TAVECCHIO, OVVERO LA ‘’BANANITÀ DEL MALE’’ - BEHA LO DIFENDE: “NELLA REPUBBLICA DELLE BANANE CI SI SCANDALIZZA PER UN VECCHIO ARNESE? - SICURI SIA MEGLIO IL DOROTEO ALBERTINI? CI VORREBBERO ZOFF O ZEMAN”

Oliviero Beha per “Il Fatto quotidiano”

 

Oliviero Beha Oliviero Beha

In un Paese che da troppi anni è una Repubblica delle banane, si scatena il finimondo per una frase letteralmente tremenda sulle banane stesse e sui giocatori africani che oggi fanno i professionisti nel nostro calcio e solo ieri mangiavano le cosiddette. Ci sarebbe poi la “banana” del vignettista Altan, che come un boomerang torna indietro verso il posteriore di Carlo Tavecchio, autore della frase incriminata, la più infelice del mondo.

 

tavecchiotavecchio

Né credo possa invocare a sua esimente o dirimente appunto la familiarità ventennale con la terminologia del “banana” (tipo “non ce l’avevo con gli africani ma sempre con Berlusconi”, il che avrebbe almeno creato un fronte d’estrema sinistra a suo favore…), e neppure l’allitterazione che lo perseguita: No Tav-ecchio, in un momento di giovanilismo rottamatore ed esasperato.

 

Veniamo al nocciolo: il favorito nella corsa alla Presidenza della Federcalcio, dopo anni di “abetismo” incolore e insuccessi planetari, con un calcio in bancarotta sotto ogni punto di vista, è dunque il suo vicario, molto contestato anche senza che comandasse una bananiera battente bandiera panamense.

DEMETRIO ALBERTINI SERATA SANPATRIGNANO DEMETRIO ALBERTINI SERATA SANPATRIGNANO

 

Ha già 71 anni, è uomo di Palazzo, è chiacchierato. Su quest’ultima voce credo che igienicamente o si elencano con pazienza e precisione gli eventuali reati da lui commessi (è stato sindaco di un Comune del Nord Italia) con relative sentenze di colpevolezza, oppure la si smette. Tertium non datur, è ingiusto e insensato.

 

E non è affatto un discorso pro-Tavecchio, di cui non me ne può calere di meno, ma a favore di tutti. Sull’età non apro il dibattito. Amministra da una quindicina d’anni il movimento dilettantistico, giovanile e femminile: lo fa bene? Pare logisticamente e amministrativamente di sì. Altrimenti affermiamo il contrario. È uomo di Palazzo, è sinergico ai Carraro o ai Lotito o a chi volete voi? E grazie, sfido uno in politica e in politica sportiva a non avere schieramenti.

 

giancarlo abetegiancarlo abete

Il suo concorrente per la Presidenza era ed è il basculante Albertini, ottimo giocatore ma anche politico nel senso peggiore affibbiato a Tavecchio. Di lui Capello che lo allenava vent’anni fa diceva che era un gesuita, è forse abbastanza per etichettarlo oggi pienamente come un doroteo con le sue brave sinergie, opposte a Tavecchio. La scelta resta tra questi due, se non spuntano figure commissariali di grande spessore, come potrebbe essere uno Zoff (e pensate che sono quello del Camerun ’82…) oppure uno Zeman.

 

Quindi la domanda è: la bestialità incredibile sulle banane spinge indietro Tavecchio e spinge avanti Albertini? Sicuri che funzioni così? Secondo la politica e le prese di posizione dei politici parrebbe di sì. E non sto parlando della solita Fifa che con una mano biasima Tavecchio e con l’altra permette piramidi di corruzione nell’assegnazione dei Mondiali, Fifa che ora chiede “chiarezza” sulle parole dell’Infelice. Io chiederei anche chiarezza sulle nefandezze di Blatter & soci.

franco carrarofranco carraro

 

Sto invece parlando della politica nostrana: sembra che si siano divisi a metà. Il Pd, Renzi, Nardella e un intero cucuzzaro di sinistra pretende un passo indietro, cioè un ritiro della candidatura di Tavecchio. Potrebbe essere un movente logico: l’hai fatta troppo grossa, levati di torno.

 

Mentre sembra che il centrodestra minimizzi e solidarizzi con il “linciato” delle banane. Dunque si sta creando un derby politico su Tavecchio sì-Tavecchio no mentre il Paese è a pezzi? Benissimo. Ma allora si deve sapere che si va verso la candidatura unica del modestissimo Albertini, che potrebbe citare Fanfani né più né meno della Boschi di giorni fa su “menzogne e allucinazioni”. Di più: bisogna far finta di tenere un occhio spalancato sull’“infame” (sciocchissimo, autolesionista) Tavecchio e l’altro occhio totalmente chiuso per esempio sul gentiluomo Calderoli, ma sì, colui il quale insieme alla Finocchiaro fa il maestro di cerimonia della riforma del Senato.

claudio lotitoclaudio lotito

 

Perché non andate su internet e cliccate su “cazzate dette e fatte da Calderoli negli ultimi dieci anni”? Avreste delle splendide rivelazioni, che si aggiungerebbero ridendo per non piangere alle paurose “banane” di Tavecchio. Riuscendo in questo modo a creare un cortocircuito tra calcio e politica che è esattamente ciò che sta strangolando l’uno e l’altra da un pezzo.

 

Riforma dello sport e del Coni, revisione delle federazioni, applicazione senza sconti del diritto amministrativo oltre che civile e troppo spesso penale ai club, creazioni di scuole per dirigenti sportivi e calcistici, bonifica della palude dei procuratori, creazione di un ministero dello Sport vero e non posticcio, rivisitazione dello sport e della “ginnastica” nella scuola e nell’università: può bastare come abbozzo di un programma per rimettere a nuovo un ferrovecchio che effettivamente adesso tutti rimano con Tavecchio e ridare il calcio ai ragazzini che fanno tanto rima con Albertini?

 

www.olivierobeha.it

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