panatta sinner bertolucci

“I TENNISTI SONO INGORDI. SI LAMENTANO, PROTESTANO MA POI SI ISCRIVONO ANCHE ALLE ESIBIZIONI” – IL COMMENTATORE SKY PAOLO BERTOLUCCI SUL RITIRO DI SINNER A SHANGHAI: “JANNIK E’ UN CASO DIVERSO, È STATO FERMO TRE MESI, DEVE ANDARE IN CAMPO IL PIÙ POSSIBILE PER RIPRENDERE FORMA E GIOCO. MA I TENNISTI DOVREBBE FARE RINUNCE, POSSONO NON PARTECIPARE A TUTTI I TORNEI, NON SONO OBBLIGATI” - PANATTA INVITA SINNER A GESTIRSI: "NON ERA NECESSARIO QUESTO TOUR DE FORCE..."

 

Adriano Panatta per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

(...) Sinner ha giocato a Pechino, poi a Shanghai. Ora è atteso dai milioni di Riad, poi Vienna, l’indoor a Parigi, le Finals e la Davis.

 

panatta sinner bertolucci

Tutto in un mese e mezzo. Mi chiedo, ma è proprio necessario questo tour de force? C’era proprio bisogno di andare a Pechino? Conosco la replica: i punti, la classifica, il numero uno…

 

E chissenefrega di tutto questo non ce lo mettete? I giocatori più forti, oggi, hanno la fortuna di poter programmare la stagione solo sui tornei del Grand Slam e sui Masters 1000. Vero è che Sinner ha avuto una stagione corta per via della stupida squalifica doping, ma il discorso di fondo non cambia.

 

Tanto più che i Masters sono diventati tutti o quasi di due settimane, e obbligano a periodi di lavoro sempre più lunghi. Poi, il numero uno. E vabbè… Se non vi sono contratti particolari con gli sponsor, non vedo perché corrergli dietro. Primo e secondo hanno gli stessi vantaggi.

 

Se il podio più alto deve arrivare, può farlo per vie naturali, inutile giocare tornei in più. Anche perché le condizioni di stress non sembrano interessare granché gli organizzatori. L’unico torneo che ha preparato un regolamento riguardante il caldo e l’umidità è lo Slam australiano. Oltre certi limiti non si va, suona l’allarme, e tutti nello spogliatoio. Avrebbero dovuto farlo anche Cincinnati e Shanghai.

 

paolo bertolucci adriano panatta

Ci sono tanti modi, chiusura del tetto, aria condizionata, ombrelloni sulle sedie dei cambi campo, refrigerazione, fermare i match... Niente è stato fatto e l’Atp sta zitta. Ma chi è che deve chiedere agli organizzatori condizioni di gioco migliori?

 

(…)

 

BERTOLUCCI

Da ilnapolista.it

 

Il Masters 1000 di Shanghai è finito nell’occhio del ciclone per le condizioni ambientali estreme in cui sono ‘costretti’ a giocare i tennis in gara. In molti – tra cui Jannik Sinner – hanno dovuto addirittura ritirarsi a causa dell’emergere di varie tipologie di malessere.

 

Sull’argomento si è soffermato Paolo Bertolucci ai microfoni de La Repubblica. L’ex numero 12 al mondo, toccando anche il tema delle polemiche relative calendario fitto di impegni, ci ha tenuto a sottolineare che i tennisti avrebbero una semplice soluzione per tutelare la propria salute: rinunciare ai tornei.

 

«Con queste condizioni così i crampi capitano. Nulla di strano. Io li ho avuti una sola volta in campo, stavo impazzendo. Commentando la partita con Griekspoor in tv ho capito subito che si sarebbe ritirato», ha esordito Bertolucci parlando di Sinner. «Tanti ritiri e polemiche? I giocatori sono ingordi.

 

Giocano, prendono e non si fermano. Gli organizzatori fanno di tutto per avere i migliori. Senza i big il torneo non ha fascino e senza i nomi più carismatici fuggono anche gli sponsor, c’è meno attrattiva. Il tennis è diventato brutale. Meno tecnica, meno tattica, più fisico», ha poi continuato l’ex tennista italiano.

 

«Jannik è stato fermo tre mesi, deve andare in campo il più possibile per riprendere forma e gioco. Carlos Alcaraz ha un problema alla caviglia, solo per questo si è preso una pausa. Sono gli altri a doversi fermare. Oggi si cerca lo spettacolo a tutti i costi, ma si può non trovare. I tennisti dovrebbe fare rinunce.

 

A Shanghai c’è il 90% di umidità, c’è il tetto, ci sono temperature altissime, ci sono stati malori per il caldo asfissiante, molte lamentele, giocatori che dicevano di non vedere la palla, che hanno pensato di morire. Holger Rune ha detto: volete il morto? Taylor Fritz ha rischiato il collasso in campo (…) 

 

Brontolano, protestano ma poi si iscrivono ai tornei. E fanno anche le esibizioni. E si prendono i montepremi. Non mollano nulla. Il calendario è fitto, si gioca cinquanta settimane all’anno, ma i tennisti possono non partecipare a tutti i tornei, non sono obbligati», ha concluso Bertolucci.

 

 

jannik sinnerjannik sinnerjannik sinner si ritira al master di Shanghai JANNIK SINNER

paolo bertoluccipanatta bertoluccipaolo bertolucci foto creata dall'ai da adriano panatta

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