“IL CALCIO ITALIANO? PIU’ CHE UNA VERGOGNA, E’ UNA SPARIZIONE. CI SIAMO ESTINTI COME LE FOCHE MONACHE” – CROSETTI NON FA PRIGIONIERI: “IL NOSTRO CALCIO NON GIOCA UNA FASE A ELIMINAZIONE DIRETTA DA VENT'ANNI, LA FINALE VINTA NEL 2006 CON LA FRANCIA (AI RIGORI), È USCITO AL PRIMO TURNO NEL 2010 E 2014, NON SI È QUALIFICATO NELLE TRE EDIZIONI SUCCESSIVE. SIAMO ASSUEFATTI AD ESSERE CACCIATI DALLA SVEZIA, DALLA MACEDONIA DEL NORD, DALLA BOSNIA-ERZEGOVINA - E CHE DIRE DELLA FEDERCALCIO? DOVEVANO ANDARSENE DOPO L'EUROPEO DELLE COMICHE, SONO RIMASTI LÌ ED È UNA COMICA, UN'ALTRA. TUTTO SCIVOLA VIA, ANCHE LE AVVILENTI TELECRONACHE DELLA RAI, PASSARE DA PIZZUL AD ADANI È COME PASSARE DA PIRLO A CRISTANTE, SENZA OFFESA”
Maurizio Crosetti per “la Repubblica” - Estratti
Il dramma è che non è più un dramma, è un'abitudine. Siamo questi, siamo poco più di niente e siamo fuori.
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Tutti a casa?
Ma già ci siamo, è lì che abitiamo, non usciamo più dal cortile del nostro mediocre campionato, siamo fuori dalla Champions a marzo, figurarsi se potevamo andare ai Mondiali. Ci sono sempre più bambini che non hanno mai visto gli azzurri giocarli, tra poco si fidanzeranno, si sposeranno e l'Italia sempre a casa. Un movimento calcistico di umarell che guardano i cantieri.
Il nostro calcio non gioca una fase a eliminazione diretta da vent'anni, la finale vinta con la Francia (ai rigori), è uscito al primo turno nel 2010 e 2014, non si è qualificato nelle tre edizioni successive: più che una vergogna, è una sparizione. Ci siamo estinti come le foche monache.
La rabbia non ci gira nelle vene, non più. Siamo assuefatti ad essere cacciati dalla Svezia, dalla Macedonia del Nord, dalla Bosnia-Erzegovina che ha un attaccante di 40 anni compiuti.
Abbiamo Bastoni, quello che esultò contro la Juve per l'ingiusta espulsione dell'avversario, e viene giustamente espulso mentre gli esultano in faccia. C'è Dimarco che festeggiò davanti al monitor perché la Bosnia era passata ai rigori, e non può tirare il rigore mentre, di nuovo, passa la Bosnia: tutta una nemesi, e ce lo meritiamo. Omero era un dilettante.
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E che dire della Federcalcio?
Dovevano andarsene dopo l'Europeo delle comiche, sono rimasti lì ed è una comica, un'altra. Tra quattro anni presenteranno a marzo un bel piano per il rilancio dei vivai?
Possibile. La Nazionale esprime immaturità e mediocrità, siamo così e non facciamo niente per essere qualcosa di meglio.
Tutto scivola via, anche le avvilenti telecronache della Rai, passare da Pizzul ad Adani è come passare da Pirlo a Cristante, senza offesa. E non è stata l'epica degli 80 minuti con l'uomo in meno, queste sono miserie che pure ci hanno affaticato nello strazio di arrivare, malissimo, alla fine: che sfinimento.
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Il povero Gattuso, meschino, ha passato la sera ad allargare le braccia, non potendo stringere la porta. Di più non poteva, come allenatore non ha mai saputo farlo. Nessuno voleva la patata bollente, è toccato a lui scottarsi, ma non siamo a casa per questo. Siamo a casa perché una casa non l'abbiamo più. Siamo raminghi, sfrattati. E scarsi.
