padoan orcel

UNICREDIT, UNICAOS – SI PARTE DAL CONFLITTO TRA MICOSSI E PADOAN, SI CONTINUA CON IL CANDIDATO CEO ANDREA ORCEL, SPINTO DA CONSIGLIERE DIEGO DE GIORGI, SI PROSEGUE CON LA ROGNA DELLA FUSIONE CON MPS, CHE VEDE L’OPPOSIZIONE DEI 5STELLE E ORA ANCHE DI DEL VECCHIO - IL PATRON DI LUXOTTICA STA DIVENTANDO DAVVERO UN GROSSO PROBLEMA: SI È MESSO CONTRO NAGEL IN MEDIOBANCA, CONTRO DONNET IN GENERALI, CONTRO IL MEF SU MPS. IN QUESTO STALLO PERICOLOSO, BRILLA L’ASSORDANTE SILENZIO DI BANKITALIA

1 - DAGOREPORT

Andrea Orcel

Unicredit, unicaos. A partire dal conflitto tra il presidente del Comitato Nomine, il consigliere Sergio Micossi, che ha dato incarico a Spencer Stuart di scovare il sostituto di Mustier a livello internazionale, e il presidente designato Piercarlo Padoan che invece lo vuole con passaporto italiano.

 

E Micossi, giustamente, non accetta interferenze da un presidente designato che, per paura del Covid, ancora non ha mai messo piede a Milano.

 

PIER CARLO PADOAN

Il nome che circola sui giornali è quello di Andrea Orcel che, all’epoca, fu rifiutato dal Banco di Santader perché i Botin scoprirono che per averlo dovevano pagare una penale a Ubs. A spingere il nome di Orcel è il consigliere di amministrazione di UniCredit banchiere Diego De Giorgi che fu l’erede di Orcel in Merril Lynch.

 

Da parte sua Orcel, che non ha mai gestito una banca, è molto legato ad Alessandro Profumo.

 

gualtieri

Poi c’è la rogna della fusione con Mps che ha portato a un conflitto tra Gualtieri e il suo direttore generale al Mef Alessandro Rivera dopo che il ministro non ha avuto le palle necessarie per scontrarsi con i 5Stelle che non vogliono la fusione con Unicredit. ‘’Allora proviamo con un’altra banca’’, ha balbettato Gualtieri. E ha buttato lì la BPM ma il Ceo Campagna non ci pensa proprio avendo già trattative in corso con la Bpr di Cimbri.

 

Aggiungere che si sono messi di traverso alla fusione anche tre azionisti di Unicredit del calibro di Del Vecchio, Cariverona e Cassa Risparmio Torino perché l’operazione, per ora, non è conveniente all’istituto di piazza Gae Aulenti.

 

ALESSANDRO RIVERA

Il patron di Luxottica sta diventando, giorno dopo giorno, davvero un grosso problema per lo scenario economico italiano: si è messo contro Nagel in Mediobanca, contro Donnet in Generali, contro il Mef su Mps. Troppi fronti aperti anche per il billionaire di Agordo.

 

In questo stallo pericoloso, brilla l’assordante silenzio di Bankitalia. Domani a Milano è in agenda un incontro per tentare di sbrogliare la matassa. 

 

2 - LEONARDO DEL VECCHIO UNICREDIT, DEL VECCHIO «MUOVE» SUL CDA

IPOTESI CONTRO-LISTA. E MPS VEDE 562 MILIONI DI ROSSO, NOZZE DIFFICILI

Gian Maria De Francesco per “il Giornale”

carlo cimbri

 

Leonardo Del Vecchio vuole giocare un ruolo da king maker nel rinnovo del cda di Unicredit e, forte dell' appoggio di Fondazione Crt e Cariverona, inserire persone di fiducia nel prossimo consiglio di Piazza Gae Aulenti.

