ALLENARE E’ UNA SCIENZA (QUASI) ESATTA - A SUGGERIRE LA FORMAZIONE AI TECNICI NON SONO PIÙ I PRESIDENTI MA SOFTWARE SEMPRE SOFISTICATI - PRANDELLI HI-TECH, MOURINHO E LUIS ENRIQUE SPIEGANO GLI SCHEMI CON L'IPAD, MONTELLA USA IL GPS E RUDI GARCIA PROVA I GOOGLE GLASSES

Marco Consoli per "L'Espresso"

 

Se fino a ieri la formazione la facevano il presidente o i giornali sportivi, oggi a suggerirla al "mister" è il computer. Gli allenatori di calcio infatti dipendono ormai dalla tecnologia e i mondiali in Brasile saranno sotto questo profilo i più hi-tech di sempre, perché l'analisi della forma e la scelta dei giocatori, la preparazione tecnico-tattica di un incontro, lo studio dell'avversario non possono dipendere da sensazioni o pressioni, ma devono essere studiati con strumenti sempre più raffinati.

 

CESARE PRANDELLI E NOVELLA BENINI CESARE PRANDELLI E NOVELLA BENINI

«In nazionale», spiega a "l'Espresso" il ct azzurro Cesare Prandelli «utilizziamo tre diversi strumenti per l'analisi delle partite. Anzitutto una piattaforma video, che ci permette di aver accesso in qualsiasi momento e luogo alla quasi totalità delle partite disputate e ai filmati necessari per la preparazione di un match.

 

Poi c'è lo scout statistico, software che serve ad analizzare dati di tipo tecnico statistico di una partita, come tiri, passaggi, possesso palla e così via. Infine c'è il sistema di tracking che permette la rilevazione di tutti i movimenti dei calciatori durante la gara, con la possibilità di analizzare i parametri fisici di ciascun giocatore e i movimenti della squadra e di ogni singolo reparto».

 

FOOTBALL BIG DATA

Se prima l'allenatore al massimo visionava un VHS con la partita degli avversari, oggi i video vengono analizzati dal computer e con l'aiuto di un analista, per estrarre il cosiddetto Big Data del pallone. Un settore in cui competono decine di società nel mondo e in cui noi italiani, da buoni pallonari, siamo all'avanguardia.

prandelli prandelli

 

«Un software molto utilizzato è l'italiano Wyscout, che permette tramite iPad di vedere il profilo video e le statistiche di base di ogni calciatore», spiega Adriano Bacconi, già consulente degli azzurri ai mondiali vittoriosi del 2006 e commentatore tattico della "Domenica Sportiva".

 

«A Chiavari ci sono gli ingegneri che sviluppano la tecnologia, mentre in Bulgaria c'è una sede dove gli impiegati indicizzano e catalogano le partite, creando spezzoni video per ciascun atleta con cui ad esempio un difensore può studiare le caratteristiche dell'attaccante che andrà ad affrontare o viceversa».

scolari scolari

 

Per avere dati statistici e informazioni più accurate, si possono utilizzare software come quello di Panini Digital, che viene realizzato a Modena, e permette di conoscere dati come la lunghezza della squadra, i flussi di gioco o le giocate che creano la superiorità numerica, oppure Opta, creato a Bassano del Grappa e tra i database più completi al mondo, perché raccoglie i dati di tantissimi campionati e permette di fare utili raffronti, anche per le analisi di mercato.

 

I sistemi usati per collezionare tutti questi dati sono analoghi tra loro: il software analizza i video della trasmissione tv o creati con telecamere ad hoc, e individua atleti e pallone in campo, permettendo di calcolare a che velocità e in quali zone si muovono i giocatori, a chi e quante volte passano la palla e così via, mentre dei tecnici intervengono a raffinare i dati e a risolvere gli errori per la confusione visiva tra un giocatore e un altro, quando ad esempio ci sono mischie o scontri fisici.

 

euro2004 scolari ricardoeuro2004 scolari ricardo

CODICE GOLEADOR

In realtà lo studio statistico delle partite ha una storia che risale già al 1950, quando il contabile inglese Charles Reep ebbe l'intuizione di annotare su un taccuino tutti gli eventi, con un sistema di simboli inventato ad hoc, che richiedeva però poi 80 ore per l'analisi. Poi negli anni '80 è arrivato il computer e tutti quei conteggi sono diventati via via più semplici.

 

«Ci sono documenti dell'epoca», spiega Bacconi «che dimostrano come già allora si calcolassero le distanze percorse, la corsa veloce, lo sprint, i passaggi, eccetera». Col passare degli anni e la progressiva introduzione di software più sofisticati gli allenatori hanno iniziato a interessarsi all'analisi dei dati.

 

Rafa BenitezRafa Benitez

Tra i primi a usarli è stato Zdenek Zeman al Foggia a fine anni Ottanta. Si dice che li appendesse nello spogliatoio per farli vedere ai giocatori e che un giorno avesse apostrofato Beppe Signori così: «Beppino sei anche sfortunato oggi, zero palle recuperate, potevano almeno tirarti addosso una volta!».

