mutui case giorgia meloni giancarlo giorgetti

LA VERA INCULARELLA PER I CITTADINI E' CHE LA TASSA SUGLI EXTRA PROFITTI DELLE BANCHE NON FARA' AUMENTARE DI UN CENTESIMO GLI INTERESSI SUI DEPOSITI: LE BANCHE POCO DAVANO, POCO DARANNO - IL GOVERNO SOSTIENE DI VOLER “AIUTARE LE FAMIGLIE CHE SI SONO TROVATE IN DIFFICOLTÀ PER IL PAGAMENTO DEI MUTUI”. MA È GIUSTO CHE TUTTI PAGHINO PER CHI HA SCELTO LIBERAMENTE IL RISCHIO DEL TASSO VARIABILE? E I POVERI STRONZI CHE HANNO PAGATO DI PIU' PER ANNI CON IL TASSO FISSO, SO' FESSI?

1 – IL CARO MUTUI ANDAVA FRENATO

Estratto dell'articolo di Pietro Garibaldi per “la Stampa”

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni matteo salvini

Il governo ha deciso di tassare gli utili delle banche. Nello specifico, gli istituti di credito dovranno versare il quaranta per cento degli extra profitti dell'anno in corso e di quello passato.

 

L'idea di tassare i profitti "extra" (ma, poi, come si definisce la quota extra?) non è certamente nuova. Ci aveva provato il governo Draghi tassando quelli delle imprese energetiche. La decisione non si è rivelata molto fortunata. Diverse aziende hanno fatto ricorso e non hanno versato all'erario l'importo dovuto. […]

 

Questa volta, però, la misura adottata lascia ancora più perplessi. Per quattro ordini di motivi. Il primo motivo riguarda la giustificazione. Il vicepremier, Antonio Tajani, ha spiegato che il governo deve «riparare agli errori della Banca centrale europea». Secondo Tajani la Bce «sbaglia ad alzare i tassi di interesse» perché ciò si ripercuote sui mutui delle famiglie, che diventano più cari.

 

MATTEO SALVINI ANTONIO TAJANI

[…] Il rialzo dei tassi è lo strumento che usano tutte le banche centrali per combattere l'inflazione. L'inflazione è una tassa. Della peggior specie perché colpisce maggiormente le persone meno abbienti. Pertanto, reagire è necessario. L'intervento dell'Istituto di Francoforte crea - certamente - un rallentamento dell'economia. Ma, è temporaneo.

 

La strategia alternativa, quella di non far niente o far poco, è ben più rischiosa perché può generare un innalzamento permanente del caro vita. A quel punto, la stretta monetaria dovrà essere ancor più restrittiva. Chi, come Tajani, si ostina a dire che la Bce sbaglia sta raccontato una storia a metà. Dove, come al solito, viene fatto passare il messaggio che non ci sono costi da pagare. Purtroppo, ci sono. Il rallentamento dell'economia è inevitabile. Ma, come si è detto, non è duraturo.

 

MUTUI CASA

Il secondo elemento di perplessità riguarda l'obiettivo. «La tassa sugli extra è un provvedimento» per usare sempre le parole di Tajani - «a protezione delle famiglie che si sono trovate in difficoltà per il pagamento dei mutui». Il ministro si riferisce, ovviamente, alle famiglie che hanno un mutuo a tasso variabile. E che ora, con il rialzo dei tassi, devono pagare rate molto salate.

 

È importante ricordare che queste famiglie hanno scelto un mutuo a tasso variabile in maniera libera e consapevole. Peraltro, quella scelta si è rivelata a lungo vincente. Per oltre dieci anni i tassi che hanno pagato sono stati di gran lunga inferiori a quelli di chi, invece, li aveva fissi.

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni

Con il nuovo contesto, però, le parti si sono invertite. Chi ha sottoscritto un prestito a tassi variabili deve sostenere costi maggiori. Il mercato funziona così. Si chiama rischio. Dovrebbe essere gestito di chi ha deciso di prenderselo. E, invece, il governo ha deciso di spalmarlo anche su altri.

