cecchinato

CECCHINATO NELLA STORIA! A PARIGI IL TENNISTA PALERMITANO BATTE GOFFIN E VOLA AI QUARTI DEL ROLAND GARROS – ERA DAL 2011 CON FOGNINI CHE UN ITALIANO NON ERA TRA I PRIMI 8 DI UNO SLAM - ORA LO ASPETTA DJOKOVIC - "NON DEVO PENSARE TROPPO A NOLE: UN ANNO FA ERA QUASI IMPOSSIBILE BATTERLO MA…"

 Luca Marianantoni per gazzetta.it

 

cecchinato

Il sogno di Marco Cecchinato continua. Il 25enne siciliano giunge a sorpresa nei quarti di finale del Roland Garros battendo in quattro set il belga David Goffin, numero 9 del mondo, per 7-5 4-6 6-0 6-3 in 2h.31’. Il palermitano inizia il match alla grande; è super concentrato e con la prima di servizio fa quello che vuole; 6 punti di fila (dallo 0-15 iniziale) e Goffin è subito costretto a recuperare un pesante 0-30. I turni di battuta sono dominati da chi serve.

 

Dopo aver ceduto le briciole nei primi 4 turni di battuta, Cecchinato va a servire sul 4 pari, sotto 0-15, ma piazza con straordinaria lucidità e freddezza due palle corte vincenti che Goffin non vede neppure partire. L’azzurro gioca qualche metro di troppo fuori dalla riga di fondo, ma Goffin non fa mai veramente male. E sul 6-5 Cecchinato arriva a giocarsi le prime due palle break del match che sono anche altrettanti set point: Goffin annulla il primo con un servizio al centro e Cecchinato sbaglia il secondo mettendo in corridoio la risposta. L’azzurro risponde tra i piedi a Goffin e si procura un terzo set point che trasforma quando Goffin mette un rovescio in rete.

fognini 78

 

INERZIA — Tutta l’inerzia della partita è dalla parte dell’azzurro che inizia alla grande il secondo set con un parziale di 8 punti di fila. Ma l’azzurro non riesce a fare il vuoto: manca una palla break sull’1-1, poi tre sul 2-2 e ancora una sul 3-3. Dopo il medical time out chiesto da Goffin per un problema alla gamba, Cecchinato va in confusione, si innervosisce e subisce l’immeritato break che Goffin conferma pareggiando le sorti dell’incontro. Il terzo set è un monologo dell’azzurro che domina per 6-0, nel quarto Goffin è il primo a fare il break (sul 2-2), ma non lo regge. Cecchinato lo riprende immediatamente e poi sul 4-3 allunga di nuovo arrivando a servire per il match. Le gambe reggono, il braccio regge e Cecchinato chiude al primo match point con un servizio a uscire e un rovescio lungolinea vincente.

PANATTA 1

 

QUARTO E SESTO — Cecchinato è il quarto italiano, dopo la fine dell’era Panatta, a battere un top 10 al Roland Garros: prima di lui c’erano riusciti Omar Camporese nel 1991 (Bruguera n° 5), Potito Starace nel 2004 (Grosjean n° 10) e Filippo Volandri nel 2007 (Ljubicic n° 7). Cecchinato è il sesto italiano a raggiungere i quarti di finale a Parigi nell’Era Open: prima di lui Adriano Panatta (5 volte, campione nel 1976, semifinalista nel 1973 e 1975, nei quarti nel 1972 e 1977), Paolo Bertolucci (quarti 1973), Corrado Barazzutti (semifinale nel 1978 e quarti nel 1980), Renzo Furlan (quarti 1995) e Fabio Fognini (quarti nel 2011).

 

Complessivamente, nella storia del torneo, Cecchinato è il 14° tennista a raggiungere i quarti a Parigi: prima dell’Era Open era toccato anche a Uberto De Morpurgo, Giorgio De Stefani, Gianni Cucelli, Marcello Del Bello, Fausto Gardini, Beppe Merlo, Orlando Sirola e Nicola Pietrangeli che ha vinto questo torneo nel 1959 e nel 1960. Martedì nei quarti Cecchinato è atteso da Novak Djokovic che ha superato in tre set Fernando Verdasco. Per Cecchinato 380 mila euro di montepremi vinto e il nuovo best ranking: sarà numero 42 a fine torneo.

 

 

cecchinato 1

2. LA SCALATA DI CECCHINATO

Luca Marianantoni per gazzetta.it

 

Caldaro, poi Bordighera e infine Bologna. E’ questo il segreto del triangolo magico che ha permesso al 25enne palermitano Marco Cecchinato di arrivare ai quarti di finale del Roland Garros dopo aver schiantato prima il numero 11 del mondo Pablo Carreno Busta e poi il numero 9 David Goffin. “Ringrazio i miei genitori che mi hanno dato la possibilità di poter diventare un tennista vero.

 

Ho lasciato la Sicilia a 17 anni per andare a Caldaro da Massimo Sartori e Andreas Seppi, poi sono stato cinque anni a Bordighera nell’accademia di Riccardo Piatti e Christian Brandi e infine mi sono trasferito a Bologna da Simone Vagnozzi. E’ qui che vorrei rimanere per sempre, perchè è grazie a Simone che sono diventato il tennista che avete visto qui a Parigi”. L’avventura al Roland Garros inizia con il match con il rumeno Marius Copil e con Cecchinato che perde i primi due set. Sul 4-5 del terzo set l’azzurro arriva a 3 punti dalla sconfitta, sul 4-5 del quinto è a 2 punti dalla sconfitta, poi la storia cambia.

djokovic 3

 

CHE DIFFERENZE — “C’è tanta differenza tra il giocatore che ha iniziato il torneo e quello di oggi. Come c’è tanta differenza tra giocare i tornei challenger e affrontare un top 10 in un ottavo di finale al Roland Garros. Sto tenendo un livello di tennis molto alto. Se abbassi il livello con questi giocatori sei finito, poi non vai avanti da nessuna parte”. Quando hai avuto più difficoltà oggi contro Goffin, quando lui ha chiesto il medical time out? “No, ero nervoso, parlavo molto con me stesso, ma non è stato il momento più difficile.

cecchinato 3

 

Dopo aver perso il secondo set ho chiesto di andare in bagno e ho resettato la mia testa. Mi sono detto che la partita era ancora molto lunga e che avevo il tempo necessario per rifarmi. Il momento più difficile è stata la palla break che ho dovuto annullare sul 3 pari del quarto set. Credo sia stata la partita che ho giocato meglio in tutta la mia carriera. Sono partito bene, aggressivo, carico; ho avuto un gioco costante e il servizio mi ha dato una mano a rimanere a galla nei momenti più difficili. Ho fatto tanti punti con la battuta e questo è stato fondamentale. Sono dovuto rimanere concentrato per tutto il match perché lui ti mette tanta pressione addosso e risponde benissimo”.

 

SENZA PENSIERI — Ora c’è Novak Djokovic, un nome che fa paura, uno che ha vinto 12 tornei dello Slam e che conosci molto bene. “Sì, con Nole mi sono allenato tantissime volte, l’ultima volta a Monte Carlo. Giocare contro di lui sarà molto difficile, ma io sono pronto e sono sicuro di riuscire a dare tutto quello che avrò dentro. Non dovrò pensare troppo a chi avrò dall’altra parte della rete perchè fino a pochi mesi fa era uno che non perdeva mai. Batterlo era quasi impossibile. Ma andrò in campo per vincere”.

cecchinatodjokovic

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)