luigi di maio matteo renzi

IL VIRUS SALVA POLTRONA – I VERTICI DELLE PARTECIPATE PUBBLICHE IN SCADENZA A PRIMAVERA RIMANGONO AL LORO POSTO. PER ORA – È STATA DATA LA POSSIBILITÀ DI SPOSTARE LE ASSEMBLEE FINO A 180 GIORNI, MA NON C'È STATA ANCORA LA RICONFERMA IN BLOCCO CHE VOLEVA IL TESORO PERCHE' M5S E RENZI TEMONO CHE TRA TRE ANNI NON AVRANNO PIÙ IL POTERE CONTRATTUALE CHE HANNO ADESSO

 

Andrea Bassi per “il Messaggero”

giuseppe conte roberto gualtieri

 

Uniti nella lotta al coronavirus, divisi sulle nomine. I crolli delle Borse, l'impennata dello spread, i rischi che pezzi pregiati del sistema industriale e finanziario italiano possano diventare oggetto di appetiti stranieri, non sono stati sufficienti a creare un clima di unità nazionale sulla scelta dei capi azienda dei più pregiati pezzi dell'industria pubblica nazionale: dall'Eni, all'Enel passando per Leonardo, Poste, Terna fino al Monte dei Paschi di Siena.

matteo del fante poste italiane 5

 

Il decreto «Cura Italia» pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale permette di spostare la convocazione delle assemblee di bilancio, chiamate a rinnovare i vertici, fino a 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio. Le convocazioni, dunque, potranno essere rimandate fino alla fine di giugno.

 

Descalzi

Una possibilità data, ovviamente, non solo alle società partecipate dallo Stato, ma a tutte le imprese. Monte dei Paschi di Siena si è mossa prima addirittura del decreto che permetteva lo slittamento. E presto sarà il turno di Poste. La società guidata da Matteo Del Fante aveva fissato la sua assemblea al 16 aprile. Le liste per il rinnovo del consiglio di amministrazione dovrebbero essere presentate entro domenica. Ma è ormai certo che l'appuntamento sarà rimandato. Con lui anche l'annuncio di tutte le altre liste delle società partecipate, visto che per prassi tutte le nomine pubbliche nelle partecipate vengono ufficializzate in contemporanea.

francesco starace

 

LE SCADENZE

Ieri anche Terna ha annunciato il rinvio a data da destinarsi dell'assemblea che era stata fissata per il 27 aprile. Dunque ormai è certo che le convocazioni delle assise e con loro le nomine sono destinate tutte a slittare. Visto il clima di emergenza, il Tesoro aveva proposto una riconferma in blocco di tutti gli attuali vertici. Ma all'interno della maggioranza c'è più di un partito poco convinto che fra tre anni, al prossimo giro di valzer di nomine, sarà ancora nella posizione di poter incidere sulle scelte.

 

DESCALZI GRILLO

Insomma, dal Movimento Cinque Stelle fino a Italia Viva, questo sarebbe un momento non facilmente ripetibile.  Eppure il rinvio della scelta dei vertici delle partecipate pubbliche potrebbe essere un problema. Proprio a causa del coronavirus i mercati hanno bisogno di conoscere nel più breve tempo possibile i plausibili impatti che il virus può avere sui conti aziendali. Ritardarne l'approvazione potrebbe rendere meno trasparenti queste informazioni.

 

LUIGI DI MAIO MATTEO RENZI

Anche la Consob nei giorni scorsi avrebbe fatto presente il problema al governo. Del resto le riunioni dei soci ormai possono essere organizzati anche in teleconferenza. Quello fisico non è un impedimento insormontabile. «Le grandi aziende pubbliche vanno tutelate immediatamente, come sta facendo la Francia», dice il leghista Claudio Durigon, ex sottosegretario al Lavoro del governo Conte Uno. «Serve una strategia che al momento manca, una continuità nella gestione delle imprese sarebbe un segnale importante». Si vedrà nei prossimi giorni se il governo riuscirà a trovare una sintesi o se le assemblee e le scelte sulla guida dei grandi campioni nazionali sono ancora destinate a slittare.

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