luigi gubitosi vincent bollore silvio berlusconi

VIVI E LASCIA VIVENDI – NUOVA VITTORIA IN TRIBUNALE PER BOLLORE': SECONDO I GIUDICI DI MILANO L’ARTICOLO DELLA LEGGE GASPARRI SULLA BASE DEL QUALE SIMON FIDUCIARIA NON ERA STATA AMMESSA A VOTARE IN ASSEMBLEA VA DISAPPLICATO – CHE SUCCEDE ORA? L’OBIETTIVO DEL BISCIONE È UNA TREGUA ARMATA CHE FACCIA RIPENSARE LA STRATEGIA LEGALE DI GHEDINI (CHE NON HA DATO GRANDI FRUTTI). COME? RISPOLVERANDO IL DOSSIER TIM – AUTOREVOLI FONTI MILANESI RUMOREGGIANO: A CURARE GLI INTERESSI POTREBBE ESSERE LO STUDIO BONELLI EREDE

berlusconi bollore vivendi mediaset

DAGO-FLASH - AUTOREVOLI FONTI DELLA PIAZZA FINANZIARIA MILANESE RUMOREGGIANO SU UN EVENTO EPOCALE IN CASA BERLUSCONI. ALL'INDOMANI DELLA SCONFITTA IN TRIBUNALE SUL CASO VIVENDI, PER RIAGGANCIARE LA TRATTATIVA CON BOLLORÉ, SI VOCIFERA CHE A CURARE GLI INTERESSI DI MEDIASET POTREBBE NON ESSERE PIU' L'AVVOCATO GHEDINI MA IL PIU' POTENTE STUDIO LEGALE D'ITALIA, BONELLI EREDE…

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/flash-autorevoli-fonti-piazza-finanziaria-milanese-rumoreggiano-267754.htm

 

1 – VIVENDI VINCE ANCORA IL TRIBUNALE ANNULLA LE DELIBERE MEDIASET

Leonardo Martinelli per “La Stampa”

 

Un altro punto per Vivendi, la media company di Vincent Bolloré, nella battaglia con Mediaset. Dopo che il magnate francese ha vinto il primo round nella battaglia giudiziaria sul risarcimento miliardario richiesto dal Biscione, una nuova sentenza annulla una delibera sul «piano di compensi» presa dall'assemblea di Cologno di tre anni fa.

 

vincent bollore

Secondo il Tribunale di Milano va disapplicato con effetto retroattivo l'articolo della Legge Gasparri (Tusmar) sulla base del quale Simon Fiduciaria - il trust in cui il gruppo francese ha dovuto congelare il 19,9% del 29,9% totale - non era stata ammessa a votare.

 

universal music

Probabile che Vivendi possa così vincere altri ricorsi già presentati sulla falsariga del primo e annullare, ad esempio, altre decisioni già prese come quella sul voto maggiorato. Un possibile caos che il cda di Mediaset affronterà lunedì. Intanto Vivendi, forte di conti che dimostrano una buona resistenza alla crisi (fatturato a +5%) e di un «tesoretto» messo insieme con lo scorporo della major musicale Universal, si sta lanciando in uno shopping forsennato.

BOLLORE' VIVENDI

 

Analisti del settore sottolineano che «adesso spetta ai Berlusconi decidere cosa fare, se mediare davvero con Bolloré, che ha il coltello dalla parte del manico». Quel manico è costituito proprio dalle azioni del Biscione nelle mani di Vivendi. Il 20% lo detiene una fiduciaria (Simon) che non aveva il diritto di voto nelle assemblee.

 

Ma dopo la bocciatura da parte della Corte europea della norma del Tusmar sugli incroci azionari nelle società di telecom, Vivendi può far sentire la propria voce. E lo farà all'assemblea di Mediaset a fine giugno, dove saranno rinnovati gli organi sociali: lì Vivendi utilizzerà il suo quasi 30% di quota nel capitale finalmente con gli annessi diritti di voto.

