giorgio fracalossi carige

TRENTATRÉ TRENTINI ENTRARONO IN CARIGE – SVOLTA NELL’OPERAZIONE DI SALVATAGGIO DELLA BANCA GENOVESE: IL PARTNER INDUSTRIALE SARÀ CASSA CENTRALE BANCA, CHE RAGGRUPPA LE BCC TRENTINE, CON UNA QUOTA DI MINORANZA TRA I 70 E I 90 MILIONI – GRAN PARTE DELLO SFORZO RICADRÀ COMUNQUE SULL FONDO INTERBANCARIO, CHE DOPO LA SENTENZA TERCAS POTREBBE METTERE SUL PIATTO ALTRI 200 MILIONI

Nino Sunseri per ''Libero Quotidiano''

 

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Il salvataggio di Carige è giunto alla svolta. È stata definita un' operazione di sistema incardinata sul Fondo interbancario di garanzia che vede in Cassa Centrale Banca il partner industriale. Gli altri soggetti che dovrebbero partecipare al piano sono il Mediocredito Centrale e il Credito Sportivo.

 

Entrambi gli istituti sono controllati dal Tesoro, così come una parte delle risorse per la ricapitalizzazione di Carige arriverebbero ancora da un' altra cassa del Fondo di garanzia.

Il gruppo Cassa Centrale Banca, che raggruppa le Bcc trentine, guidato da Giorgio Fracalossi, dovrebbe partecipare all' aumento di capitale di Carige , acquisendone inizialmente una quota di minoranza (circa il 10%) destinata a crescere in futuro L' investimento iniziale potrebbe essere compreso fra 70 e 90 milioni.

cassa centrale banca 1

 

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A stabilirlo con esattezza sarà il consiglio d' amministrazione straordinario fissato per giovedì. A fianco di Cassa Centrale si dovrebbero muovere, oltre a Mediocredito Centrale e Credito Sportivo, gli attuali azionisti della banca, a partire dalla famiglia Malacalza. Alla dinastia potrebbe essere chiesto di versare un centinaio di milioni insieme a qualche altro socio.

carige 4

 

Gran parte dello sforzo comunque ricadrà sulle spalle del Fondo interbancario che nella proposta definita dagli advisor dovrebbe scendere in campo sia con lo "schema volontario" (che convertirà il bond subordinato da 312 milioni sottoscritto a novembre) che con il braccio obbligatorio che potrebbe mettere sul piatto altri 200 milioni, anche grazie alla sentenza favorevole sul caso Tercas.

vittorio malacalza

 

A oggi pare che l' operazione sia di poco inferiore al miliardo di euro (erano 780 milioni previsti dal piano dei commissari della banca a febbraio), con 700 milioni di aumento di capitale per poter cedere 3,3 miliardi di crediti deteriorati alla Sga, da abbinare all' emissione del bond da 200 milioni di euro.

 

cassa centrale banca 4

La situazione è piuttosto fluida. MF-Milano Finanza riporta anche un piano B cui stanno lavorando gli advisor, ovvero lo scorporo della good bank che sarebbe venduta a un istituto italiano mentre la bad bank potrebbe essere gestita dagli attuali azionisti senza però andare in liquidazione.

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Il salvataggio delle popolari venete da parte da Intesa Sanpaolo due anni fa al prezzo di 1 euro e una copertura sui costi di 5 miliardi pagata dallo Stato è un precedente che pesa. Perché oggi i possibili acquirenti di Carige chiedono gli stessi termini. Ma lo Stato non è in grado di coprire le spese, con il deficit sotto osservazione costante da parte dell' Ue.

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In ogni caso entro il 25 luglio i commissari straordinari devono trovare una soluzione da presentare alla Bce. Nel frattempo l' istituto ha smentito in maniera secca le indiscrezioni di stampa a proposito di un "buco" da 239 milioni di euro. Carige precisa che «la definizione di buco è del tutto pretestuosa e gravemente fuorviante e dannosa in quanto si tratta di clausole inserite all' interno di contratti avviati nelle precedenti gestioni pre-commissariali e approvati dagli organi amministrativi della Banca».

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