DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE - ARRIVA “DEADLY PREMONITION 2 - A BLESSING IN DISGUISE” IN ESCLUSIVA PER SWITCH, UN’OPERA D’ARTE POVERA DI HIDETAKA SUEHIRO, UN THRILLER SOVRANNATURALE E SURREALE LA CUI SUPERFICIALE E INGANNEVOLE “BRUTTEZZA” È INVECE UNA GRANDE BELLEZZA - VIDEO

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Federico Ercole per Dagospia

 

Le Carré, sud degli Stati Uniti, non troppo distante da New Orleans. Sono qui     per caso o forse no, sotto un cielo rovente così azzurro che sembra bianco, nel corpo  di un agente dell’FBI dalla psiche duplice anzi triplice, perché c’è anche la mia che lo controlla, e indago sull’omicidio di una sedicenne. Viaggio su uno skateboard per le strade asfaltate alla perfezione di questa cittadina così vuota, evitando il verde ombroso dei parchi dove vagano cani pericolosi, vespe assassine, scoiattoli carnivori e persino alligatori.

DEADLY PREMONITION 2 - A BLESSING IN DISGUISE DEADLY PREMONITION 2 - A BLESSING IN DISGUISE

 

Di notte ci sono i mostri del tipo “horror sovrannaturale” e torno in albergo, ma un suggerimento sullo schermo della Switch mi dice che soffro di “tanfo pestilenziale”; d’altronde è tutto il giorno che corro sulla tavoletta in giacca e cravatta da un’obiettivo all’altro in cerca di prove e indizi o del riso per cucinare un leggendario piatto della cucina Cajun.

 

Puzzo così tanto che nubi di mosche mi svolazzano attorno come fossi un escremento sul marciapiede o Pig-Pen dei Peanuts. Una doccia tuttavia può risolvere il fetente inconveniente che inoltre, mi spiega il gioco, può influenzare negativamente le indagini.

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Mi reco dunque in bagno ma la doccia è rotta, devo sistemare le valvole dell’acqua. Già, ma dove sono, queste dannate valvole?

 

Ci metterò quasi due ore, “fumando” una sigaretta virtuale dopo l’altra fuori dal lussuoso hotel -perché consumare questi oggetti serve ad accelerare il lento scorrere del tempo di gioco- per risolvere il mistero e riuscire infine a detergermi.

 

Benvenuti in Deadly Premonition 2 A Blessing in Disguise, in esclusiva per Nintendo Switch, seguito ancora più astruso del videogioco di culto del 2010, opera d’arte povera che qualcuno considera così brutta da essere bella ma che invece è bella e basta di una sua bellezza inconsueta, non classica, che ci insegna a giocare oltre i sensi, lasciandosi prima rigettare e poi amare come un orripilante corpo alieno che infine ci possiede carnalmente al buio ma che nell’oscurità ci rivela l’inganno dell’estetica, deliziandoci di dolci piaceri sconosciuti.

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Il DAVID LYNCH DI UN’ALTRA DIMENSIONE

Deadly Premonition e questo suo seguito straripano di corrispondenze con il cinema di David Lynch, soprattutto Twin Peaks, sebbene vi sia tantissimo altro cinema perché ci spiega il protagonista : “i film contengono ogni importante lezione di vita esistente al mondo”. Non si tratta tuttavia di un superficiale citazionismo o dell’omaggio riverente per un regista amato e riverito. Hidetaka “Swery” Suehiro, l’autore di questa e altre opere non convenzionali e straordinarie come il purtroppo incompiuto D4 o The Missing, sembra avere così interiorizzato l’opera di David Lynch da averla adattata con impressionante naturalezza al proprio stile e idea poetica, tanto da illuderci di essere, mentre esperiamo quest’ultimo suo lavoro, un David Lynch di un’altra dimensione, con lo stesso valore di artista così diverso e così vicino al suo “gemellante” del nostro mondo.

 

ODI AUT AMO

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Deadly Premonition 2 funziona sia da preludio che da seguito del videogioco originale. Si tratta di un’avventura investigativa in terza persona con innumerevoli soluzioni ludiche stravaganti che possono indignare con il loro ermetismo e non-sense il giocatore più assuefatto a dinamiche lineari. Ci sono ore e ore di dialoghi scritti con perizia letteraria, buffi, surreali, gravi e filosofici; testi che non lasciano mai indifferenti, coinvolgendoci in una narrazione crudele e assurda.

 

Ci sono personaggi secondari che rimarranno icone, talvolta non concreti, indefiniti nel loro essere volutamente sconclusionati, come se neanche Il loro autore li conoscesse fino in fondo, creature dal subconscio che egli intende decifrare con l’ausilio di chi giocherà in uno psicodramma videoludico universale. Oltre a indagare e dialogare possiamo giocare a bowling, lanciare sassi nell’acqua per farli rimbalzare, sparare con una mano-pistola tipo James Woods in Videodrome tra le ombre di una realtà alternativa contro creature o orribili boss.  Esplorare in skateboard è inoltre una trovata pazzesca, sebbene ci sia anche un servizio taxi. Ma. E lo ribadisco, MA!

 

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Deadly Premonition 2 non è un gioco per tutti, tanto che c’è chi lo considera “un pasticciaccio brutto”, ancora più dell’originale. E non sentitevi in colpa se vi fa schifo, non è una questione di sensibilità o cultura, solo di un sentire diverso perché qui o si odia o si ama. Ci sono una risoluzione molto bassa, rallentamenti, lunghi caricamenti, un sistema di combattimento obsoleto e impreciso. Insomma Deadly Premonition 2 può sembrare, ad un analitico, gelido sguardo tecnico ma non pigro “solo” un videogame con la grafica tipo PlayStation 2 venuto male, presuntuoso, ingiocabile.

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Eppure l’immagine/giocosità “vecchia” dell’ultima opera di Swery è comparabile a quella del film di un grande, derelitto regista underground girato in compact-vhs nell’era del 4K, sia per volontà artistica che per mancanza di fondi. Lo stile adeguato alle necessità è verità e non artifizio, e la verità non è bellezza? Deadly Premonition 2 è un’esperienza da vivere se credete di poterla amare, o meglio, solo se sapete di poterla amare.

 

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