prodotti caseari formaggi xi jinping

XI A CACIO DURO – IL DRAGONE REAGISCE AI DAZI IMPOSTI DALL’UE SULLE AUTO ELETTRICHE CINESI METTENDO NEL MIRINO I FORMAGGI EUROPEI: IL MINISTERO DEL COMMERCIO DI PECHINO AVVIA UN’INDAGINE ANTI SUSSIDI SUI PRODOTTI LATTIERO-CASEARI CHE ARRIVANO IN CINA – LA COMMISSIONE EUROPEA FA UN REGALO A MUSK: TAGLIA LA COMMISSIONE DOGANALE PER I VEICOLI TESLA DAL 20,8% AL 9%

1. RIVISTI I DAZI UE CONTRO LE AUTO ELETTRICHE CINESI. PECHINO REAGISCE E METTE NEL MIRINO I FORMAGGI PRODOTTI IN EUROPA

Estratto dell’articolo di www.ilfattoquotidiano.it

 

XI JINPING

La Cina ha avviato un’indagine anti sussidi sui prodotti lattiero-caseari che Pechino importa dall’Unione europea. Lo riferisce il ministero del Commercio in una nota diffusa all’indomani della bozza finale sui dazi compensativi decisi dalla Commissione europea sull’import di auto elettriche costruite in Cina.

 

L’indagine sui prodotti lattiero-caseari esaminerà 20 programmi di sovvenzioni UE, tra cui alcuni previsti dalla Politica agricola comune (Pac) ed altri specifici per i settori lattiero-caseari in Italia e Finlandia. Si prevede che l’indagine sarà completata entro un anno e potrà essere estesa per altri sei mesi in circostanze speciali.

formaggi

 

È la reazione all’avanzamento della procedura Ue relativa ai dazi sulle auto elettriche. Martedì la Ue ha rifinito i livelli delle tariffe commerciali che verranno applicate ai diversi produttori. Le ultime percentuali sono: Byd 17%, Geely 19,3%, Saic 36,3%. Le altre società che hanno collaborato 21,3%. Quelle che non lo hanno fatto 36,3%. […]

 

2. AUTO ELETTRICHE PRODOTTE IN CINA, LA UE RIDUCE I DAZI PER TESLA

Estratto dell’articolo di Alberto Annicchiarico per “Il Sole 24 Ore”

 

auto elettriche cinesi - dazi

Un taglio netto per alcuni, un tratto di lima per altri. La Commissione europea ha nuovamente corretto l’entità dei dazi provvisori anti-dumping in vigore dal 5 luglio sulle importazioni di auto elettriche prodotte in Cina. La decisione era arrivata dopo una lunga indagine, iniziata a metà ottobre 2023, che aveva messo in luce il vantaggio competitivo dovuto a ricche sovvenzioni statali, ritenute sleali.

 

Una stima del Center for Strategic and International Studies aveva parlato di oltre 230 miliardi di dollari stanziati da Pechino tra il 2009 e il 2023 per sostenere la crescita dell’industria dell’automotive in Cina. Molto favorito, tra gli altri, il colosso BYD.

 

[…]

Musk allo stabilimento Tesla Germania

Intanto a beneficiare maggiormente delle nuove tabelle, pensate per mettere sullo stesso piano car maker europei e cinesi (ma anche produttori europei con fabbriche in Cina), è stata l’americana Tesla: la Commissione ha fissato una nuova tariffa doganale del 9% per il costruttore texano, ben inferiore al 20,8% indicato a luglio .

 

A questa tassa va sempre aggiunto il 10% già in vigore, che in Cina è il 15% dal 2018. Tesla aveva chiesto un ricalcolo dell’aliquota sulla base delle sovvenzioni specifiche ricevute dall’azienda. È stata condotta un’ulteriore indagine, con l’invio di un team presso lo stabilimento di Shanghai, per verificare l’entità delle sovvenzioni. Ed è stato concluso che Tesla ha ricevuto meno di quanto inizialmente stimate.

 

tesla model 3 shanghai

Riguardo al principale produttore europeo, il Gruppo Volkswagen, la tariffa è stata ridotta al 21,3% sul suo modello Cupra Tavascan, prodotto dal marchio Seat in Cina, come poi confermato dalla stessa Seat. L’accordo rappresenta un compromesso iniziale da parte di Bruxelles sui dazi, che sono stati fortemente osteggiati dalle case automobilistiche, in particolare proprio dalle aziende tedesche, per le quali il mercato cinese è fondamentale, rappresentando circa un terzo delle vendite.

 

La Cupra Tavascan - così come la Mini elettrica prodotta in Cina da Bmw (azienda giudicata collaborativa e quindi passata come Vw-Cupra al 21,3%) - non faceva parte dell’analisi a campione di Bruxelles prima dell’annuncio dei dazi. Così era stata applicata la tariffa massima del 37,6%.

 

DAZI UE SULLE AUTO ELETTRICHE CINESI

I player cinesi, per il momento, hanno ottenuto solo lievi ritocchi: BYD scende di 4 decimali al 17%, Geely al 19,3% (dal 19,9%), Saic (controllante del brand made in China più diffuso in Europa, MG Motor) al 36,3%, ovvero l’1,3% in meno. Le altre società che hanno collaborato si allineano al 21,3%. Quelle che non hanno collaborato con Bruxelles si fermano al 36,3%.

 

I dazi hanno avuto effetti significativi sulle importazioni di auto dalla Cina. In giugno il mercato aveva registrato una corsa alle immatricolazioni (+37%) per sterilizzare gli effetti delle tariffe provvisorie dal 5 luglio. Al contrario il dato è stato nettamente più basso a luglio: il numero di nuovi veicoli elettrici registrati nell’Ue di case automobilistiche cinesi come BYD e MG Motor è diminuito del 45% rispetto a giugno, secondo una ricerca di Dataforce in 16 Paesi. […]

auto elettriche cinesiGIORGIA MELONI XI JINPING

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…