“CHI LI HA AUTORIZZATI A USARE IL MIO NOME E IL MIO VISO?” – IBRA SI SCAGLIA CONTRO “EA SPORTS”, L'EDITORE DEL VIDEOGAME FIFA – L’ATTACCANTE DEL MILAN, SPALLEGGIATO DA BALE, AFFERMA DI NON AVER DATO L’AUTORIZZAZIONE ALLO SFRUTTAMENTO DELL’IMMAGINE E COSÌ RIAPRE UNA FERITA APERTA TRA VIDEOGAME E MONDO DEL CALCIO - IN FIFA 21 LA JUVE È PIEMONTE CALCIO E L'AS ROMA È STATA TRAMUTATA IN ROMA FC - “EA SPORTS”: “L'USO DELLE SEMBIANZE DI IBRA RIENTRA NELL'ACCORDO CON IL MILAN SOTTOSCRITTO NEL LUGLIO SCORSO”

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Alessio Lana per corriere.it

 

ibra fifa 21 ibra fifa 21

Come un fulmine a ciel sereno, Zlatan Ibrahimovic si scaglia contro Ea Sports, l'editore del videogame Fifa. «Chi ha autorizzato Fifa Ea Sport a usare il mio nome e il mio viso?», scrive il calciatore in un tweet, «Non mi risulta di essere membro di Fifpro e, se lo sono, sarò stato inserito con una strana manovra, senza il mio consenso. Di sicuro non ho mai dato il mio consenso a Fifa o FifPro di fare soldi con la mia immagine».

 

Come funzionano i diritti

Facciamo un passo indietro. Chi videogioca da parecchio sa che il bello dei giochi di calcio è l'avere i nomi veri, con le squadre e le maglie reali e non quelle invenzioni un po' posticce che ogni tanto emergono. Vedi Piemonte Calcio per la Juve, Lake District per il West Ham o il meraviglioso Dublin per l'Aston Villa, che non sta neanche in Irlanda. A sovrintendere i diritti dei giocatori nei videogame è Fifpro, il sindacato internazionale dei calciatori professionisti regolarmente riconosciuto da Fifa.

 

 

L'accordo del 1994

piemonte calcio roma piemonte calcio roma

L'accordo tra Electronic Arts e Fifpro risale al 1993, quando appariva il primo Fifa International Soccer. Chiamato anche Fifa 94, sbarcava sulle console di allora, dal Super Nintendo al Game Boy passando per Sega Master System, Sega Mega Drive. L'intesa tra le due realtà era onnicomprensiva e riguardava tutti i calciatori che potevano però essere nominati solo tramite sigle. Tre anni più tardi ecco che Fifpro accetta l'inserimento dei nomi e dell'immagine reali dei calciatori, prima tra tutti il volto. Il problema arriva più avanti.

 

Il caso Piemonte Calcio

Col passare degli anni i giochi sono diventati sempre più importanti, incassano sempre di più e così è partita la sfida a scalzare i diritti agli avversari a suon di milioni. Un'opportunità d'oro per le squadre (e i giocatori) di monetizzare senza fare nulla, solo cedendo il marchio (David Beckham, per esempio, guadagna di più con Fifa che giocando).

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Da qui nascono storture come il Piemonte Calcio che troviamo da Fifa 20 in poi. Lo scorso anno un accordo di esclusiva tra la Juventus e il principale rivale di Fifa, Pes, aveva costretto gli sviluppatori di Ea Sports a inserire squadra e stadio reinventati di sana pianta ma i giocatori sono reali. In Fifa 21 la squadra torinese è sempre Piemonte Calcio ma anche l'AS Roma ha subito lo stesso trattamento. È stata tramutata in Roma FC e gioca nel bizzarro Stadion Olympik. I calciatori però ci sono tutti, con i loro nomi e le loro facce.

IBRA fifa 21 IBRA fifa 21

 

L'accordo col Milan e la dichiarazione di Ea

Nel caso Ibra ci sono alcune ombre. Il Milan (come pure l’Inter) ha sottoscritto un accordo in piena regola con Ea Sports. Nell’agosto scorso Casper Stylsvig, Chief Revenue Officer della squadra, si diceva «lieto di accogliere Ea Sports nella famiglia AC Milan come Premium Partner.

 

Questa partnership è il simbolo del nostro impegno nel fornire esperienze interattive di altissimo livello ai nostri fan in tutto il mondo». Anche Ea ricorda che «il diritto all'uso delle sembianze di Zlatan nel gioco rientra nell'accordo con il Milan sottoscritto nel luglio scorso» e risponde al tweet confermando il legame con Fifpro.

 

«Per creare un'esperienza autentica, anno dopo anno lavoriamo con numerosi campionati, squadre e talenti individuali per garantire i diritti di somiglianza dei giocatori che includiamo», conferma l'azienda al Corriere, «Uno di questi è un rapporto di lunga data con il rappresentante globale dei calciatori professionisti, Fifpro, che collabora con una serie di licenziatari per negoziare accordi a vantaggio dei giocatori e dei loro sindacati». Non solo. Nel 2017 l’attaccante si era detto felice di essere nel gioco per il bene dei suoi fan e dei suoi figli e aveva anche ricevuto una carta speciale per l’Ultimate Team.

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Il precedente: il portiere Kahn

L'attacco di Ibra poi non è nuovo nel mondo del calcio digitale e c’è chi ha avuto successo. Nel 2003 l'allora portiere della Germania, Oliver Kahn, vinse una causa contro Electronic Arts per sfruttamento indebito della sua immagine in Fifa World Cup 2002, il gioco ufficiale dei Mondiali. L'accordo tra Ea, Fifpro e Bundesliga era regolare ma il tribunale tedesco condannò l'editore a compensare Kahn e a ritirare il gioco dal mercato, pena una multa di 250mila euro. La motivazione era simile a quella dell'attaccante del Milan: Kahn non apparteneva a nessuna organizzazione e non aveva dato alcun permesso.

 

 

Ibra spalleggiato da Bale

Insomma, «è tempo di investigare», come scrive Zlatan in un secondo tweet, e a fargli eco è un altro calciatore di rilievo, Gareth Bale. «Interessante… Cos’è la FifPro?», scrive il calciatore gallese in risposta al collega aggiungendo un’ironica faccina dubitativa e l’hashtag #TimeToInvestigate». Bale però deve soffrire di amnesia. Anche lui è stato un fervido sostenitore del videogame, tanto da essere apparso sulla copertina di Fifa 14 accanto a Lionel Messi. A questo punto, per gli appassionati del gioco c’è una sola certezza: Fifa 21 è già uscito e almeno per quest’anno Ibra ci sarà.

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