biden von der leyn xi jinping microchip usa eu cina

VIA I CHIP DAL TAVOLO DELLA CINA - BRUXELLES È PRONTA AD APPROVARE L'"EUROPEAN CHIPS ACT": FINO A 50 MILIARDI DI EURO PER APRIRE DAI TRE AI CINQUE MEGA-IMPIANTI PRODUTTIVI DI MICROCHIP NELL’UE E LIMITARE LA DIPENDEZA DAI PAESI TERZI – L’EUROPA RICEVE IL 60% DEL SUO FABBISOGNO DI CHIP DA TAIWAN E UN'INTERRUZIONE DELLA PRODUZIONE, A CAUSA DELLE TENSIONI CON LA CINA, METTEREBBE IN GINOCCHIO L'EUROPA IN POCHE SETTIMANE – ANCHE BIDEN INVESTE SUI SEMICONDUTTORI...

ursula von der leyen european chip act

1 - VIA IL MAXI POLO EUROPEO DEI CHIP. BRUXELLES PUNTA PIU’ DI 50 MILIARDI

Gabriele Rosana per “il Messaggero”

 

Fino a 50 miliardi di euro per lanciare la rivoluzione sui microchip e aprire dai tre ai cinque mega-impianti produttivi nell'Ue. L'obiettivo di Bruxelles, nel bel mezzo della crisi globale delle forniture, è raddoppiare la quota europea nel mercato planetario dei chip e passare dal 10% al 20% entro la fine del decennio: la strategia per centrare l'obiettivo è contenuta nello European Chips Act che sarà approvato martedì dall'esecutivo Ue.

 

chip

Il mercato, però, esplode e per mantenere livelli adeguati l'Ue dovrà quadruplicare le sue lavorazioni: con il nuovo provvedimento, a cui negli ultimi mesi ha lavorato il team del commissario all'Industria Thierry Breton e che per la prima volta delinea in maniera organica una serie di iniziative per raggiungere l'autonomia strategica sui chip, la Commissione introdurrà anche regole più flessibili in materia di aiuti di Stato per le aziende e pure un regime di controllo dell'export dei semiconduttori e della loro componentistica sull'esempio di quanto fatto all'inizio della campagna di immunizzazione con i vaccini anti-Covid. 

 

LO SCENARIO 

MICROCHIP 2

Bruxelles vuole limitare la dipendenza dai Paesi terzi, in particolare asiatici, a cui deve gran parte delle sue forniture microelettroniche, essenziali per le industrie ad alta tecnologia, dalle energie rinnovabili alla difesa, dall'auto elettrica agli smartphone. 

 

sola Taiwan l'Europa riceve il 60% del suo fabbisogno di chip, tanto che un'interruzione della produzione a causa delle tensioni regionali nel Pacifico tra Taiwan e Cina riuscirebbe a mettere in ginocchio l'Europa in una manciata di settimane, è il ragionamento fatto in Commissione. E che ha accelerato il lavoro sul Chips Act. 

 

tsmc taiwan microchip

L'esecutivo Ue ha l'ambizione di trasformare il continente, che è già leader nella ricerca microelettronica, in un nuovo hub mondiale di produzione dei semiconduttori: per farlo metterà in campo sovvenzioni pubbliche a vario titolo previste nei programmi di finanziamento Ue e nei Recovery Plan nazionali (dall'Italia alla Finlandia, dalla Germania alla Francia). 

 

Investimenti che, sommati, ci portano attorno agli stessi volumi mobilitati dagli Stati Uniti (52 milioni di dollari in totale): un piano a cui Breton guarda come riferimento, visto che Washington vuole realizzare, insieme a Intel, il principale sito produttivo al mondo in Ohio. 

 

produzione microchip 3

AIUTI DI STATO 

A completamento della strategia Ue, il Chips Act prevede pure l'allenamento delle maglie sul controllo degli aiuti di Stato «per colmare potenziali carenze di finanziamento per l'istituzione delle prime strutture produttive». Ne potranno beneficiare anche imprese extraeuropee, come la taiwanese Tsmc che vuole aprire una maxi-fabbrica in Germania. 

