milena gabanelli smartphone

VOLETE AIUTARE L'AMBIENTE? INIZIATE A NON CAMBIARE SMARTPHONE IN CONTINUAZIONE - MILENA GABANELLI: "BUTTIAMO 1,5 MILIARDI DI CELLULARI L’ANNO, E SOLO IL 15% VIENE RICICLATO, NONOSTANTE SIA RECUPERABILE IL 96% DEI MATERIALI. LA CONVINZIONE È CHE UN TELEFONINO SIA VECCHIO PERCHÉ SUL MERCATO È ARRIVATO IL NUOVO MODELLO, COMPLICI ANCHE I PACCHETTI DI OFFERTA DEI PRINCIPALI GESTORI DI TELEFONIA. IO USO LO STESSO DA SEI ANNI..." - VIDEO

Guarda il video:

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/smartphone-ambiente-ne-buttiamo-15-miliardi-l-anno-ma-non-li-ricicliamo-perche/49212c16-3bfc-11ec-810f-3ba9878274ac-va.shtml

 

Domenico Affinito e Milena Gabanelli per www.corriere.it

 

inchiesta di milena gabanelli sugli smartphone 5

A volte basta sapere le cose per modificare i comportamenti. Prendiamo lo smartphone, guardiamo uno per uno i pezzi che lo compongono, e poi vediamo dove va a finire dopo soli due anni di vita.

 

Un cellulare, oltre agli 11 g di ferro e 95 di plastica, contiene in media 250 mg di argento, 24 mg di oro, 9 mg di palladio, 9 g di rame e 3,5 g cobalto, 70/80 grammi di materiali più o meno preziosi, tra cui almeno 1 g di terre rare.

 

inchiesta di milena gabanelli sugli smartphone 4

Rare soprattutto per la loro scarsa concentrazione: in natura sono associate ad altri elementi da cui vanno separati con tecniche costose e invasive come l’uso di acidi, alte temperature o l’insufflazione di gas.

 

Talvolta sono associate a minerali radioattivi, come torio o uranio, e il procedimento di separazione produce radiazioni non trascurabili. Poi vanno purificate, e per una tonnellata servono duecento metri cubi di acqua che, al passaggio, si carica di acidi e metalli pesanti. Per essere smaltiti dovrebbero subire lunghi e costosi trattamenti chimico-fisici che spesso non vengono fatti.

 

inchiesta di milena gabanelli sugli smartphone 6

Per un solo smartphone serve scavare almeno 30 kg di roccia. E siccome ogni anno vengono venduti circa un miliardo e mezzo di nuovi smartphone in tutto il mondo, stiamo parlando di 45 milioni di tonnellate per estrarre in media 36 tonnellate d’oro, 375 di argento, 13,5 di palladio, 13.500 di rame e 5.250 di cobalto. La cui quasi totalità viene estratta soprattutto in Africa e Cina, spesso senza alcuna regola e quindi con gravi danni per l’ecosistema naturale.

 

inchiesta di milena gabanelli sugli smartphone 2

A cosa servono questi materiali? Circa il 50% di uno smartphone è costituito da materiale plastico, soprattutto nella scocca dove ci sono anche magnesio e boro per resistere al calore. Il touchscreen deve la sua funzione alla presenza di stagno e indio. Il vetro contiene alluminio e silice.

 

Le tonalità vivide dei colori sono garantite da piccole quantità di terre rare: ittrio, disprosio, europio, praseodimio, gadolinio, lantanio e terbio. Nella batteria ci sono litio, cobalto (o manganese), alluminio, ossigeno e carbonio.

 

materiali di uno smartphone

Nell’elettronica interna il rame serve per il cablaggio del telefono, insieme a oro e argento che formano i componenti microelettronici. Con il tantalio si realizzano i conduttori e i microcondensatori. Il neodimio e il gadolinio formano le parti magnetiche del microfono e dello speaker, il disprosio, il praseodimio e il terbio permettono la vibrazione dell’apparecchio.

 

Nichel e silicio formano il microprocessore. E per far passare la tensione si usano arsenico, fosforo, antimonio e gallio, usato per altoparlante e microfono. Per effettuare le saldature si usa un miscuglio di argento, rame e stagno.

 

inchiesta di milena gabanelli sugli smartphone 3

Quanti smartphone vengono riciclati

Oggi solo il 15% degli smartphone viene riciclato, nonostante sia recuperabile il 96% dei materiali. Il 36% trova un secondo utilizzo nei mercatini dell’usato e il 49% finisce nelle discariche, oppure dimentica to in un cassetto di casa.

