cristiana lauro vino al ristorante

BEVI E GODI CON CRISTIANA LAURO – CHE FARE SE AVANZA IL VINO AL RISTORANTE? PORTATELO A CASA! NIENTE PAURA, LA BOTTIGLIA APERTA SI PUÒ CONSERVARE, PER FINIRLA IL GIORNO DOPO, TALVOLTA CON QUALCHE PIACEVOLE SORPRESA DOVUTA ALLA MAGGIORE OSSIGENAZIONE – L’IMPORTANTE È LIMITARE IL CONTATTO DEL VINO CON L’ARIA. UNA SOLUZIONE SEMPLICE ED EFFICACE È IL “VACUUM VIN”, OPPURE... – VIDEO

Estratto dell’articolo di Cristiana Lauro per www.ilsole24ore.com

 

vino avanzato al ristorante

Ripetiamo spesso che i vini buoni sono quelli che finiscono. Tuttavia esistono delle regole legate alla salute e anche al codice della strada (e della responsabilità, aggiungo io!) che suggeriscono di non scolarsi quella boccia fino all’ultima goccia. Bere vino significa assaporare, degustare, accompagnare il cibo, riconoscere una cultura e una tradizione che non nascono a scopo di sballo ma con ben più nobili intenti. E poi anche per vivere una situazione di socialità, perché no? […]

 

Cosa fare, però, quando la bottiglia non è finita? Spesso capita di andare al ristorante, ordinare un vino e, a seconda del numero dei commensali, può succedere di non finirlo (e non certo perché quel vino non sia buono).

 

cristiana lauro

Personalmente in questi casi chiedo di ritappare la bottiglia e - senza scompormi - la porto a casa dove posso tranquillamente finirla il giorno dopo, talvolta con qualche piacevole sorpresa dovuta alla maggiore ossigenazione.

 

In alternativa vi suggerisco di scegliere le mezze bottiglie con buona pace dei loro detrattori, giacché non godono della simpatia dei sedicenti esperti ed enofanatici. In fondo risolvono decorosamente una richiesta che difficilmente viene coperta dalla offerta di vino al calice. Nella maggior parte dei ristoranti infatti non è facile trovare una proposta di mescita adeguata e va a finire che siamo noi a doverci adeguare alla mescita.

 

vino al ristorante

Un sistema che ha preso piede per dare la possibilità di degustare calici importanti è quello dell’utilizzo del “Coravin”. Il Coravin permette di degustare anche solo un calice conservando le caratteristiche organolettiche della bottiglia per lungo tempo sotto azoto. Questo valido strumento tuttavia è ancora poco diffuso nella nostra ristorazione.

 

Tornando invece alla degustazione nelle nostre case: come ci si deve comportare quando avanza il vino buono in bottiglia? Una soluzione semplice ed efficace che vi consiglio è quella di utilizzare il “Vacuum Vin”, in pratica una specie di pompetta che aspira l’aria, rallentando il processo ossidativo.

 

Evitate tuttavia di superare i 4/5 giorni di conservazione. L’utilizzo del Coravin a uso domestico e nel quotidiano, invece, è meno indicato se non in caso di cantina ben fornita e soprattutto con una grande profondità di annate.

 

vino al ristorante

In caso di “bollicine” vi anticipo che la situazione è più difficile da gestire. La leggenda metropolitana del cucchiaino inserito nel collo di una bottiglia di spumante aperta è pura magia nera; nella vulgata popolare servirebbe a trattenere le bollicine e a preservare la carbonica.

 

Forse può funzionare come macumba verso il vostro peggior nemico, ma non essendo esperta di culti sincretici vi dico intanto che è del tutto inefficace e in assenza di empiriche dimostrazioni poco s’acconcia a convincere uno spirito scettico come il mio.

 

cristiana lauro a petrolio 1

Molto meglio utilizzare uno “Stopper” ma non per più di due giorni. Lo trovate facilmente in un qualsiasi negozio di casalinghi ma se siete buoni clienti potete anche “scroccarlo” dal vostro enotecario di fiducia, un po’ come il cavatappi insomma!

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