coronavirus moda

IL VIRUS NON VA DI MODA – TRA LE AZIENDE PIÙ PENALIZZATE DALL’EPIDEMIA DI CORONAVIRUS CI SONO QUELLE DEL LUSSO, CHE FANNO AFFARONI IN CINA E/O GRAZIE AL TURISMO DEI NUOVI RICCHI CHE VENGONO DALL’ASIA - CAPRI HOLDINGS (VERSACE-MICHAEL KORS) HA STIMATO UNA PERDITA DI 100 MILIONI DI DOLLARI, BURBERRY HA CHIUSO 24 NEGOZI IN CINA – KERING (GUCCI) VEDE NERO. TE CREDO, NEL PAESE ASIATICO REALIZZA IL 34% DEL SUO GIRO D’AFFARI

 

 

Carlotta Scozzari per https://it.businessinsider.com/

 

coronavirus gli effetti sul lusso 1

Più i giorni passano e più il coronavirus cinese fa paura anche per gli impatti economici, negativi, che rischia di avere sui conti delle imprese. Tra le aziende più penalizzate ci sono quelle del settore della moda e del lusso, che realizzano in Cina e/o grazie al turismo dei viaggiatori cinesi una porzione importante dei propri fatturati.

 

In questi giorni concitati in cui si susseguono notizie più o meno allarmanti in arrivo dalla Cina e in particolare dalla città di Wuhan da cui il virus ha cominciato a diffondersi, analisti finanziari e addetti ai lavori hanno cercato e stanno cercando di stimare le conseguenze sui bilanci dei grandi gruppi del fashion. Ad aiutarli, le comunicazioni ufficiali che, specie per le società quotate, stanno arrivando sempre più numerose.

 

donatella versace

Il 5 febbraio, a lanciare ufficialmente l’allarme coronavirus, è stata Capri Holdings, la finanziaria statunitense quotata a Wall Street cui fanno capo i marchi Versace, Michael Kors e Jimmy Choo, che stima di perdere 100 milioni di dollari, in termini di mancati ricavi, dal coronavirus. Più nel dettaglio, la società ha fatto sapere che al 5 febbraio 2020 circa 150 dei 225 negozi in Cina sono chiusi. In più, gran parte dei punti vendita rimasti aperti operano a orario ridotto e stanno riscontrando “riduzioni significative nel flusso di clienti”.

sfilata adidas 2018 a londra

 

Di analogo tenore le dichiarazioni del colosso britannico del lusso Burberry, quotato a Londra, che il 7 febbraio ha fatto sapere che “al momento 24 dei nostri 64 negozi in Cina sono chiusi mentre i restanti punti vendita operano a orario ridotti e stanno assistendo a significativi cali dell’afflusso di clienti. Questo sta avendo un impatto sulle vendite al dettaglio sia in Cina sia a Hong Kong”. Burberry affronta anche la questione della spesa dei turisti cinesi in Europa e negli altri paesi, spiegando che “fino a ora ha avuto un impatto inferiore ma, considerate le sempre maggiori limitazioni ai viaggi, riteniamo che i numeri peggioreranno nelle settimane a venire”.

 

negozio burberry hong kong

“La Cina e Hong Kong – osservano gli analisti finanziari di Credit Suisse – valgono rispettivamente il 16 e l’8% delle vendite realizzate da Burberry nel 2019″. Ecco perché, ipotizzando che nel quarto trimestre dell’esercizio che si chiude a fine marzo le vendite in Cina e a Hong Kong scenderanno del 60% e considerando generali pressioni al ribasso sui consumi, gli esperti di Credit Suisse stimano un impatto negativo di 80 milioni di sterline sui ricavi di Burberry nei primi tre mesi del 2020.

 

sfilata burberry primavera estate 2020

In Cina vende tanto anche la tedesca Adidas. Non a caso gli analisti di Credit Suisse ne sottolineano la forte vulnerabilità al rallentamento economico del paese asiatico da cui è partito il coronavirus, principalmente perché il gruppo di abbigliamento e calzature sportive realizza in Cina il 20% circa del proprio fatturato.

 

coronavirus gli effetti sul lusso 6

Tra i grandi gruppi del lusso che hanno lanciato un vero e proprio allarme sugli effetti del coronavirus cinese, c’è anche Salvatore Ferragamo, quotata alla Borsa milanese. “Temiamo un calo del fatturato. Ancora non abbiamo fatto una stima esatta, ancora non c’è un mese completo che si possa confrontare con lo stesso mese dell’anno precedente. Abbiamo molti punti vendita chiusi in Cina, altri a orario ridotto”, ha detto l’11 febbraio il presidente Ferruccio Ferragamo. “Abbiamo tante persone – ha aggiunto Ferragamo – che sono a casa in Cina, vengono comunque retribuite e quindi molti costi e pochi ricavi. Stiamo lavorando” a un piano d’emergenza “ma ancora è presto”.