 

VINCENT BOLLORE ARNAUD DE PUYFONTAINE

A Parigi fonti vicine al dossier definiscono «il problema Mediaset ormai secondario per Bolloré: qui alla richiesta di tre miliardi di danni non ci aveva mai creduto nessuno». E infatti la sentenza del 19 aprile (che sarà impugnata da Mediaset) prevede appena 1, 7 milioni. «Vivendi si sta impegnando su altri fronti - continua la stessa fonte -, con l'obiettivo di costituire un colosso dei contenuti per i media. I Berlusconi devono decidere se negoziare e, al limite, allinearsi in quel progetto dietro Bolloré».

 

A fine marzo l'assemblea di Vivendi ha approvato la distribuzione del 60% di Universal fra gli azionisti del gruppo come «special dividend». La major, che sarà quotata alla Borsa di Amsterdam, è valutata più di 30 miliardi. Il 20% è stato già venduto l'anno scorso ai cinesi di Tencent per sei miliardi.

BOLLORE BERLUSCONI

 

Grazie alla nuova operazione, Vivendi metterà le mani direttamente sul 20% di Universal, da poter cedere sul mercato. Potrebbe incassare intorno ai sei miliardi. E intanto ha ottenuto oltre dieci miliardi di linee di credito. Insomma, Vivendi (e il suo patron Bolloré) avrebbero a disposizione più di 20 miliardi per costituire quell'impero nell'industria dei contenuti, che un tempo volevano creare insieme coi Berlusconi. Bolloré si è già lanciato in una serie di sfide.

 

vincent bollore emmanuel macron

Tra le altre, ha acquisito il 25% del gruppo Lagardère e vuole mettere le mani sui suoi asset più appetibili, tipo le attività internazionali dell'editore Hachette. Ed è in lizza per recuperare in Francia la tv M6 e la radio Rtl, che cedono i tedeschi Bertelsmann. Lì, tra i contendenti, si ritrova contro il Biscione.

 

Ieri Marco Giordani, direttore finanziario di Mediaset, ha ribadito la volontà di puntare a M6 («Non la vedo facilissima, ma ci proveremo»), ricordando anche la loro presenza in Germania (hanno il 25% di ProsebienSat), dove «il nuovo Cda sarà eletto l'anno prossimo e presenteremo i nostri candidati».

piersilvio e silvio berlusconi

 

Quanto a Vivendi, «fortunatamente le aziende vivono fuori dai tribunali - ha detto -: alla fine una soluzione verrà trovata». Mediaset vuole concentrarsi sul business, provando a lasciarsi alle spalle - per quanto possibile - la stagione delle carte bollate. Quella in cui i francesi si stanno prendendo la rivincita.

 

2 - IL BISCIONE AL TELEFONO

Achille Milanesi per “Milano Finanza”

 

Il futuro e il destino di Mediaset si giocano su tre fronti: Italia, Francia e Germania. Su quest' ultimo mercato è stata puntata una fiche da oltre mezzo miliardo per assumere il ruolo di primo azionista (24,9%) di ProsiebenSat.7, anche se ancora non è stata presa alcuna decisione strategica, visto che nessun rappresentante del gruppo tv della famiglia Berlusconi siede in cda.

mediaset vivendi

 

Oltralpe invece la tv guidata da Pier Silvio Berlusconi è in corsa per il 48,3% dell'emittente M6 messo in vendita da Bertelsmann attraverso Rtl. L'asta vale un miliardo e vede in pole position Tf1 (gruppo Bouygues) grazie alla benedizione del presidente Emmanuel Macron, attento agli equilibri geopolitici interni a un anno dalle elezioni.

 

A sfidare Tf1 c'è Vivendi, secondo socio del Biscione con il 28,8% e ipotesi non gradita a Macron (Vincent Bolloré è vicino all'ex presidente Nicolas Sarkozy), oltre ad Altice, agli editori de Le Monde Xavier Niel e Matthieu Pigasse assieme a Pierre Antoine Capton, supportati da Bernard Arnault (Lvmh) e infine a Daniel Kretinsky. La sfida è ostica ma Mediaset se la vuole giocare anche grazie al coinvolgimento di un lobbista transalpino di peso.

mediaset prosiebensat

 

Per superare la concorrenza di Tf1 gli italiani potrebbero optare per una alleanza. Magari con quel Kretinsky che era presente nel capitale di ProsiebenSat. O con Altice. La sfida non è semplice perché in tale scenario avrebbe pur sempre un ruolo Vivendi. Ma il fronte più caldo, strategico e decisivo per Cologno Monzese e resta l'Italia. Lo scontro con Vivendi va avanti da metà 2016 e sembra non finire mai.

