salvatore cherchi mike tyson

"L’UNICO COGLIONE A INVESTIRE NELLA BOXE IN ITALIA SONO STATO IO, MA DA SOLO NON SI FA NIENTE" - IL DECANO 72ENNE DELLA BOXE SALVATORE CHERCHI, FONDATORE DELLA SOCIETÀ "OPI SINCE 1982" CHE FA DA MANAGER A 13 CAMPIONI, SALE SUL RING: "ANCHE SE HO SPERPERATO MILIONI DI EURO NON MI PENTO DI NIENTE. UN ORGANIZZATORE METTE UN MILIONE DI DOLLARI. NON CINQUEMILA, ASPETTANDO FONDI PUBBLICI DI REGIONE E COMUNI" - "NEL NOSTRO PAESE SONO AL MASSIMO SEI I PUGILI VERI, QUANDO VAI ALL’ESTERO PRENDI LE BOTTE..."

Alberto Facchinetti per www.ilfattoquotidiano.it

 

SALVATORE CHERCHI CON I FIGLI Alessandro e Christian

La prima tessera federale Salvatore Cherchi l’ha presa nel 1965, allora era un piccolo pugile novizio di nemmeno quattordici anni. Poi ha iniziato a fare il secondo nei dilettanti e tra i professionisti, facendo esperienza con il fratellino Franco che successivamente sarebbe diventato campione europeo. Nel frattempo “Sal” avrebbe fatto la gavetta con il promoter Umberto Branchini, un Hall of fame della boxe mondiale.

 

La sua “Opi”, società che lavora nella boxe internazionale a livello manageriale e organizzativo, nasce nel 1982. Tredici i campioni del mondo gestiti in questi decenni, da Loris Stecca a Giacobbe Fragomeni passando per Francesco Damiani, Giovanni Parisi, Cristian Sanavia e tutti gli altri. Oggi la “Opi Since 1982” è gestita dai figli Alessandro e Christian.

 

MIKE TYSON SALVATORE CHERCHI

Salvatore, sempre elegantissimo a bordo ring nelle riunioni organizzate dalla famiglia, è ancora attivo, soprattutto come consigliere e fonte di ispirazione per i figli. Sono sessant’anni che è nel mondo del pugilato. Il prossimo primo marzo potrebbero diventare quattordici i campioni del mondo gestiti da Cherchi: lo spagnolo Sandor Martin infatti affronterà a Brooklyn Alberto Puello per il WBC World dei Super Leggeri. […]

 

In America è andato spesso?

Tantissime volte. Alcuni esempi: due volte con Piccirillo, Parisi con Chavez, sempre grandi match. Recentemente sono stato a Las Vegas ad una convention Wbc dove ho assistito al bell’incontro tra Benavidez e Morell. Per la boxe gli Stati Uniti rimangono gli Stati Uniti!

 

E In Italia com’è la situazione?

Negli anni ’80 il nostro Paese era la terza-quarta potenza organizzativa al mondo per capacità e forza economica: saltata la tv, siamo crollati. In Italia gli organizzatori veri non ci sono mai stati, nessuno ha voluto investire veramente. L’unico coglione, mi scuso per la parola, sono stato io, ma da solo non si fa niente.

 

SALVATORE CHERCHI

Cosa fa un organizzatore vero?

Mette un milione di dollari. Non cinquemila, aspettando fondi pubblici di regione e comuni, i quali oggi non sono più disponibili come una volta. Un tempo le tv pagavano, sia Fininvest che Rai, adesso devi pagare tu la produzione, un dramma da questo punto di vista. Un organizzatore deve investire anche in relazioni internazionali, che costano anche queste tra biglietti aerei e advertising, e sul pugile stesso.

 

A livello di pugili come siamo messi?

Quattrocento professionisti, al massimo sei pugili veri e così quando vai all’estero, prendi le botte.

 

I migliori?

Ivan Zucco, che è nostro, e Giovanni Sarchioto, che non lo è più, sono sicuramente i più completi. Ivan sta facendo la sua carriera, ora è sfidante all’Europeo, Sarchioto dovrà fare più match con avversari di valore.

