DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE - PAROLE, PAROLE, PAROLE. “DUSTBORN” È UN VIDEOGIOCO PROLISSO CHE FINISCE PER ANNICHILIRE UNA STORIA E I SUOI PERSONAGGI, CHE AVREBBERO POTUTO ESSERE GIUSTI E INTERESSANTI. SALVO ALCUNI MOMENTI DI MUSICA ROCK IN STILE GUITAR HERO, QUESTO VIDEOGIOCO/FUMETTO È INOLTRE ANCHE NOIOSO DA GIOCARE, NEGANDO OGNI POSSIBILE PASSIONE… - VIDEO

Federico Ercole per Dagospia

 

dustborn. 13

È possibile che alcuni videogame sconfiggano chi li gioca. Talvolta è persino giusto, non si può sempre vincere. Mi è successo con l’infernale Ghouls ‘n Ghosts ad esempio, che richiede una concentrazione e un’abilità che non possedevo neanche da giovane o recentemente con Returnal, bellissimo ma dalla sfiancante ripetizione e difficoltà. Non dipende dal gioco ma da chi lo gioca, ognuno ha i suoi punti deboli. Ora è successo con Dustborn, opera nuova di Red Thread Games per PS5, XBox e PC distribuita da una Quantic Dreams che appare sempre più in crisi a causa delle gravi accuse che pendono su David Cage.

 

dustborn. 14

Non sono quindi riuscito a completare Dustborn, mi ha battuto proprio poco prima del finale, quando la ritmica accelera (finalmente) ma comincia ad alimentarsi un pasticciaccio brutto. Dustborn mi ha sconfitto non perché si tratta di un videogioco ostico, affatto. Mi ha vinto per noia e per una sua a tratti sorprendente bruttezza.

dustborn. 16

 

È un peccato, perché durante i primi passi nel suo alternativo mondo ucronico tormentato, ma così vicino al nostro, nella sua orribile ma più che possibile America piagata da una dittatura fascista e moralista, c’erano delle possibilità, la speranza di un’avventura profonda, persino della bellezza.

 

dustborn. 10

Ma tutto crolla sotto la mole di parole tediose e artificiali, dialoghi così prolissi e per lo più inutili da essere spesso insostenibili nella loro deriva infinita, pronunciati da personaggi che avrebbero potuto essere assai interessanti nella loro non convenzionalità ma che nel corso della storia risultano smarrirsi nella gora del trito, tanto da farmi sorgere il dubbio che siano stati immaginati con le IA. Cara intelligenza artificiale, fammi dei personaggi con delle diversità che la critica più aperta e meno conservatrice possa apprezzare e piazzali in una storia dove possano combattere il sistema! Non è senza dubbio così… Tuttavia…

dustborn. 11

 

COAST TO COAST DELLA LOGORREA

Controlliamo quattro reietti lungo un viaggio che li porta attraverso questi Stati Uniti dove John Fitzgerald Kennedy non è morto e che sono diventati un posto abominevole. Strano, Stephen King pensava che se questo fosse successo il mondo sarebbe stato invece migliore.

 

dustborn. 9

Il quartetto è composto da Pax, una “artista della truffa alla disperata ricerca della libertà”; da Theo che è un “ingegnere informatico ben curato, un uomo misterioso o forse un cazzone”; da Noam, non-binaria “persona d’affari, collezionista di fumetti dal romanticismo inguaribile”; da Sai, “artista proletaria della gig economy”. Ognuno dei membri di questo quartetto tranne Theo possiede poteri mutanti che esercita tramite le parole: chi può alterare la forma del corpo, chi placare le forti emozioni, chi invece alimentarle. Il discorso sul potere delle parole è inizialmente interessante, poi diventa addirittura contraddittorio, paradossale.

 

dustborn. 8

In ogni caso, a bordo di un furgone, dissimulati in una punk rock band, questa allegra combriccola dovrà percorrere in incognita miglia e miglia  per gli States affinché possa consegnare dei documenti rubati alla ribellione, ma non certo i piani della Morte Nera.

Il fatto della band è la cosa più interessante del gioco, perché consente di esibirsi in concerti che possono anche essere davvero coinvolgenti rimandando a “guitar hero”. Ci sono tanti altri mini-giochi, dimenticabili e accessori; e pensare che c’è chi ha criticato quelli di Final Fantasy VII Rebirth.

dustborn. 7

 

Si combatte spesso con mazzate e poteri delle parola, e farebbe anche piacere visto la peculiare antipatia dei nemici, ma pure questa attività scade nel pedissequo e nel ripetivo e soprattutto non può essere evitata.

 

COME UN FUMETTO

Molto spesso, grazie alla sua estetica di fumetto alla moda, Dustborn è davvero gradevole da vedere e gratificante durante alcune fasi d’esplorazione proponendo ambientazioni suggestive che tuttavia risultano inerti, solo scenografiche e persino posticce, finte. Più che buona risulta la colonna sonora se la musica non fosse sempre subordinata alle parole, parole, parole tranne che durante i concerti. Per buona parte del gioco queste inestinguibili parole danno vita solo raramente a dialoghi interessanti le cui scelte multiple sembrano essere tuttavia inconsistenti e non determinanti.

dustborn. 12

 

Può essere che la mia delusione, il rigetto per questo gioco, sia determinato dalla sconfitta, l’astio del soccombente, sebbene abbia amato molto Returnal anche se mi ha battuto. A qualcuno Dustborn è persino piaciuto assai anche se ci sono tanti critici che l’hanno dispregiato e non certo ottusi conservatori con l’antipatia per certe tematiche e per l’inclusione.

dustborn. 6

 

Tuttavia vedo in Dustborn una clamorosa occasione perduta, astuzia più che passione nel parlare di argomenti importanti e nel raccontare personaggi originali e ribelli. Ma soprattutto, salvo quei momenti di rock, questo accrocchio numerico si fa giocare quasi sempre male e talvolta si rompe addirittura per glitch e bug, risultando sgradevole quando non dovrebbe, quando per per qualche istante sembra suscitare la  passione che avrebbe potuto, dovuto, alimentare.

dustborn. 4dustborn. 2dustborn. 1dustborn. 3dustborn. 5

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…