salvador mundi di leonardo

SI “SALVADOR” CHI PUO’ - BONAMI: “NON SIAMO ANDATI AI MONDIALI MA ALMENO NELL'ARTE ABBIAMO RIPRESO LA MEDAGLIA D'ORO PER L'OPERA PIÙ CARA DEL MONDO. E CHI SE NON LEONARDO POTEVA ESSERE IL NOSTRO BOLT CHE IN 19 MINUTI HA FRANTUMATO OGNI RECORD?” - PANZA: “L'ARTE È ENTRATA NELL'UNIVERSO DELLA FINANZIARIZZAZIONE E LE OPERE SONO SCAMBIATE AL PARI DI FUTURE, HEDGE FUND O CALCIATORI” - VIDEO

 

1 - PER FORTUNA CHE LEONARDO C'È

Francesco Bonami per “la Stampa”

 

leonardo da vinci autoritratto

Consoliamoci, non siamo andati ai Mondiali ma almeno nell' arte abbiamo ripreso la medaglia d' oro per l' opera più cara del mondo. E chi se non Leonardo poteva essere il nostro Usain Bolt che in 19 lunghissimi minuti ha frantumato il record delle aste di qualsiasi tipo di arte?

 

Picasso che con i suoi 179,4 milioni di dollari raggiunti nel 2015 sembrava imbattibile, ma anche Cézanne e Gauguin che sul mercato privato si racconta siano stati venduti per quasi 300 milioni di dollari, sono stati distanziati da un' opera che fino a poche ore fa non si pensava nemmeno fosse così in gran forma, se non addirittura dopata.

 

Invece Christie' s, la casa d' aste che l' ha venduta, ha saputo farla giocare nel modo giusto, spostandola dall' arrancante mercato d' arte antica in quello scoppiettante e pieno di celebrità dell' arte contemporanea. «Purché se ne parli» La mossa tattica è stata strabiliante e vincente. La fama di Leonardo è stata vendicata.

 

Francesco Bonami

La battaglia nella sala d' aste è stata dura, anche se poi, arrivati a 350 milioni di dollari, fra tanti «Huuuu» e tanti «Ahhhhha» qualcuno al telefono con un direttore di Christie' s ha tagliato la testa al toro offrendo per il Salvator mundi 400 milioni (che con i diritti d' asta fanno appunto 450,3 milioni) e chiudendo così la partita.

 

Chi sia costui non si sa ancora ma presto sarà noto, perché chi compra l' opera più costosa nella storia del mercato dell' arte vuole che prima ho poi lo si sappia.

Con 450 milioni l' acquirente non si è comprato infatti tanto un Leonardo con molti problemi di conservazione, ma più che altro un record. Chi fa i record vuole farlo sapere, se no che soddisfazione c' è? Il Leonardo da solo, senza questo prezzo e il tam-tam di comunicazione messo in piedi da Christie' s, non sarebbe stato in grado di attrarre tanta attenzione. Per alcuni non era nemmeno Leonardo al 100 per cento.

CHRISTIE'S

 

Per Luke Syson, curatore della mostra leonardesca del 2011 alla National Gallery di Londra, il dipinto era autentico, anche se a detta sua solo le mani erano sopravvissute a restauri di ogni genere che lo avevano devastato. Nel 1958, quando apparve per la prima volta sul mercato, fu considerato una copia e venduto per 45 sterline. Sessant' anni dopo e sette zeri in più, e il gioco è fatto, l' autenticità è consacrata. Di veri Leonardo all' asta non ne sono mai arrivati.

LEONARDO DA VINCI - SALVADOR MUNDI

 

L' ultimo dipinto antico che fece un certo scalpore fu un Rubens, Il massacro degli innocenti , che nel 2002 raggiunse i 76,7 milioni di dollari. Ma oramai da molti anni l' arte moderna e quella contemporanea hanno fatto la parte dei leoni umiliando, per quel che riguarda il mercato, i maestri del passato.

 

Mercoledì sera, prima dell' asta, c' era chi pensava che le Sessanta Ultime cene di Andy Warhol, prese in prestito da quella di Leonardo, avrebbero potuto addirittura essere vendute a un prezzo più alto del Salvator mundi . Non è stato così, anche se hanno comunque raggiunto la cifra di 60 milioni di dollari.

 

I mercanti dell' arte antica sanno tuttavia che questa è per loro una vittoria di Pirro.

Certo un discusso quasi capolavoro di un inimitabile maestro ha spazzato via la concorrenza dei vari Picasso, Modigliani, Basquiat e compagnia bella, ma l' ha fatto solo perché proiettato sul palcoscenico della contemporaneità e della celebrità. Lasciato al suo destino di opera antica, il quadro forse sarebbe potuto persino finire invenduto.

 

LEONARDO DA VINCI - SALVADOR MUNDI

Il Salvator mundi ha beneficiato di un vecchio detto oggi un po' in disuso, «Parlate di me, basta che ne parliate» - anche se Harvey Weinstein non sarebbe d' accordo. Così è stato. Il critico d' arte contemporanea Jerry Saltz si è lanciato anche un po' dissennatamente in una campagna contro l' autenticità del dipinto, così come tanti altri, ma non è servito a nulla. Il rumore, la trovata di metterlo in mezzo alla contemporaneità più spinta, l' evento, hanno sovrastato contenuto, qualità e razionalità.

 

LEONARDO DA VINCI - SALVADOR MUNDI

Il tutto chiaramente aiutato dal nome dell' autore, Leonardo, che forse potrebbe entrare in competizione in termini di marketing e popolarità solo con Michelangelo e Caravaggio. Nell' era del branding Se nell' asta di arte contemporanea avessero buttato anche la più grande opera di altri maestri antichi, non credo proprio ce l' avrebbero fatta a sfangarla.