 

A cominciare dagli azionisti delle banche che, in queste ore, hanno visto scendere il valore del loro investimento. Tra questi ci sono anche semplici risparmiatori. Ossia famiglie che - magari - hanno proprio un mutuo a tasso fisso. Si crea, così la paradossale situazione in cui chi ha rischiato viene sovvenzionato da chi non lo ha fatto. Un premio all'azzardo morale.

 

MUTUI

[…] Il terzo punto è l'impatto. A fronte di questa tassa, le banche tenderanno a ridurre la quota di utili destinata ad aumentare il capitale necessario per erogare nuovi prestiti. Ciò significa meno prestiti a famiglie e imprese. L'esatto opposto del risultato atteso.

 

Il quarto e ultimo elemento di criticità è associato all'utilizzo delle risorse derivanti da questa extra tassa. Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha spiegato che verranno impiegate per il taglio del cuneo fiscale. La legge di bilancio 2023 ha già finanziato una parte di questo taglio con il ricorso all'indebitamento. Come è noto, per ridurre le tasse in maniera strutturale (e, quindi, credibile) servono coperture permanenti. Quelle derivanti dalla tassa sugli extra profitti, lo ha spiegato lo stesso Salvini, sono "provvisorie".

 

L'analisi economica suggerisce che quando i tagli delle tasse non sono percepiti come permanenti, verranno utilizzati principalmente per aumentare i risparmi, non i consumi. L'effetto sulla crescita sarà, di conseguenza, limitato. Se davvero si vuole abbassare la pressione fiscale, l'unica strada è quella della riduzione delle spese. Di cui, però, non si parla.

 

2 – IL GOVERNO METTE NEL MIRINO 37 MILIARDI DI UTILI DAL 2022

Estratto dell'articolo di M.F. per “la Stampa”

 

gli utili delle banche italiane nel 2023

Si può parlare di tassa sugli extraprofitti perché sono ormai due anni che i conti dei principali istituti bancari viaggiano col vento in poppa. Prendendo in considerazione il 2022 e il primo semestre del 2023, quindi in un anno e mezzo, il settore ha registrato quasi 37 miliardi di utili.

 

Più precisamente lo scorso anno è stato quello dei record, con gli istituti di credito che hanno registrato il picco sia nei ricavi sia nei profitti e il 2023 è chiaramente indirizzato a essere ancora migliore. Secondo l'analisi del Centro Studi Uilca Orietta Guerra il sistema bancario italiano conferma infatti, nel primo semestre del 2023, un marcato aumento di utili e ricavi.

 

L'utile contabile cresce complessivamente del 62,5% e si attesta a 11,5 miliardi di euro (4,4 miliardi in più rispetto al primo semestre del 2022). I ricavi invece registrano un aumento del 20,5%, con il margine d'interesse che sale del 57,2% e le commissioni che diminuiscono del 2,3%.

 

matteo salvini antonio tajani

A fare da traino, ancora una volta, l'ampliamento dello spread fra tassi attivi sugli impieghi in crescita e i tassi passivi, che remunerano conti correnti della clientela sostanzialmente stabili. Il dato sul margine di interesse è quello più rilevante, non solo perché è quello che viene concretamente preso di mira dall'intervento del governo, ma perché considerare gli utili di per sé può essere fuorviante.

 

[…]

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti

Quel che è certo è che nel primo semestre del 2023 gli utili del comparto sono stati fortemente trainati dall'aumento dei margini di interesse. «Le previsioni fatte in occasione dei conti semestrali sono per un 2023 che dovrebbe essere ben superiore al 2022» prosegue. […]