 

Il riciclo di un singolo apparecchio evita ogni anno l’emissione di 0,8 kg di CO2 e il risparmio di 1 Kwh di energia, ma si fa pochissimo perché più sono miniaturizzate le apparecchiature più sono complessi e costosi gli impianti in grado di smontare e recuperare.

 

inchiesta di milena gabanelli sugli smartphone 1

Eppure con le materie plastiche si possono realizzare tubi o guaine, con l’argento gioielli e pomate, il ferro può essere usato nell’industria siderurgica, le terre rare per realizzare altri smartphone, il cobalto per nuove batterie e il rame può finire in asciugacapelli, pezzi di automobili, cavi elettrici.

 

Uno degli elementi più recuperati è l’oro, perché la sua estrazione dai dispositivi elettronici è più remunerativa di quella mineraria: un solo grammo puoi ottenerlo da 36 telefonini, contro la lavorazione di 100 kg di minerale grezzo.

 

il riciclo

In questo caso il riciclo è più conveniente per le condizioni di lavoro in cui viene svolto: nelle zone più povere e degradate del pianeta, utilizzando acidi tossici senza alcuna protezione e smaltendo poi i residui nell’ambiente, alimentando economie senza regole e garantendo profitti a pochi. Se i materiali di tutti gli smartphone venduti nel mondo in un anno (1,5 miliardi) fossero recuperati, il loro valore economico sarebbe di circa 8,4 miliardi di euro.

 

 

estrazione oro

Quanto impatta un telefonino

Ogni smartphone ha un’impronta di carbonio è di 17,2 kg CO2 all’anno. Il grosso è dovuto all’estrazione e alla lavorazione dei materiali e alla successiva produzione delle parti, il montaggio pesa 2,7 kg CO2, la distribuzione +1,9, la ricarica del dispositivo +1,9 kg.

 

estrazione dei materiali

Se poi ai 17,2 kg si aggiungono le emissioni legate ai servizi di comunicazione (26,4 kg l’anno) si arriva a 43,6 kg. Stiamo parlando di 25,8 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, che diventano 65,4 con i servizi di comunicazione: come 33,7 milioni di automobili. È evidente che le emissioni legate alla ricarica e al traffico generato sono più o meno costanti e legate all’uso che ne viene fatto.

 

A fare la grossa differenza è la sostituzione dell’oggetto: se lo smartphone lo cambiamo ogni tre anni, l’impatto annuale scende a 12,1 kg, che diventano 9,5 kg se lo teniamo quattro anni. E si può fare benissimo visto che oggi una batteria, con una intensità media di utilizzo, sopporta più di 850 cicli completi di carica/scarica prima che scenda al di sotto dell’80%. Se poi acquistiamo un dispositivo rigenerato l’impatto ambientale scende a 8,2 kg.

 

emissioni

E allora perché lo sostituiamo ogni 21 mesi? La convinzione è che sia vecchio perché sul mercato è arrivato il nuovo modello, complici anche i pacchetti di offerta dei principali gestori di telefonia che, a pochi euro di più, forniscono l’ultimo modello rateizzabile in 24 mesi.

 

Finito il contratto, il giro riprende. Così nel 2020 ne sono stati venduti quasi 1,4 miliardi e oltre 1,5 nel 2021. Fanno 2,9 miliardi che, nel giro di due anni, saranno completamente sostituiti da altri smartphone. Se continuiamo così, il futuro che ci attende è già segnato.

 

dentro un cellulare

A tutto questo si aggiunge il fatto che il dispositivo può rompersi, e non è riparabile. Sul mercato è rimasto un solo modello modulare, tutti gli altri sono integrati. Il motivo è che sono più resistenti, ma se devo spendere 200 euro per sostituire il touch rotto, è chiaro che me ne compro uno nuovo con pochi euro dilazionati al mese.

 

Ma anche quelli integrati non sono tutti uguali: più utilizzano collanti, meno sono smontabili. IFixit ha creato nel 2019 una piattaforma online di supporto globale per la riparazione degli smartphone che fornisce istruzioni per la sostituzione di batterie, display e altre parti, nonché punteggi di riparabilità per un numero di modelli.

 

Scegliere i modelli che hanno il punteggio massimo sarebbe già una buona pratica. Per poi sostituirli quando il loro dovere non sono più in grado di farlo.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…