ignazio visco popolare di bari bankitalia

VISCO INFERNO - IL ''FATTO'' METTE IN FILA TUTTE LE BUGIE DEL GOVERNATORE DI BANKITALIA, ''TRA TUTTE QUELLA CHE LA VIGILANZA NON PUÒ FARE NULLA NÉ RIMUOVERE I MANAGER. E POI DICE CHE NON PUÒ INTERVENIRE SULLA GESTIONE. EPPURE HA RIMOSSO IL DIVIETO DI ACQUISIZIONI QUANDO FACEVA COMODO CHE SI PRENDESSE TERCAS. E LO STESSO BARBAGALLO IN AUDIZIONE DISSE CHE…''

Giorgio Meletti per ''il Fatto Quotidiano''

 

I lettori del Fatto sono stati messi a conoscenza da tempo della curiosa abitudine della Banca d' Italia di reagire ai crac bancari e ai legittimi interrogativi sull' efficacia della vigilanza bancaria con una supercazzola a scelta tra "quei delinquenti ce l' hanno fatta sotto il naso" e "non avevamo poteri sufficienti". Ma ieri il governatore Ignazio Visco ha battuto ogni record affidando a una solenne intervista al direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana una raffica di affermazioni contrarie al vero, quelle che la libera stampa definita "volgare" a Palazzo Koch definisce balle.

IGNAZIO VISCO

 

La più clamorosa è questa: "La scelta dei componenti degli organi sociali è di esclusiva responsabilità dell' azienda () La vigilanza può ricorrere alla moral suasion, e nel caso della Popolare di Bari ha espresso chiaramente al presidente del consiglio di amministrazione le proprie perplessità sull' opportunità del rientro dell' ingegner De Bustis tre anni dopo che aveva lasciato la banca". Visco omette di ricordare, e l' intervistatore omette di ricordargli, che Bankitalia ha dal 2015 il potere di disporre il removal (volgarmente la cacciata) di amministratori che possono causare pregiudizio alla sana e prudente gestione delle banche (art. 53 Testo Unico Bancario, comma 1, lettera e).

 

Solo che per la Popolare di Bari, come per altre banche, non lo ha usato. Visco vive sempre in attesa di qualcosa: ora delle "norme attuative da parte del ministero dell' Economia e delle Finanze" che farebbero entrare in vigore la severa direttiva europea sui requisiti di onorabilità e competenza dei banchieri.

 

jacobini e de bustis pop bari

La direttiva è stata recepita nel 2015, e da quattro anni e mezzo i vari ministri dell' Economia succedutisi (Pier Carlo Padoan, Giovanni Tria e Roberto Gualtieri) si sono ben guardati dallo scrivere il decreto così scomodo per numerosi potenti banchieri che (essendo sanzionati dalla vigilanza, indagati o addirittura imputati) dovrebbero andare a casa seduta stante.

 

Visco non solo non ha mai protestato pubblicamente contro questo ritardo scandaloso della politica, ma due anni fa fece dire al capo della vigilanza Carmelo Barbagallo, sotto giuramento davanti alla Commissione parlamentare d' inchiesta, che Bankitalia applicava di fatto i nuovi criteri restrittivi e i banchieri esaminati li avevano superati.

 

Colpisce un altro dettaglio. Visco avrebbe detto di non far rientrare De Bustis al presidente della Popolare Marco Jacobini, al quale due anni prima aveva ingiunto di andarsene dopo quasi 40 anni di presidenza. Non ha rimosso Jacobini per le ragioni per le quali gli chiedeva con lettera di dimettersi. E non ha rimosso De Bustis.

 

VINCENZO DE BUSTIS

Quel che è peggio è che, oggi, cioè a babbo morto, il governatore racconta questa storia: "All' inizio del 2019 emergono forti conflittualità tra presidente dell' organo amministrativo e le componenti a lui riconducibili, da un lato, e l' amministratore delegato, i componenti del Comitato di Controllo Interno e Rischi, il presidente del Collegio sindacale, dall' altro. Si determina un vero e proprio stallo gestionale". Cioè: appena De Bustis si insedia contro il volere di Visco, inizia a litigare di brutto con Jacobini che per Visco doveva essersene andato da due anni, il governatore sa tutto e che cosa fa? Non li rimuove come sarebbe suo dovere perché, dice, non ne ha il potere.

 

Che la Popolare di Bari fosse messa male la Banca d' Italia lo sapeva dal 2010, quando l' ispezione si concluse con un giudizio "parzialmente sfavorevole", espressione che nella filosofia occidentale post-aristotelica ha come unico precedente di assurdità il noto assioma "la ragazza è un po' incinta". Anche le ispezioni del 2013 e del 2016 hanno dato esito "parzialmente sfavorevole", ma sul sito della Banca d' Italia, in una nota beffardamente intitolata "L' intensità dell' azione di vigilanza sulla Banca Popolare di Bari", sull' esito del 2013 si sorvola. E certo, perché subito dopo quell' ispezione Bankitalia toglie alla Popolare di Bari il divieto di fare acquisizioni per consentirle di acquisire la Tercas.

 

CARMELO BARBAGALLO IGNAZIO VISCO

Non solo tutti i muri della Popolare di Bari, ma anche le colonne di Palazzo Koch sanno che fu la Banca d' Italia a imporre a Jacobini e De Bustis l' acquisizione di Tercas.

Oggi Visco riesce a raccontarci che a fine ottobre 2013 "venne considerata la manifestazione di interesse dei vertici della Popolare di Bari, che poi decisero di realizzare l' operazione in base a una autonoma valutazione".

 

Visco argomenta che "decisioni come quella di realizzare un' acquisizione sono di esclusiva competenza e responsabilità del vertice delle banche". Un' affermazione che ieri ha fatto sobbalzare anche numerosi dirigenti della Banca d' Italia, sempre più insofferenti per lo stile suicida della comunicazione del governatore. Qui c' è un punto di fatto e quindi l' ennesima balla di Visco: le acquisizioni sono costantemente vagliate dalla Banca d' Italia che deve poi concedere o negare l' autorizzazione. Specie nel caso Tercas il ruolo della Banca non è stato neutro. Esisteva un divieto di espansione per la Popolare di Bari, che è stato rimosso proprio per consentire l' acquisizione di Tercas.

jacobini pop bari

 

D' altra parte il governatore argomenta che "la vigilanza non può intervenire nella conduzione della Banca", dichiarazione falsa in quanto illogica: se la vigilanza non ha poteri d' intervento, che ci sta a fare?

Per fare analisi che restano poi lettera morta? Le risposte alla prossima Commissione parlamentare d' inchiesta.

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!