 

Rafa Benitez Rafa Benitez

Al di là degli aneddoti, le resistenze nell'ambiente non sono mai mancate, «perché», come spiega Bacconi «ci sono abitudini ataviche a cui gli allenatori si affezionano e che non vogliono cambiare, anche se oggi è sempre più difficile fare a meno della tecnologia».

 

E infatti in anni recenti sono cresciuti "mister" attenti anche a questo tipo di strumenti, come José Mourinho, che spiega gli schemi ai suoi giocatori con l'iPad (ed è anche testimonial della app Mourinho Tactical Board); Vincenzo Montella, che usa il Gps per registrare la performance dei giocatori durante l'allenamento, o Rafa Benitez, che già ai tempi in cui allenava il Valencia usava un software per l'analisi della partita.

 

«Negli anni il nostro lavoro è cambiato tantissimo», racconta Cesare Prandelli «ed è in continua evoluzione: in passato l'avversario veniva studiato con la relazione scritta di un osservatore, mentre oggi abbiamo la possibilità di conoscere molti più dati e ciò rende più semplice analizzare ogni dettaglio e studiare le contromisure. Inoltre, grazie al monitoraggio della condizione atletica dei propri calciatori, come i test funzionali fatti a Coverciano, un tecnico può essere aiutato nelle scelte di formazione».

ZEMAN AI TEMPI DEL LICATA ZEMAN AI TEMPI DEL LICATA

 

ANALISI IN DIRETTA

Naturalmente anche l'approccio dei giocatori è cambiato moltissimo, perché oggi le loro prestazioni sono giudicate da dati incontrovertibili. «Dieci anni fa erano molto più scettici e spesso chiedevano: "Ma il nostro compito non è fare gol?"», spiega Ermanno Rampinini, responsabile del laboratorio di valutazione funzionale del Centro Ricerche Mapei Sport, che lavora con il Sassuolo, la Juventus e il Monaco.

 

«Poi pian piano gli atleti sono maturati e oggi a fine allenamento vogliono conoscere le proprie statistiche», anche perché, come osserva Bacconi «sono pur sempre ragazzi di 20 anni, costantemente circondati dalla tecnologia nella vita di tutti i giorni».

 

Negli ultimi anni dai software citati che permettono di fare analisi statistica a evento concluso, si è passati a quelli come Tracab o Stats che offrono tutto in diretta. Leader nel settore è la torinese Deltatre, che offrirà questo tipo di dati in esclusiva durante i Campionati in Brasile.

ZDENEK ZEMAN jpegZDENEK ZEMAN jpeg

 

«I report di base saranno resi pubblici», continua Bacconi «mentre altri saranno presentati alle squadre a fine partita, visto che sarà proibito alle nazionali di utilizzare le proprie tecnologie». Così nella battaglia hi-tech del mondiale tutti partiranno ad armi pari, anche se poi ciascuno negli allenamenti a porte chiuse userà i propri software e la tecnologia che desidera: ad esempio gli azzurri indosseranno i sensori della bresciana Beast Technologies, con cui si potrà monitorare la performance in tempo reale su smartphone e tablet.

 

Ma l'innovazione in questo campo procede velocissima: «Le tecnologie attuali più interessanti sono la turca Sentio e la tedesca Impire, che usano i tracciati dei giocatori per fare analisi tattica della partita in tempo reale, ad esempio confrontando la performance di un calciatore con quella delle partite precedenti».

 

Così ad esempio un allenatore in panchina, potrebbe decidere una sostituzione basandosi su dati scientifici. «Per ora le federazioni li vietano», spiega Bacconi «ma è chiaro che in futuro si dovranno adeguare». Non a caso qualche settimana fa Muno Burgos, secondo allenatore dell'Atletico Madrid era in tribuna a vedere una partita con indosso i Google Glasses, per visualizzare in diretta le statistiche col software Media Coach.

Rudy Garcia Rudy Garcia

 

ALGORITMO IN RETE

Il futuro è dunque popolato di tecnologie sempre più sofisticate come le analisi del gesto sportivo, che viene catturato da telecamere a raggi infrarossi e poi elaborato dal computer, o la ricostruzione in grafica computerizzata di azioni di calcio casuali, cui sta lavorando Bacconi con il Cnr di Pisa, per analizzare tatticamente le varie situazioni in campo.

 

«Una delle frontiere più avveniristiche», spiega Bacconi «è la ricerca di algoritmi per predire eventi futuri che riguardano la carriera di un giocatore, il risultato di una partita, le possibilità di fare gol».

 

rudy garcia con maud a cannes rudy garcia con maud a cannes

Il calcio dunque diventerà sempre più una scienza esatta? «Lavoro tutti i giorni con i numeri», conclude Rampinini «ma non credo che il calcio possa essere ridotto a mera statistica, perché esiste l'imprevedibilità e l'impossibilità di calcolare ogni parametro. Che poi è anche ciò che lo rende affascinante e permette anche a una squadra che la statistica dà per battuta di vincere contro una nettamente più forte».

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