LA PANDEMIA NON HA INSEGNATO NIENTE – LO SVALVOLATO ROBERT F. KENNEDY JR. È PRONTO A CHIUDERE I PROGRAMMI DI RICERCA E I LABORATORI CHE SI OCCUPANO DI PATOGENI POTENZIALMENTE PANDEMICI – LA VIROLOGA ILARIA CAPUA: “RINUNCIARE ALLA RICERCA SUI VIRUS AD ALTO RISCHIO, COME EBOLA, NIPAH O NUOVI CEPPI INFLUENZALI ZOONOTICI, SIGNIFICA INDEBOLIRE LA PRIMA LINEA DI DIFESA DELLA SALUTE PUBBLICA INTERNAZIONALE E..."
Estratto dell’articolo di Ilaria Capua per il “Corriere della Sera”
Robert F. Kennedy Jr al podcast This Past Weekend
Le recenti dichiarazioni del segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., di procedere alla chiusura dei programmi di ricerca e dei laboratori che si occupano di patogeni potenzialmente pandemici e ad alto rischio, sono decisioni che avranno una portata globale, non solo nazionale.
In un contesto sanitario mondiale sempre più interconnesso, rinunciare alla ricerca sui virus ad alto rischio — come Ebola, Nipah o nuovi ceppi influenzali zoonotici — significa indebolire la prima linea di difesa della salute pubblica internazionale. Sembrerebbe che la decisione sia stata presa sulla base di una nuova certezza: che le pandemie e le epidemie non accadranno mai più.
Gli Stati Uniti hanno storicamente svolto un ruolo centrale nella rete globale di sorveglianza [...] Durante il focolaio di Ebola 2014-2015 (trentamila persone infette, undicimila persone morte) c’era il rischio che l’epidemia si diffondesse su scala globale in maniera massiccia. L’amministrazione Obama era intervenuta con fondi, personale e mezzi per bloccare quella epidemia potenzialmente esplosiva.
[...] Dismettere questa infrastruttura non solo riduce la capacità nazionale di prevenzione, ma priva il mondo di un attore strategico nella conoscenza dei patogeni emergenti. È, a tutti gli effetti, un autogol di dimensioni planetarie.
I virus non conoscono barriere geopolitiche: Ebola, scoperto in Africa centrale, ha attraversato i continenti nel 2014; il virus Nipah continua a riemergere in Asia meridionale; la pandemia di Covid-19 ha mostrato quanto rapidamente un agente patogeno possa trasformarsi in un evento planetario.
In questo scenario, chiudere i laboratori di ricerca non riduce il rischio, ma lo amplifica, perché interrompe la catena virtuosa della sorveglianza, della trasparenza e della cooperazione scientifica.
Per l’Europa però, questa decisione deve rappresentare un punto di svolta. È necessario consolidare e potenziare le infrastrutture esistenti — dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ai laboratori di alta biosicurezza di Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi — e altri Paesi per promuovere una rete di eccellenza europea per la risposta ai patogeni emergenti.
ilaria capua foto di bacco (4)
Investire in questo campo non è solo una scelta sanitaria: è una strategia di sicurezza continentale.
ilaria capua
pandemia 1
ilaria capua
PANDEMIA
ROBERT KENNEDY JR - EAT REAL FOOD
pandemia 2
IL DOTTOR VITO PROCACCI E I MEDICI POLICLINICO DI BARI DURANTE LA PANDEMIA
[...]