 

Il tema rimane tuttavia controverso: gli Stati frugali, dai Paesi Bassi alla Danimarca, vi vedono un eccessivo intervento pubblico nell'economia e si dicono scettici rispetto alla decisa apertura annunciata dalla Commissione. Resistenze che si riflettono anche in seno al collegio dei commissari, dov' è la titolare dell'Antitrust Margrethe Vestager (responsabile in materia di aiuti di Stato e dello stesso dossier chip) a dar voce alle resistenze del nord. 

produzione microchip 2

 

I tedeschi della Silicon Saxony hanno però già strappato la promessa di Breton: «La Sassonia diventerà uno dei centri più avanzati d'Europa». Sarà in compagnia di altri due o tre mega-fabbriche nel resto del continente.

 

2 - MAXI-INCENTIVI A CHI PRODUCE I MICROCHIP LA SFIDA DEGLI USA ALL'EGEMONIA ASIATICA

Alberto Simoni per “la Stampa”

 

MICROCHIP BIDEN

Gina Raimondo, segretaria del Commercio Usa, ha trascorso gli ultimi giorni al telefono chiamando i deputati più riluttanti per convincerli a votare il pacchetto legislativo per rafforzare la competitività delle aziende americane. Un segnale di quanto è importante per la strategia globale dell'Amministrazione Biden questo dossier. 

 

La prima parte della missione è andata in porto: venerdì sera la Camera dei rappresentanti ha dato luce verde all'America Competes Act, un pacchetto da 250 miliardi di dollari che comprende anche i 52 miliardi di incentivi all'industria americana per produrre semiconduttori - la base di ogni prodotto tecnologico dalle macchine alle batterie dei telefonini sino al 5G e all'intelligenza artificiale - sul suolo statunitense. 

 

microchip

Ora la palla passa al Senato che in giugno aveva approvato una propria versione della legge, che comprendeva l'identica cifra, 52 miliardi, per potenziare la produzione dei chip. L'Amministrazione Biden vuole riprendersi la leadership sul mercato dei superconduttori oggi appannaggio dell'Estremo Oriente che detiene il 75% della produzione e Taiwan è leader. Ma Pechino è in forte crescita. 

 

Secondo un report di settembre della Sia (Associazione dell'industria dei chip), nel prossimo decennio i cinesi aumenteranno il loro potenziale del 40%. Con il rischio che la dipendenza Usa cresca ancora. La crisi della supply chain generatasi in Asia e le politiche aggressive cinesi nella regione hanno spinto Biden ad accelerare sui "semiconduttori made in Usa". Trump aveva convinto con un assegno di 12 miliardi di dollari la Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (TSMC), la più grande società mondiale nel settore, ad aprire un centro di produzione in Arizona che sarà operativo nel 2025. 

 

crisi microchip

Intel in gennaio ha annunciato un investimento di 20 miliardi per costruire un centro in Ohio. Oggi l'idea di Biden è destinare i 52 miliardi che il Congresso dovrà approvare entro aprile alla costruzione di impianti per aumentare la capacità produttiva interna e diminuire la dipendenza dall'Asia e dalle mosse cinesi. A margine del G20 in Italia, il presidente aveva presieduto un panel con 14 Stati e la Ue - che in questi giorni ha presentato una strategia simile per incrementare la produzione - proprio sulla supply chain dei semiconduttori. 

 

joe biden

Attualmente gli Stati Uniti producono il 12% dei chip globali, 30 anni fa la quota era del 37%; negli anni Settanta sull'onda delle prime rivoluzioni tecnologiche nella Silicon Valley, era al 50%. Per riportare la produzione in patria, servono però sussidi e incentivi visto che i costi di manutenzione e gestione della filiera sono del 30% più alti negli Usa rispetto a Taiwan, Singapore o Corea del Sud e addirittura del 50% rispetto alla Cina. 

microchip usati per smartphone e auto

 

Nel 2021 il settore dei semiconduttori ha annunciato investimenti per 80 miliardi di dollari spalmati fino al 2025 e il grosso andrà in Texas, che sta diventando il nuovo Eldorado per le compagnie hi-tech. Ma per Biden la partita ha una rilevanza strategica: si tratta di posizionare gli Usa sul gradino più alto nel braccio di ferro sull'hi-tech con la Cina che caratterizzerà i prossimi decenni.

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....