 

Nemmeno Giotto, secondo me, avrebbe passato il test. C' è chi vede attorno a tutto questo una grande decadenza e negatività.

L' arte ridotta a numero, per quanto alto questo sia. In parte è vero. Il valore dell' arte non dovrebbe essere proporzionale al suo prezzo. Ma viviamo nell' era del branding , del lusso e dell' eccesso di celebrità. Inevitabilmente tutto subisce in parte quella che con un termine dotto avrebbe chiamato Weltanschauung , spirito o rincoglionimento dei tempi.

 

LEONARDO DA VINCI - SALVADOR MUNDI

Ma sforzandosi di vedere il bicchiere mezzo pieno, andrebbe ricordato che non troppi anni fa, quando il servizio militare era d' obbligo, in un test di cultura generale che dovevano fare le giovani leve, molti alla domanda «Chi era Leonardo» scrivevano le cose più strampalate, da «il Papa» a «un calciatore famoso». Oggi forse, anche grazie al suo nuovo prezzo al dettaglio, la gente sarà un po' meno, diciamo, ignorante. Non solo, subito dopo l' opera di Leonardo Christie' s ha provato a vendere un lavoro del fuoriclasse contemporaneo Basquiat con sopra scritto «Il Duce».

 

Nessuno l' ha comprata. Non tutti i marchi, per fortuna, funzionano, poco importa il loro prezzo. Non va infine dimenticato che nelle poche settimane duranti le quali Christie' s ha esposto l' opera più di 27.000 persone si sono messe in fila per vederla La maggior parte di loro sicuramente non intenzionata a considerarne l' acquisto, ma anzi felice che non si dovesse pagare nemmeno il biglietto.

 

Pierluigi Panza

2 - LEONARDO BATTE TUTTI

Pierluigi Panza per il Corriere della Sera

 

Il Salvator Mundi attribuito a Leonardo da Vinci è stato battuto da Christie' s a New York per 450 milioni di dollari, diritti d' asta compresi (per l' esattezza 450.312.500). Il dipinto, battuto in un incanto che comprendeva anche Sixty Last Suppers di Andy Warhol (60,8 milioni) diventa così l' opera d' arte più costosa della storia. Finora il primato in asta apparteneva a Interchange di De Kooning (300 milioni di dollari).

 

INTERCHANGE DE KOONING

A seguire Les Femmes D' Alger (Version "O") di Picasso (179,4) e Nu couché di Modigliani (170,4). L' opera è stata messa in vendita tramite Christie' s da Dmitrij Evgen' evic Rybolovlev, l' imprenditore russo proprietario del Monaco, squadra per la quale ha speso 155 milioni per calciatori come Radamel Falcao, James Rodriguez e Joao Moutinho prima di cedere il talentino Kylian Mbappé allo sceicco proprietario del Paris Saint-Germain per 180 milioni di euro.

 

Il magnate aveva acquistato il Salvator Mundi nel 2013 per 127,5 milioni di dollari dall' art-dealer svizzero Yves Bouvier. Tutto questo a riprova che l' arte è entrata nell' universo della finanziarizzazione e le opere sono scambiate al pari di future , hedge fund o calciatori. Nella collezione del multimiliardario, al centro di controversie, figurano anche Gauguin, Picasso, Rodin, Matisse a Rothko. La figlia, Ekaterina, nel 2008 acquistò parte della Maison de L' Amitié di Palm Beach da Donald Trump.

 

Dmitri Rybolovlev, il venditore del quadro di Leonardo Salvador Mundi

L' asta dell' opera d' arte più costosa della storia è durata 19 minuti. Applausi e fischi hanno attraversato la sala quando i rilanci hanno raggiunto i 200 milioni, tanto che il banditore, il Christie' s Global President Jussi Pylkkänen, ha dovuto zittire la sala. Gli offerenti hanno duellato con rilanci da 10 milioni fino ai 250. Arrivati a 300 milioni Pylkkänen ha detto: «Aspettiamo ancora, il momento è storico».

 

Così si è ripresi a salire velocemente sino a 352 milioni quando Pylkkänen si è fermato a bere un sorso d' acqua. Il bid vincente è arrivato, però, via telefono con Alex Rotter (presidente del dipartimento arte contemporanea di Christie' s) e non da una speciale «paletta rossa» riservate ai bidder in sala. «È l' ambizione di ogni banditore vendere un Leonardo», ha dichiarato Pylkkänen dopo la vendita. «È meraviglioso che un old master sia al centro di tanta attenzione».

 

Jussi Pylkkanen

Questa affermazione è stata ribadita anche dall' esperto italiano Pietro Marani, per il quale la cifra è «un po' folle, ma spero che il nuovo proprietario non tenga l' opera in un caveau ». Il Ceo di Christie' s, Guillaume Cerutti, ha dichiarato di non sapere «se il compratore (lui o lei) vuole rendersi pubblico». La possibilità che l' acquirente possa essere un museo privato, come da speculazioni negli Stati Uniti, non è confermata.

 

Inutile ricordare le vicende di questo dipinto ad olio su tavola di 65,5 x 45 centimetri che era nelle collezioni reali inglesi. Si credette perduto, quindi fu acquistato nel 1958 a 45 sterline ed è entrato infine al centro di una stupefacente rivalutazione a partire dalla mostra alla National Gallery del 2011 Leonardo da Vinci: Painter at the Court of Milan , che lo espose come un autentico. Alcuni esperti, tuttavia, continuano a pensare che possa trattarsi di una gigantesca operazione commerciale.

Asta per il Salvator Mundi Leonardo

ALEX ROTTER

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