'MACELLO MAFIOSO' PER DELL'UTRI: AL PROCESSO DURISSIMA ACCUSA DEL PROCURATORE - "ASSUNSE AD ARCORE LO STALLIERE VITTORIO MANGANO PER CONTO DI BERLUSCONI PER COLTIVARE INTERESSI DIVERSI DA QUELLI PER I QUALI FU UFFICIALMENTE CHIAMATO" - PER DISTRARSI UN PO' L'EMINENZA DI PAPI VA NEL CENTRO SOCIALE NEOFASCIO CASAPOUND - DOVE LEGGE IL DIARIO (FALSO PER ALCUNI) DI MUSSOLINI - “L’UNITÀ” NON È STATA AMMESSA

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  • Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo

    1 - DELL'UTRI E LO STALLIERE DI BERLUSCONI. IL PG: "MANGANO AD ARCORE PER I BOSS"
    Da Repubblica.it

    Marcello Dell'UtriMarcello Dell'Utri

    "Vittorio Mangano fu assunto nella tenuta di Arcore di Silvio Berlusconi per coltivare interessi diversi da quelli per i quali fu ufficialmente chiamato da Palermo fino in Brianza". Così il Procuratore generale Antonino Gatto entra subito nel vivo della requisitoria del processo di secondo grado in cui il senatore Marcello dell'Utri (Pdl) è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il parlamentare è stato condannato in primo grado a nove anni di carcere.

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    Stamani davanti alla seconda sezione della Corte di appello di Palermo, Gatto parla prima di tutto di Vittorio Mangano, morto alcuni anni fa, condannato nell'ambito di un processo di mafia. L'uomo per alcuni anni aveva svolto il ruolo di stalliere ad Arcore, la tenuta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

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    Era stato lo stesso Dell'Utri a farlo assumere. Una scelta, secondo il magistrato, non legata a interessi agricoli, ma alla necessità, che all'epoca avevano tanti imprenditori, tra i quali lo stesso Berlusconi, di "proteggersi" dal pericolo di sequestri.

    "Ma davvero - si chiede il Pg - non fu possibile trovare in Brianza persone capaci di sovrintendere alla tenuta di Arcore? Davvero dall'estremo nord ci si dovette spostare a Palermo per trovare una persona che non conosceva la zona e le coltivazioni brianzole?". "In realtà - prosegue Gatto - non solo Mangano di cavalli e di coltivazioni non sapeva nulla: ma se guardiamo i suoi numerosissimi precedenti penali, gli interessi che coltivava erano di tutt'altra natura rispetto a quelli agricoli".

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    "Nelle dichiarazioni spontanee rese il 29 novembre del 2004 - dice il Pg - fu Dell'Utri a dire che in realtà Mangano si interessava di cani e non di cavalli. Non si vede quale sarebbe stato dunque il suo contributo alla cura di animali che Berlusconi voleva allevare nella tenuta appena acquistata".

    Il senatore non è presente in aula. Ad ascoltare l'atto d'accusa del Pg ci sono i suoi difensori, gli avvocati Nino Mormino, Giuseppe Di Peri e Pietro Federico.

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    2 - DELL'UTRI LEGGE MUSSOLINI...
    Francesco Di Frischia per il "Corriere della Sera"

    Ieri sera si è aperto il ciclo di conferenze 2009-2010 organizzato da Casapound, il centro sociale neofascista all'Esquilino, di fronte a un centinaio di persone ammassate come sardine. Quei documenti, giudicati falsi da molti storici, sarebbero stati scritti dal duce dal 1935 al '39.

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    Il giallo sulla loro autenticità o meno resta. «Io non sono uno storico, nè uno studioso - ricorda il parlamentare - ma a me non me ne frega nulla se siano veri o falsi. Io ho letto pagina per pagina quasi tutti i diari e ho provato una grande emozione. E mi sono convinto che non possono essere falsi: se lo fossero, il falsario sarebbe un genio. Ognuno di voi faccia le sue riflessioni».

    Marcello Dell'UtriMarcello Dell'Utri ManganoMangano

    Dell'Utri chiarisce: «Mussolini ha fatto cose buone e cose molto negative che non si possono dimenticare - precisa - Io non lo voglio riabilitare». Poi il senatore comincia a leggere passi dei presunti diari, scandendo date e momenti. Il 10 gennaio del '35 il duce sostiene: «Non sono un santo, ma mi tormenta la gente che soffre. Amo la solitudine: sto bene da solo ».

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    Definisce la moglie Rachele «la donna prediletta della mia vita» perché «mi capisce al volo». Su Claretta Petacci dice che «quando parla mi commuove con il suo accento romano ». Oltre ai giudizi negativi sui Savoia, Dell'Utri riferisce il commento di Mussolini l'8 novembre del '39 su Hitler appena scampato all'attentato di Monaco: se fosse morto «sarebbe arrivata aria di pace e di salvezza, accidenti alla sventura».

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    Andrea Antonini, consigliere del XX Municipio e vicepresidente di Casapound Italia, proclama «la tolleranza di Casapound, ma alla fiaccolata non ci hanno voluto. Alla faccia della tolleranza! ». Ieri, però, la giornalista dell'Unità, Mariagrazia Gerina, non è stata fatta entrare alla conferenza sui diari di Mussolini «perchè parli male di noi...».

     

     

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