 

modelle alla new york fashion week presentazione moncler grenoble collection

Di tenore simile, senza cioè alcun tipo di cifra, l’allarme lanciato il 12 febbraio, insieme con i conti del 2019, dal colosso francese Kering, che possiede marchi come Gucci e Bottega Veneta. Il gruppo, ha fatto sapere il numero uno Francois-Henri Pinault, ha accusato un forte calo delle vendite in Cina continentale a causa del coronavirus. “Abbiamo registrato un forte calo delle vendite e del traffico nei negozi in Cina negli ultimi dieci giorni – ha dichiarato il numero uno di Kering – ma è troppo presto per valutare l’impatto della malattia sulle attività del gruppo”, che realizza circa il 34% del proprio giro d’affari nel paese asiatico.

 

coronavirus gli effetti sul lusso

Tra i gruppi che si sono sbilanciati in numeri e previsioni sull’impatto del coronavirus, si segnala anche quello statunitense di abbigliamento e scarpe sportive Under Armour, quotato a Wall Street, che ha ipotizzato tra i 50 e i 60 milioni di dollari in termini di vendite mancate nel primo trimestre del 2020. “Dato il significativo livello di incertezza, i numeri per l’intero anno potrebbero essere ulteriormente influenzati in maniera considerevole”, ha aggiunto Under Armour in una nota ufficiale.

 

sfilata burberry primavera estate 2020

L’11 febbraio poi gli analisti finanziari hanno ragionato a mente fredda sui conti del 2019 comunicati da Moncler il giorno prima. “Il management – scrivono gli esperti di Equita – ha indicato un’ottima partenza d’anno, fino però al 23 gennaio. Da allora 14 negozi su 35 in Cina sono chiusi, gli altri vedono cali di traffico dell’80%, e anche fuori dalla Cina si è visto un rallentamento, soprattutto nelle regioni vicine. Tuttavia – proseguono da Equita – la società ha già avviato varie azioni sui costi e ritiene di poter proteggere i margini percentuali (circa 34-35%) fino a un calo di fatturato di 100 milioni”.

coronavirus gli effetti sul lusso 5

 

kendall jenner alla sfilata di versace autunno inverno 2019 2020

Più in generale, in un recente report, gli analisti di Equita fanno notare che la nuova epidemia in arrivo dal paese asiatico “cade ora proprio a ridosso del Capodanno, un periodo importante di festa e di turismo per i cinesi, che rappresentano il 35% dello spending di lusso, di cui circa 2/3 fuori dalla Cina. Il timore di contrarre la malattia potrebbe ridurre la propensione ai viaggi e impattare sul mood di spesa nella regione. Ricordiamo – aggiungono da Equita – che l’esposizione dei players del settore è piuttosto omogenea a circa 33-35% del fatturato, fatta eccezione per Brunello Cucinelli, per cui stimiamo il 12-15%, e Burberry, per cui la vediamo vicina al 40 per cento”.

 

coronavirus moda

“Ipotizzando – ragionano da Equita – in via estrema che la spesa cinese si fermi durante il coronavirus, possiamo calcolare approssimativamente che ogni mese di epidemia possa impattare sugli utili annui in media per il 5% sulle società del settore”. In molti hanno paragonato il coronavirus alla Sars del 2003, esplosa nel mese di marzo di quell’anno e poi contenuta nel giro di pochi mesi. Ma allora, obiettano gli esperti di Equita, “l’esposizione ai consumatori cinesi era minore del 10% mentre la capacità di controllo delle autorità sanitarie e aeroportuali è probabilmente maggiore”.

campagna facebook di gucci

 

In un recente report, Luca Solca di Bernstein segnala i titoli della moda e del lusso che a suo giudizio potrebbero resistere meglio alle turbolenze di Borsa legate all’epidemia di coronavirus. Innanzi tutto c’è il gruppo italo-francese dell’occhialeria Essilor Luxottica, che secondo Bernstein rappresenta “una buona opzione, con meno del 5% dell’esposizione alla domanda cinese, ipotizzando che lo stabilimento di Dongguan possa tornare in attività entro metà febbraio perché lì è concentrato il 40% della capacità produttiva globale di Luxottica”.

coronavirus gli effetti sul lusso 9

 

Bernstein indica poi il colosso francese Lvmh, “il più equilibrato tra i grandi gruppi data la forza del business negli Stati Uniti”, oltre che l’italiana Moncler, che ha “la più bassa esposizione ai consumi cinesi” e presenta, secondo Solca erroneamente, “appeal di Borsa come possibile protagonista di fusioni e acquisizioni“.

 

negozio burberry a pechinocoronavirus gli effetti sul lusso 3coronaviruswuhan desertabandiera giapponese sulla diamond princess in quarantena 1xi jinping con la mascherina 5diamond princess 1cina controlli per il coronavirusle strade di wuhan desertecoronavirus giochi olimpiciSPALLANZANI - CORONAVIRUScina controlli per il coronavirus strade vuote a pechino per il coronaviruscoronavirus gli effetti sul lusso 2

 

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO