gualtieri friedkin

LA ROMA E LO STADIO CHE NON C’E’ - COSA C’E’ DIETRO LA RICHIESTA DANNI PER 331 MILIONI DA PARTE DEL CAMPIDOGLIO AL CLUB GIALLOROSSO?  IL NUOVO SINDACO DI ROMA HA PRESENTATO UNA CONTRO-CAUSA (“ATTO DOVUTO”), GIA’ PIANIFICATA DALLA RAGGI, NEI CONFRONTI DEI COSTRUTTORI E DEL CLUB CHE SI ERANO MOSSI CONTRO IL CAMPIDOGLIO PER IL MANCATO IMPIANTO A TOR DI VALLE MA HA PROGRAMMATO CON I FRIEDKIN UN INCONTRO DOPO LE FESTE PER PARLARE DEL NUOVO STADIO. LA ZONA CALDA SEMBRA OSTIENSE…

VALERIO FELLETTI per Libero Quotidiano

 

GUALTIERI FRIEDKIN

Una causa per lo stadio che non c'è. Il Campidoglio va all'attacco della Roma e non solo per il progetto, ormai naufragato, dell'impianto che il club giallorosso avrebbe dovuto far costruire a Tor di Valle: il Comune della capitale ha infatti presentato al Tar del Lazio una richiesta danni per 331 milioni nei confronti della società dei Friedkin, oltre che verso Eurnova e la Cpi del tycoon ceco Radovan Vitek (i due partner nel progetto).

 

Una mossa che il neoeletto sindaco della Capitale Roberto Gualtieri attribuisce di fatto a chi lo ha preceduto alla guida della città, Virginia Raggi, ma che potrebbe avere conseguenze importanti per la Roma.

 

totti gualtieri

LE CARTE Il ricorso presentato al Tar è una lista di accuse di 30 pagine (anticipata dall'edizione romana di Repubblica), in cui l'avvocatura del Comune spiega come si sia arrivati alla cifra di 331 milioni di danni: «L'amministrazione, la cittadinanza, in questa vicenda è parte offesa», si legge. «Eurnova, Cpi e As Roma hanno determinato il naufragio dell'iniziativa e frustrato l'interesse pubblico dichiarato nel 2017». , Si va dai danni di immagine per 32,7 milioni di euro, calcolata in base ai quasi 24 milioni di risultati su google inserendo come chiave di ricerca «lo stadio della Roma non si farà», fino alle ore perse dai dipendenti capitolini per un totale di circa 2 milioni di euro (tra i 56 e i 63 euro l'ora per i manager, 22 per i funzionari e 11 per gli impiegati).

 

pallotta raggi

«Una montagna di lavoro!», sottolinea con l'irrituale punto esclamativo l'avvocatura. La fetta più grossa riguarda il lungo elenco di opere pubbliche che si sarebbero dovute fare accanto allo stadio ma che invece non verranno realizzate (dal parco fluviale alla stazione Tor di Valle della Roma-Lido), per 276 milioni di euro, arrivando così ai 311totali. Non mancano, tuttavia, le particolarità in questa richiesta di danni, a partire dal fatto, ad esempio, che i fatti contestati inizino nel 2017 (il progetto ha preso il via in Comune nel 2014 con il via libera dell'allora sindaco Marino seguito dai tentennamenti dei 5 Stelle). Uno scontro che nasce da lontano.

 

Lo scorso febbraio, la Roma ha interrotto il progetto per lo stadio di Tor di Valle portato avanti insieme a Eurnova (proprietaria del progetto e originariamente anche dei terreni) e la Cpi del magnate ceco Vitek (che ha acquistato i terreni), considerando che 7 annidi tentativi hanno portato al nulla di fatto. Il 21 luglio, il Consiglio comunale ha quindi ritirato la pubblica utilità al progetto, prevedendo la necessità «dei competenti Uffici capitolini unitamente all'Avvocatura di avviare valutazioni e quantificazioni di ogni eventuale pregiudizio in danno dell'Amministrazione capitolina determinato dalle Società A.S. Roma S.p.A. ed Eurnova S.p.A».

 

GUALTIERI

E proprio a questo passaggio si è attaccato il sindaco Gualtieri, scaricando la polpetta avvelenata alla Raggi, all'epoca prima cittadina. Ieri, infatti, dal Comune sono arrivate precisazioni, spiegando che sia per quanto riguarda le caratteristiche della memoria così come per il parziale coinvolgimento della Roma si tratta di «diretta conseguenza della delibera consiliare del 21 luglio 2021». Inoltre, si parla di atto dovuto e di una risposta diretta al ricorso presentato nelle scorse settimane da Eurnova e Cpi, che avevano da parte loro chiesto 292 milioni di danni al Campidoglio. Cifra che il Comune definisce «astronomica», mentre per le due società si tratta di un indennizzo per gli incassi sfumati, oltre che per la svalutazione dell'area di Tor di Valle.

progetto stadio tor di valle

 

ALTERNATIVE Anche in casa Roma si parla di «atto dovuto». Il tutto in attesa di capire il futuro del progetto stadio, che rimane una priorità. Dopo aver affidato a Deloitte una consulenza sul piano di sviluppo per l'impianto di proprietà, le ipotesi sulla nuova area sono tre: la zona dei Mercati Generali/Gazometro sull'Ostiense, l'area dell'ex Sdo di Pietralata/Tiburtina e una ristrutturazione dell'Olimpico ma che dovrebbe passare da un accordo con Sport & Salute, il Coni e la Lazio. Sperando che la causa non crei altri attriti con il Comune, anche considerando l'incontro delle scorse settimane tra il sindaco Gualtieri e i Friedkin.

raggi pallotta

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