francesco coco

“UN GIORNO BERLUSCONI MI TAGLIÒ LA FRANGIA DICENDO: CON QUELLA MASSA DI CAPELLI DAVANTI AGLI OCCHI LEI NON VEDE LA PALLA” – AMORI E BOLLORI DELL’EX MILANISTA FRANCESCO COCO: "PER LE MIE FOTO NUDO IN BARCA GALLIANI MI TOLSE 36 MILIONI - CON MANUELA ARCURI È FINITA ANCHE PERCHÉ I PAPARAZZI CI ERANO SEMPRE ADDOSSO. SAMANTHA DE GRENET? UNA AMICA. PER UNA MODELLA FRANCESE DALLA SERA ALLA MATTINA HO COMPRATO UNA CASA A PARIGI. ORA SONO SINGLE. MA NON E’ MICA COLPA MIA…” – E POI RACCONTA DELL’AMICO CHE LO HA FREGATO

Estratto dell'articolo di Monica Scozzafava per il “Corriere della Sera”

 

FRANCESCO COCO

Francesco Coco aveva 30 anni quando a un provino del Manchester City si presentò con una sigaretta tra le dita.

 

Ma le sembrava una cosa possibile?

«Fu una innocente bravata. Mi divertivo, ecco. Ma poi lavoravo e guadagnavo senza far del male a nessuno. E me ne fregavo delle voci su di me. A un certo punto ho smesso per riappropriarmi della vita: non poter uscire, non poter andare a mangiare una pizza senza avere i paparazzi alle spalle, iniziava a pesarmi. Noi calciatori eravamo come rock star».

 

Quarantacinque anni, da 15 Coco ha smesso con il calcio, taglio prematuro a un mondo che ha vissuto a livelli alti (Milan, Inter e Barcellona, le piazze più importanti dove ha giocato) ma che gli ha anche attribuito l’etichetta di divo del gossip. «Era un calcio diverso, senza social. Per niente finivi sulle copertine dei giornali. Mi hanno attribuito fidanzate con le quali magari non ho mai preso neanche un caffè».

FRANCESCO COCO 2

 

Francesco Coco lascia il calcio con l’idea di respirare, prendersi del tempo. A trent’anni la vita può ripartire. Dica la verità, quante fidanzate ha avuto?

«Poche. Avevo tante amiche però. Samantha de Grenet una delle più care, per il mondo stavamo insieme».

 

Manuela Arcuri, l’amore vero?

francesco coco 56

«Manuela era la mia fidanzata. Non siamo stati insieme tanto tempo, un anno e mezzo, ma per tutte le volte che ci hanno fotografati è sembrata un’eternità. Eravamo giovani e non potevamo vivere il nostro amore in libertà. È finita anche per questo. Le ho voluto molto bene e sono contento che si sia sposata e sia anche mamma».

 

Lei, invece, single convinto.

«Non è mica colpa mia se finora non è arrivata la donna giusta. Vorrei una famiglia, magari anche un figlio, e non è detto che accada, ma sono talmente sereno che non forzo la mano. Magari arrivasse la mamma giusta! Una volta stava per accadere».

 

Quando e con chi?

«Sono stato fidanzato cinque anni con Elodie, una ballerina e modella francese. Per lei dalla sera alla mattina ho comprato una casa a Parigi: volevo starle vicino. Poi è finita per divergenze caratteriali. Il mio guaio è aver avuto un modello familiare troppo alto che resta il mio riferimento».

francesco coco 56

 

Calciatori come rock star, cosa intende?

«Il calcio era rock. Meno gestito, meno pensato. Oggi tutto è studiato, tutto è mediato dai social, noi eravamo una band che suonava dal vivo, vivevamo alla giornata, capaci di salire sul palco e improvvisare una canzone. Eravamo come selvaggi e nella gestione del nostro privato l’errore era dietro l’angolo».

 

Come quando le sue foto in barca nudo finirono nelle mani di Fabrizio Corona.

«Quelle mie foto nudo in barca non le ho mai viste, non so quanto le pagò Galliani per non farle uscire sui giornali. So però che mi tolse dallo stipendio 36 milioni di lire e gli avevo detto: “Per me possono diventare pubbliche”. Non ho mai rinnegato nulla, figurarsi una giornata goliardica con amici. Cosa c’era di male?».

 

Galliani scoprì altre sue bravate.

francesco coco manuela arcuri 4

«Si arrabbiò moltissimo quando facevo il militare. Chiesi un permesso per poche ore e rientrai in caserma due giorni dopo. Lo avvisarono e lui andò fuori di testa. Minacciò di mandarmi a casa, ma il Milan per me era casa. Cercai di convincerlo, per me era come un papà. Gli promisi che non lo avrei più fatto, lui per un po’ ha mantenuto la distanza poi mi ha perdonato. Galliani resta il migliore di tutti, manager competente e appassionato. Il Monza spiega esattamente ciò che sto dicendo. Sono cresciuto nel Milan, lì mi hanno fatto studiare, diventare un calciatore di successo. Lì sono diventato uomo».

francesco coco 9

 

Con Berlusconi che rapporto aveva?

«Quando lo vidi per la prima volta ebbi la sensazione di vivere un film. Era il 1993, avendolo di fronte pensai: com’è possibile che un personaggio così in vista, così importante stia parlando proprio con me? Berlusconi era l’inarrivabile. Invece poi si è istaurato un bel rapporto. La sua morte è stato un grande dolore. Non me lo aspettavo.

Anche lui ogni tanto mi rompeva le scatole».

 

Tipo?

francesco coco manuela arcuri 2

«Aveva la fissa dei capelli. A me piaceva portarli lunghi, ed era anche un po’ la moda dell’epoca. Mi sentivo figo così. E lui: Coco, deve tagliarseli. Io dicevo di sì ma poi non lo facevo. Un giorno si presentò nello spogliatoio con un paio di forbici. Mi tagliò la frangia. E disse: “Con quella massa di capelli davanti agli occhi lei non vede la palla”».

 

Coco è stato un playboy?

«Non lo so, la mia era una vita normale, quella di un ragazzo della mia età. Certo, ero un personaggio pubblico e tutto veniva amplificato. Fondamentalmente non mi è mai importato, sapevo che faceva parte del gioco, ero su una giostra. Frequentavo ragazze?

Sì, ma se non ero sposato, né fidanzato a chi facevo torto? A nessuna, quindi non mi sono mai posto troppi limiti».

francesco coco 8

 

Ha guadagnato tanto?

«Sì abbastanza. Ma sono stato anche molto generoso».

 

(...)

«Un mio amico finse di avere la mamma malata di cancro, aveva bisogno urgente di una certa cifra per farla operare. Gliela diedi, salvo scoprire un mesetto dopo che andava in giro con un’auto da mille e una notte che aveva appunto pagato con i miei soldi. Mi fece schifo. Anche oggi mi spendo per i meno fortunati, sposo progetti di beneficenza». 

 

(...)

francesco coco manuela arcuri 1francesco coco 7francesco coco 3francesco coco 13francesco coco 4francesco coco 2francesco coco 6francesco coco 12francesco coco francesco coco francesco coco 5francesco coco 1francesco cocofrancesco coco 10francesco coco manuela arcuri 3

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)