 

In questo momento Zucco insieme a Vincenzo La Femina si trova in Messico.

SALVATORE CHERCHI CON I FIGLI Alessandro e Christian

Li abbiamo mandati per farli crescere ulteriormente. A 3300 metri in altura, si allenano con i campioni del mondo, con maestri bravi, sparring sempre a disposizione, vengono rispettati, vivono bene. È un contesto che mi piace, il Messico meglio degli Stati Uniti in questo senso. Esperienza importantissima, sono ragazzi che meritano.

 

Quali sono i pugili di oggi per cui pagherebbe il biglietto?

Mi piace seguire un incontro quando entrambi i pugili sono bravi. A me piace vedere il match non l’atleta in sé. Per esempio è uno spettacolo quando Canelo è contro un contendente bravo.

 

Torniamo indietro negli anni. Branchini è stato il suo maestro?

Sì, gli devo molto, ho imparato tutto, ma l’organizzatore a livello finanziario ero io, le garanzie in banca le davo io, dal 1982 in poi. Ho fatto la gavetta negli anni ’70 con lui, stavo zitto e ascoltavo, fatto l’apprendistato, di mio ho messo anche una passione incredibile.

giovanni branchini ronaldo

 

Si pente di qualcosa nella sua carriera?

Anche se ho sperperato milioni di euro non mi pento di niente, avrei potuto avere quattro appartamenti in giro per l’Italia. Felice di aver fatto quello che mi piaceva con momenti a volte meravigliosi e a volte drammatici.

 

Il momento più bello?

Il Mondiale di Stecca nel 1984 e gli Europei appena precedenti dello stesso Loris, di Nati, Gibilisco e Cusma.

 

E il momento più difficile?

Inizio anni ’90, sono andato avanti un biennio in grosse difficoltà, ma poi sono ripartito alla grande con Cantatore, Piccirillo e i Branco.

 

Ha ma pensato di cambiare sport?

giovanni branchini

Un giorno Giovanni Branchini, il figlio di Umberto, mi chiama e mi chiede di mettermi nel calcio. Va bene, facciamo un’esperienza nuova… Solo che mi richiama dopo una settimana perché rimanessi con il padre, ormai anziano, e così sono rimasto nella boxe. Ripeto, non mi pento di niente.

 

I suoi pugili italiani preferiti nella storia di questo sport?

Quando ero ragazzino, mi piacevano più di tutti Puddu e Burruni.

 

Era per Benvenuti o Mazzinghi?

Benvenuti sapeva fare meglio la boxe.

 

guantoni boxe 2

Il suo pugile più scavezzacollo fuori dal ring?

Tanti, ma non è simpatico fare nomi anche perché dietro ad un uomo c’è sempre una storia personale che va rispettata. Ma quelli di oggi sono peggio. Con l’avvento dei social network, sono diventati tutti pugili da tastiera. Diego Lenzi mi pare esagerato, ma gli altri non sono santi. Mi fanno arrabbiare tanto anche i miei.

 

Il più grande “furto” subito dai giudici?

All’estero fai tanta fatica a vincere. Mi viene in mente Branco contro il francese Tiozzo oppure Boschiero in Giappone. Purtroppo li devi accettare. Mi sono arrabbiato tantissimo anche per le sconfitte di Belcastro con Lupino.

guantoni boxe 3

 

Le vittorie di cui si è vergognato?

Per il titolo europeo dei medi a Brindisi, hanno dato il pari a Mouhamed Ali Ndiaye. Ma non lo meritavamo.

 

Glielo ha detto subito al pugile?

Un pugile intelligente lo capisce da solo. [...]

 

Che consigli dà ai suoi figli?

Branchini non mi ha mai dato consigli e neanche io ne ho mai dato a Christian e Alessandro. Sono cresciuti con me e hanno visto come ho lavorato io. Non lezioni, ma l’esempio per capire quali siano le cose giuste e le cose sbagliate. [...]

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…