 

Trovano così conferma le indiscrezioni, rilanciate ieri dal sole24ore.it, secondo cui l' asse degli azionisti italiani (titolari del 5,3% del capitale complessivamente) potrebbe addirittura preparare una lista alternativa a quella che sta elaborando il cda in scadenza con le mediazioni del presidente Cesare Bisoni, del suo successore designato Pier Carlo Padoan e del presidente del comitato nomine Stefano Micossi assieme all' advisor Spencer Stuart.

Andrea Orcel

 

Secondo fonti accreditate, il presidente di EssiLux avrebbe espresso gradimento per la designazione di un top banker come Andrea Orcel in luogo dell' uscente Jean-Pierre Mustier, ma la questione dirimente pare essere un' altra.

 

Del Vecchio e le Fondazioni da giorni stanno cercando assolute garanzie che la banca non si presterà a operazioni «politiche» di fusione con Monte Paschi per fare un «favore» al Tesoro, obbligato a uscire dal capitale (ha il 64,2%) entro fine anno. Di qui anche la possibilità che l' idea di una contro-lista sia stata ventilata in funzione deterrente.

 

Leonardo Del Vecchio

Non è detto, comunque, che l' opera di mediazione svolta da Bisoni, Padoan e Micossi non riesca ad addivenire a un risultato. Occorre, comunque, ricordare che Del Vecchio potrebbe esercitare un' azione di moral suasion nei confronti dei fondi azionisti di Unicredit.

 

E rischia di essere solo un dettaglio il fatto che l' eventuale «manovra di disturbo» potrebbe indirettamente nuocere allo stesso Del Vecchio che è il primo socio con l' 11,9% di Mediobanca, principale advisor di Mps nella ricerca di un partner al quale questa settimana è stato affiancato il Credit Suisse.

 

Nella notte tra venerdì e sabato è stato pubblicato, su richiesta della Consob, il piano industriale predisposto dall' ad di Rocca Salimbeni, Guido Bastianini, e che prevede per l' anno in corso una perdita di 562 milioni di euro per poi tornare in utile già nel 2022 per 41 milioni, dato che salirà a 292 milioni nel 2023, a 454 milioni nel 2024 e infine a 559 milioni nel 2025, anno in cui il margine operativo lordo si attesterà a 1,25 miliardi di euro.

ANDREA ORCEL

 

I ricavi nei 5 anni cresceranno con una media del 2% annuo. Confermati gli esuberi, che saranno pari a 2.670 unità. Il piano, comunque, tiene conto dell' impegno del Tesoro alla dismissione della quota. Un obiettivo sulla cui realizzazione né a Roma né a Milano non c' è, al momento, alcuna certezza.

 

3 - MPS E IL PIANO RITROVATO

Francesco Spini per “la Stampa”

 

S'è svegliata la Consob. Con calma, come suo costume, ma s' è svegliata. E dai cassetti sono saltati fuori documenti altrimenti tenuti sotto chiave. Cosa sarà mai la trasparenza? L' ultimo è il piano strategico che il Monte dei Paschi ha approvato mica ieri, ma il 17 dicembre.

 

i tesori del Montepaschi

Indiscrezioni a riguardo definite dal Monte «decettive» (cioè ingannevoli, nel legalese del comunicato stampa) si confermano così nel documento di 64 pagine, dove si prevede, per quest' anno, un rosso da 562 milioni per tornare in utile dal 2022 fino ai profitti da 559 milioni nel 2025.

 

Se ci saranno le nozze con Unicredit resterà ipotesi di scuola. Meno scolastica è la dura reprimenda dell' Ivass a Cattolica Assicurazioni, specificata meglio giovedì dalla compagnia su ordine degli sceriffi di Borsa non soddisfatti della prima versione alla camomilla.

Oggi il cda darà le prime risposte, in attesa che, dopo il passaggio a Spa, scatti il «profondo ricambio» richiesto.

 

ANDREA ORCEL

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…