tridico

LA VERA RAGIONE PER CUI TRIDICO DOVREBBE DIMETTERSI NON È LO STIPENDIO DA 150MILA EURO LORDI MA IL MEZZO MILIONE DI LAVORATORI CHE DA MAGGIO NON HA VISTO UN EURO DI CASSA INTEGRAZIONE O NE HA RICEVUTA SOLO UNA MISERA PARTE - I NUMERI DI GUGLIELMO LOY, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI INDIRIZZO E VIGILANZA DELL’INPS, CHE SMENTISCONO QUELLI DEL NUMERO UNO DELL’ISTITUTO...

PASQUALE TRIDICO E IL CASINO SUL SITO DELL'INPS

Ga. Des. per “la Stampa”

 

«C'è ancora un intoppo». Un intoppo da quasi mezzo milione di lavoratori, in larga parte artigiani, che non vedono un euro di cassa integrazione da maggio o che ne hanno ricevuta solo una parte. Le cifre di Guglielmo Loy, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Inps, smentiscono quelle di Pasquale Tridico, numero uno dell'istituto, che venerdì aveva parlato di 30 mila persone in attesa: «Secondo le nostre tabelle, il differenziale tra domande presentate e autorizzate è ancora alto. Lo scarto è di 226 mila pratiche, ma le teste sono molte di più. Fino a mezzo milione».

 

luigi di maio pasquale tridico

Tridico, secondo Loy, faceva riferimento ai 30.324 lavoratori che non hanno ricevuto alcun pagamento. Ma a questi vanno aggiunti quelli che hanno incassato solo una parte, talvolta minima, di quanto atteso. Insomma, solo un segmento della grande platea degli interessati.

 

cassa integrazione

Loy teme anche un ulteriore accavallarsi di norme: «Il rischio è che con il decreto Agosto si accumulino domande con procedure più difficili, il legislatore ci mette del suo a non semplificare. Le imprese aspettano ancora la circolare attuativa».

GUGLIELMO LOY INPS

 

 

Il problema colpisce soprattutto gli artigiani, già tra i più impoveriti dal lockdown: oltre 160 mila in Lombardia, 17 mila nella sola area metropolitana di Torino. I sindacati confederali lombardi scrivono al governo: «Dopo aver pagato i mesi di sospensione dal lavoro causa Covid, solo a luglio è stato liquidato il mese di aprile e il 12% di maggio. Ora siamo quasi ad ottobre e la situazione è intollerabile».

 

cassa integrazione

Proteste anche dai sindacati piemontesi: «Mancano 500 milioni di euro e la rabbia dei lavoratori sta esplodendo sui social, nei nostri uffici e con i delegati sindacali. È inaccettabile il ritardo delle risorse destinate al Fondo bilaterale da parte del ministero del Lavoro». E se la ferita degli artigiani è più profonda al Nord, la crisi occupazione al Sud minaccia di farsi nerissima: «Rischiamo di arrivare a fine anno con 600-800 mila posti di lavoro in meno nel Mezzogiorno - dice il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, sulla base delle stime dello Svimez -. Ma per il 2021-27, tra Recovery Fund e altre risorse nazionali, il Sud avrà 140 miliardi di euro aggiuntivi».

 

I veleni sullo stipendio

TITO BOERI

Se i conti della cassa integrazione non quadrano, anche il caso dello stipendio di Tridico tiene alta la pressione sull'Inps. Nuovi attacchi ieri dal centrodestra, mentre i 5 Stelle parlano di «caso inesistente». Il predecessore Tito Boeri difende l'entità del compenso, ma è critico sulla gestione delle risorse: «Io credo - dice negli studi di La7 per "Otto e mezzo" - che il compenso di Tridico fosse un po' strano: io prendevo 103 mila euro, lui meno ma addirittura meno di dirigenti che hanno responsabilità minori del presidente.

Anziché recuperare la cifra dell'aumento da tagli a delle voci, come quella dei servizi postali e in altri modi poco trasparenti, forse si sarebbe potuto prenderli dalle spese della dirigenza».

conte - cassa integrazioneAUDIZIONE DI PASQUALE TRIDICO SUL BONUS AI PARLAMENTARIcassa integrazione

 

 

cassa integrazione

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)