giorgia meloni giancarlo giorgetti 3

Ultimi Dagoreport

macron netanyahu trump

DAGOREPORT - MACRON SARÀ UN GALLETTO BORIOSO, MA SA COME CONDURRE AL SUCCESSO UN VERTICE INTERNAZIONALE, TRA I PIU' DIFFICILI E CRUCIALI - AL G7 DI EVIAN, IL PRIMO TROFEO E' STATA LA PRESENZA DI TRUMP (È BASTATO TRATTARLO COME UN “RE SOLE”) - MA IL PIU' GRANDE RISULTATO RAGGIUNTO È STATA L'APPOGGIO DI TRUMP SULLA QUESTIONE UCRAINA CHE IL TYCOON VUOLE CHIUDERE PRIMA DELLE MIDTERM DI NOVEMBRE, DOVE RISCHIA DI PERDERE CAMERA E SENATO - IL TRUMPONE E' CONVINTO CHE, INCORONANDOSI NOBEL PER LA PACE PER LA FINE DELLA GUERRA IN IRAN E DEL CONFLITTO RUSSO-UCRAINO, RICONQUISTERA' IL CONSENSO PERDUTO – L’ENORME NON DETTO È CHE IL MERITO DELLA “SVOLTA” TRA USA E TEHERAN NON È SUO MA, VIA PAKISTAN, DELLA CINA (CHE LO STESSO TRUMP HA RINGRAZIATO: “XI JINPING È STATO UN VERO GENTILUOMO”) - MENTRE PUTIN NON VEDE L'ORA DI FINIRE LA GUERRA, TRUMP TEME LE MATTANE MISSILISTICHE DI NETANYAHU: L'UNICA VIA PER DISINNESCARLO E' LA SUA SCONFITTA ALLE ELEZIONI DI OTTOBRE...

claudia conte dove nascono i silenzi

FLASH – “DOVE NASCONO I SILENZI”. È IL TITOLO DEL NUOVO LIBRO DI CLAUDIA CONTE. L’EX AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI POTREBBE COMINCIARE RACCONTANDOCI DOVE (E PERCHÉ) NASCE IL SUO, DI SILENZIO: DOPO AVER RIVELATO AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO, PROMETTENDO DI RACCONTARE “TUTTO” SULLA STORIA D’AMORE, SI È CHIUSA IN UN MUTISMO SELETTIVO. STRAPARLA DI TUTTO (DALLA POLITICA ALLE QUESTIONI INTERNAZIONALI, FINO AL FEMMINICIDIO), TRANNE DELL’UNICA COSA CHE LA RIGUARDA A INTERESSARE IL PUBBLICO – LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CON INTERVENTI DI FRANCESCO PIONATI (EX DIRETTORE DEI GR RAI) E DEL MEDICO SERGIO TIBERTI, SI TERRÀ A ROMA, IN VIA SARDEGNA. INTERNO 2-3, PIANO 4: CHE È, UNA CASA? LONTANI I TEMPI IN CUI LA PREZZEMOLONA CIOCIARA PORTAVA LE SUE FATICHE LETTERARIE ALLA CAMERA…

donald trump giorgia meloni

FLASH – TE LA DO IO LA “PACE”! LASCIATE PERDERE LE CRONACHE MELLIFLUE DEI QUOTIDIANI ITALIANI: TRUMP NON HA AFFATTO PERDONATO GIORGIA MELONI. PER CAPIRLO, BASTA GUARDARE IL GRUGNO DEL “BOSS” DELLA CASA BIANCA MENTRE LA DUCETTA, CON OCCHI DA CERBIATTONA, PROVAVA A SMINARE LA MALIZIOSA DOMANDA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO, ANTONIO COSTA (“QUINDI SIETE TORNATI AMICI”?) – IL TYCOON DAL CIUFFO PLATINATO È RIMASTO FERMO NELLE SUE POSIZIONI: HA MESSO UN PIETRONE SOPRA LA SORA GIORGIA DAL 31 MARZO, QUANDO IL GOVERNO ITALIANO HA DETTO NO ALL’USO DELLA BASE DI SIGONELLA PER I BOMBARDAMENTI IN IRAN (SUCCESSE ANCHE CON CRAXI, E PER BETTINO NON FINÌ BENISSIMO)

