vuole uscire da Fibercop (Tim) anche per l’attapiramento causato dall’Opa di fatto bocciata dal governo e dagli azionisti di Tim?

 

E’ la domanda che si stanno iniziando a porre in queste ore ambienti istituzionali e finanziari che seguono direttamente e indirettamente il dossier Tim.

Ma andiamo con ordine.

 

henry kravis

Oggi Tim è fiacca a Piazza Affari nel giorno del cda per l’approvazione della prima trimestrale del 2022. Non bastano i risultati positivi della controllata Tim Brazil a far schizzare l’andamento di Tim a in Borsa, sottolinea l’agenzia Radiocor-Sole24Ore – visto che emerge il disaccordo con Kkr sull’intesa tra Open Fiber e Fibercop, la linea secondaria di Tim di cui il fondo Usa è azionista per il 37,5%.

 

PIETRO LABRIOLA

Dopo che il cda di Tim ha rifiutato di concedere l’apertura della due diligence senza un’offerta vera e propria a Kkr, che aveva manifestato interesse per il 100% del gruppo italiano lo scorso novembre senza poi passare davvero all’azione con una reale Opa (Palazzo Chigi e Mef erano fin dall’inizio – come scritto tempo fa da Startmag – in disaccordo soprattutto perché il fondo americano avrebbe di fatto avuto il controllo anche dell’infrastruttura di rete, non si trova ancora una soluzione per arrivare alla chiusura dell’accordo commerciale secondo il quale Open Fiber prenderà in uso pali e cavidotti di Fibercop a fronte del pagamento di un canone.

 

open fiber 3

Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano Il Messaggero, Tim e Open Fiber si sono accordati per un prezzo di 190 milioni di euro da pagare in sei anni che però sarebbe giudicato insufficiente dal fondo americano Kkr, che vorrebbe una cifra più alta pari a 310 milioni di euro.

 

Per gli analisti di Equita, «le discussioni evidenziano le complessità della governance, ma non pensiamo che siano un deal breaker rispetto alla negoziazione sulla rete unica su cui ci aspettiamo un MoU a breve (era previsto per fine aprile)».

pietro labriola sul tetto della sede milanese di tim a via negri

 

Ma che cosa è Fibercop del gruppo Tim?

 

Il primo di aprile dell’anno scorso Kkr Infrastructure e Fastweb entrarono ufficialmente nella nuova società, in cui sono confluite la rete secondaria di Tim, quella che va dall’armadio in strada alle abitazioni dei clienti, e la rete in fibra sviluppata da FlashFiber, la joint-venture di Tim (80%) e Fastweb (20%).

 

Kkr Infrastructure conclude l’acquisto del 37,5% di Fibercop da Tim per un controvalore di 1,8 miliardi, sulla base di un enterprise value di circa 7,7 miliardi di euro (equity value 4,7 miliardi di euro).

 

Contemporaneamente, Fastweb sottoscrisse azioni Fibercop corrispondenti al 4,5% del capitale della società, mediante conferimento del 20% detenuto in FlashFiber, che è stata contestualmente incorporata in Fibercop.

henry kravis 1

 

Con FiberCop, i tre soci si impegnano a portare la fibra nelle aree nere e grigie del Paese, accelerando l’adozione dei servizi Ultra-Broadband (UBB), sulla base di un modello di coinvestimento aperto.

 

In particolare, FiberCop opererà – fu comunicato dal gruppo Tim – solo nel mercato wholesale, fornendo fibra ma anche rame, “fino al suo completo switch off” , 1.610 città, equivalenti al 56% delle Unità Immobiliari Tecniche nazionali entro il 2025. L’azienda utilizzerà sia la tecnologia più veloce FTTH, che collega i cavi della fibra ottica dalla centrale direttamente all’abitazione (con velocità di connessione fino a 1 Gigabit), che la FTTB, con la fibra che arriva sino agli edifici e non ai singoli appartamenti (velocità da 30Mbps e 100Mbps).

open fiber 1

 

In questi giorni i rappresentanti italiani del fondo americano stanno recalcitrando – come azionisti di Fibercop (37,5%), la società controllata da Tim con il 58% depositaria della rete secondaria – stanno mettendo i bastoni tra le ruote a Tim.

 

Al centro delle discussioni – ha scritto oggi il Messaggero – c’è il tema dell’accordo commerciale Tim-Open Fiber (OF) in base al quale la società di fibra ottica controllata da Cdp al 60% e da Macquarie al 40%, prenderà in uso pali e cavidotti di Fibercop a fronte del pagamento di un canone. In più Tim si impegna a fornire clienti.

 

open fiber 5

Secondo l’accordo raggiunto fra Tim e Open Fiber, il prezzo dovrebbe attestarsi a 190 milioni da pagare in sei anni, ha aggiunto Il Messaggero: “Ma gli ostacoli e le tensioni tra le parti si stanno riverberando sulla rete unica che dovrà essere realizzata attraverso l’ulteriore passaggio di Mou fra Tim e Cdp da siglare indicativamente entro il 30 aprile, sostitutivo del Nda del 2 aprile. Quest’ultimo è propedeutico al secondo che dovrà definire perimetri e modalità di integrazione degli asset per sfociare nella rete unica: fusione, scissione, acquisto, scorporo”.

 

kkr

Ma tutte queste disquisizioni tecniche e giuridiche stanno iniziando a suscitare una domanda nei palazzi della politica, a partire da Palazzo Chigi e ministero dell’Economia, e in ambienti finanziari: ma per caso Kkr punta a trattare sull’uscita da Fibercop valorizzando bene la quota detenuta?

 

Alla domanda, peraltro, in molti nelle istituzioni interessate rispondono in maniera affermativa.

LA NUOVA STRUTTURA DI TIM SECONDO IL PIANO INDUSTRIALE 2022-2024

 

cablaggio venezia

Si vedrà.

Ultimi Dagoreport

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, DI MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...