 

alberto nagel vincent bollore

Una delicata partita, giocata in mezza Europa - sono stati coinvolti i tribunali di Milano, Madrid e Amsterdam - che riserva colpi di scena ben poco salutari al cammino industriale del Biscione. In questa sfida che inizialmente, con le decisioni del Tribunale di Milano sulla creazione della olandese MediaForEurope, aveva visto prevalere il network fondato da Silvio Berlusconi, sono poi arrivate le sentenze dei giudici di Madrid e Amsterdam che rispettivamente hanno bloccato la fusione tra Mediaset e la controllata iberica Mediaset España e congelato la nascita di Mfe.

 

Un doppio assist a Vivendi che ha pure incassato il parere positivo della Corte di Giustizia Ue sulla legittimità della partecipazione del 28,8% bloccata alcuni anni fa dall'Agcom: il 19,9% venne conferito al trust SimonFid. Parere che ha portato il Tar del Lazio a scongelare i diritti di voto in capo ai francesi. Questi ultimi, nella settimana tra il 19 e il 23 aprile, hanno ottenuto altri due risultati importanti dal Tribunale Civile di Milano.

silvio e piersilvio berlusconi con silvia toffanin

 

I giudici in primo grado hanno dichiarato «non illegittima» la scalata di Vivendi (salita dal 3% al 28,8% di Mediaset nel dicembre 2016), colpevole però di non aver dato esecuzione al contratto d'acquisto dell'ex pay tv Premium: ma invece dei 3 miliardi di danni chiesti dal Biscione e Fininvest i francesi dovranno pagare 1,7 milioni. I giudici poi hanno dato ragione a SimonFid, non ammessa a partecipare all'assemblea del 27 giugno 2018, annullando tutti i provvedimenti presi dal gruppo tv a partire da quella data: sentenza applicata con efficacia retroattiva.

 

vincent bollore

«Tale disapplicazione travolge pertanto tutti gli atti compiuti nel periodo della sua vigenza, tra cui l'esclusione dal voto di Simon Fiduciaria», si legge nella nota Mediaset. Gli effetti immediati più rilevanti sono lo stop alla fusione (e quindi alla nascita di Mfe) e soprattutto al voto maggiorato che blinda Fininvest introdotto appunto da quell'assemblea: temi sui quali pendono le cause di Vivendi che potrebbero andare a sentenza in autunno.

 

mediaset vivendi 3

Per cercare di uscire dall'impasse Mediaset, in vista dell'assemblea del 23 giugno che potrebbe sancire l'ingresso in cda di due o tre rappresentati dei francesi, potrebbe sotterrare l'ascia di guerra e riavviare quel dialogo mai completamente interrotto da legali e advisor con la controparte transalpina.

 

L'obiettivo è definire una tregua armata - Bolloré e Arnaud de Puyfontaine sono indagati dalla Procura di Milano per manipolazione di mercato - che faccia ripensare la strategia legale impostata da Niccolò Ghedini, avvocato di fiducia del Cavaliere, che finora non ha dato grandi frutti. La soluzione? Rivalutare il dossier Tim.

 

VINCENT BOLLORE

Una volta che si procederà allo scorporo della rete (per la fusione con Open Fiber) si può studiare l'integrazione tra quel che resta del gruppo tlc e Mediaset. Tanto più che alla guida dell'ex monopolista di Stato c'è Luigi Gubitosi, manager che ha pure gestito la Rai. In tale scenario italocentrico, se Vivendi dovrà valutare il da farsi sulla doppia partecipazione in perdita (è il primo socio di Tim), un ruolo lo potrà giocare Cdp, a tutela della strategicità di quel Biscione che l'ex premier Massimo D'Alema, definì «un patrimonio da difendere».

prosiebensat1 2prosiebensat1 3de puyfontaine mediaset vivendi

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....