zaia salvini striscione

DAGOREPORT! “GRAZIE MATTEO MA…ZAIA SEGRETARIO ORA”. DIETRO GLI STRISCIONI CONTRO SALVINI COMPARSI IN OTTO CITTÀ ITALIANE, CI SAREBBE LO ZAMPONE DI UNA RETE DI GIOVANI MILITANTI E DIRIGENTI TERRITORIALI DEL CARROCCIO. PECCATO CHE ABBIANO PUNTATO SU QUEL "CUOR DI MELONI" E CACADUBBI DI ZAIA – SECONDO QUANTO RISULTA A DAGOSPIA, CIRCA UN MESE FA, L’EX "DOGE" AVREBBE INCONTRATO IN VENETO IL GRUPPO DI RIBELLI DEL CARROCCIO - I PROMOTORI DELL’INIZIATIVA SI SAREBBERO MESSI A SUA DISPOSIZIONE PER SOSTENERNE L’ASCESA ALLA SEGRETERIA DELLA LEGA - ZAIA HA INCASSATO, SENZA FARE UN PLISSÈ, E NON HA DATO INDICAZIONI OPERATIVE O POLITICHE. COME DICEVA MANZONI: IL CORAGGIO, CHI NON CE L’HA, NON SE LO PUO’ DARE…

marina berlusconi giorgia meloni roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - LO "STABILICUM" VEDRÀ MAI LA LUCE? GIORGIA MELONI INIZIA AD AVERE PESANTI DUBBI SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE - L'INATTESA IMPENNATA DI "FUTURO NAZIONALE" NEL SONDAGGIO SWG-LA7 DELL'EX PARÀ (NEO PARA-GURU) CHE VELEGGIA AL 5%, ALLA PARI CON LA LEGA, RISCHIA DI RENDERE VANO IL PREMIO DI MAGGIORANZA PREVISTO DAL "MELONELLUM": SENZA I VOTI DI FUTURO NAZIONALE, L'ARMATA BRANCA-MELONI RISCHIA DI PERDERE. E IMBARCARLO NELLA COALIZIONE È MOLTO DIFFICILE - NEL CASO DI UN INGRESSO 'LAST MINUTE' DI VANNACCI NELLA COALIZIONE, A FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI NON RESTEREBBE ALTRO CHE ABBANDONARE AL SUO DESTINO MELONI E CAMERATI...

angelo bonelli palazzo sansevero napoli

FLASH - “ONOREVOLE, LE FACCIO VEDERE UNA COSA CHE LE RESTA NEL CUORE. SOLO PER LEI…” - SORPRESA E STUPORE ALLA CAPPELLA DI SANSEVERO A NAPOLI QUANDO UNO DEI DIPENDENTI DEL MUSEO, DEFERENTE ED ECCITATO, PROPONE AD ANGELO BONELLI & FAMILY UNA “VISITA PRIVATA” IN UN’AREA DI PALAZZO SANGRO DEI PRINCIPI DI SANSEVERO. PER LA PRECISIONE UN TOUR AL LABORATORIO ARTISTICO DEL MAESTRO ESPOSITO, LUOGO CHIUSO AL PUBBLICO PER I COMUNI MORTALI MA ACCESSIBILE, IN VIA PREFERENZIALE, PER IL “TRIBUNO DELLA PLEBE” DI AVS - DOPO AVER ACCETTATO ALCUNI DONI DALLO SHOP DEL MUSEO (ALCUNE AGENDINE E UN QUADERNINO PER LA FIGLIA), L’IMBARAZZATO BONELLI AVRÀ SDEGNOSAMENTE RIFIUTATO IL “PRIVILEGIO” PROPOSTO DALL’OSSEQUIOSO FUNZIONARIO DEL MUSEO? CERTO CHE NO! ACCOMPAGNATO DA UNA DELEGAZIONE DI DIECI PERSONE, TRA ADULTI E BAMBINI, HA ACCHIAPPATO AL VOLO LA PROFFERTA TRA LO STUPORE DEI PRESENTI…