ermenegildo zegna

ZEGNA DEI TEMPI – IL GRUPPO ERMENEGILDO ZEGNA SI QUOTA: NON IN ITALIA MA ALLA BORSA DI NEW YORK, ATTRAVERSO UN’OPERAZIONE DI FUSIONE CON LA SPAC “INVESTINDUSTRIAL ACQUISITION CORP”, LA SOCIETÀ VARATA DA ANDREA BONOMI PER PORTARE LE AZIENDE ITALIANE NEGLI USA – LA FAMIGLIA ZEGNA MANTERRÀ IL CONTROLLO DEL 62% DEL CAPITALE (E LA SEDE RIMARRÀ IN ITALIA)

1 - ZEGNA, FUSIONE CON INVESTINDUSTRIAL DA 3,2 MLD DOLLARI

ermenegildo zegna

(ANSA) - MILANO, 19 LUG - Il gruppo Ermenegildo Zegna si quoterà alla Borsa di New York attraverso una business combination con Investindustrial di Andrea Bonomi. La familia Zegna manterrà il controllo con una partecipazione di circa 62% e l'entità risultante dalla fusione avrà un enterprise value iniziale atteso di 3,2 miliardi di dollari. (ANSA).

 

 

2 - SVOLTA DI ZEGNA, IL LUSSO ITALIANO SBARCA IN BORSA A NEW YORK

Maria Silvia Sacchi per www.corriere.it

 

gildo zegna

Fino all’ultimo hanno fatto un muro di gomma. E, invece, è vero quanto da giorni si dice sul mercato: il gruppo Zegna si quota. Non in Italia ma a New York e lo fa insieme ad Andrea Bonomi, il fondatore di Investindustrial. Una decisione improvvisa, almeno vista dall’esterno.

 

L’operazione avverrà attraverso la fusione di Zegna con Investindustrial acquisition Corp, la spac, la società-veicolo varata da Bonomi a fine 2020 per portare aziende italiane negli Usa e di cui è presidente l’ex banchiere Sergio Ermotti. Il titolo sarà scambiato al Nyse a partire da fine novembre.

 

andrea bonomi

Dopo la fusione la famiglia Zegna manterrà il controllo con il 62% del capitale, mentre Bonomi e un gruppo di soci avranno circa il 11%; il resto sarà sul mercato. Accanto al finanziere italiano basato a Londra ci saranno, infatti, altri primari investitori attraverso un «pipe», un investimento privato di azioni pubbliche.

 

I nomi per adesso non vengono resi noti, ma si sa che alcuni di loro saranno della stessa famiglia Zegna; si parla di importanti istituzioni finanziarie; e anche di imprenditori del lusso tra i quali dovrebbe esserci Patrizio Bertelli di Prada. Gildo Zegna, ceo del gruppo, e Bertelli hanno un solido rapporto di amicizia, da poco hanno rilevato insieme la Filatura Biagioli Modesto.

 

ermenegildo zegna

Un’ operazione industriale che aveva fatto immaginare un’ integrazione tra i gruppi, che però non sembra al momento nei progetti. Fa parte invece del piano la valorizzazione delle società industriali di Zegna, oltre a Biagioli Modesto, Bonotto, Tessitura Ubertino, Cappellificio Cervo, Dondi e altre.

 

Nel cda della nuova Zegna saranno presenti Gildo, Paolo e Anna Zegna, Domenico De Sole, Henry Peter, Michele Norsa e Ronald Johnson, attuali consiglieri, oltre a Bonomi, Ermotti, Valerie Mars, imprenditrice americana, e Angelica Cheung, ex direttrice di Vogue China ora consulente di Zegna in Cina.

 

Quella di Zegna è la prima quotazione tramite spac di un grande brand del lusso — dice Bonomi — e dimostra come questo strumento «si adatti non solo alle tech ma a tutte le società di qualità che vantano forti management team e rilevanti prospettive di crescita».

ermenegildo zegna

 

La società avrà un valore iniziale atteso di 3,2 miliardi di dollari, con una capitalizzazione di mercato prevista di 2,5 miliardi. Complessivamente sono 880 i milioni di dollari (750 milioni di euro ai cambi odierni) impegnati nell’operazione: 403 milioni di dotazione della spac, 250 milioni derivanti dal pipe e ulteriori 225 milioni di Investindustrial. Buona parte del denaro servirà a creare ulteriore cassa per gli investimenti che Zegna ha in programma e per nuove acquisizioni industriali. La quotazione agevolerà anche i passaggi familiari. Advisor finanziari per Zegna Ubs Investment Bank attraverso la persona di fiducia Riccardo Mulone; per Investindustrial: Deutsche Bank, Goldman Sachs Bank Europe Succursale Italiana, Jp Morgan Securities Plc e Mediobanca.

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)