FINCHE' LA BARCA AFFONDA - "DOBBIAMO ESSERE CONTENTI" HA DETTO L'ASSESSORE FLAVIA BARCA SUI 15 MILIONI DI TAGLI ALLA CULTURA ROMANA , DEL NULLA DI FATTO SUL MACRO, DI UN'ESTATE ROMANA CHE INSULTA LA MEMORIA DI NICOLINI. E LEI: "POTEVA ANDARE PEGGIO". PEGGIO DI COSI'?

da "Artribune"

"Dobbiamo essere contenti perché il taglio sarà solo di 10 o 15 milioni di euro", dice l'assessore alla cultura del Comune di Roma Flavia Barca uscita dalle riunioni di fuoco che dovrebbero portare all'approvazione del bilancio di Roma Capitale per il 2014 (in Italia i bilanci di spesa si approvano ad anno già abbondantemente iniziato, ebbene sì, lo diciamo a vantaggio dei lettori che ci seguono dall'estero).

Mentre tutti i grandi sistemi urbani del mondo investono sulla cultura come strumento privilegiato di sviluppo economico e sociale, Roma taglia. E l'assessore invece di arrabbiarsi, si rincuora. E davvero c'è da rincuorarsi perché davvero, con ogni probabilità, ad altri potrebbe essere andata molto peggio.

Perché? Semplice: perché l'amministrazione comunale di Roma si ostina a far finta di non vedere i problemi della capitale del paese, gli stessi problemi che ne drenano e succhiano le risorse costringendo poi chi governa a tagliare i servizi di base o i comparti dove invece bisognerebbe investire come appunto la cultura. L'amministrazione Marino, eletta a furor di popolo rispetto al tentativo di riconferma di Alemanno, sta in realtà perpetuando le scelte della giunta precedente: nessuna riforma per settore come la gestione del suolo pubblico, le affissioni, la sosta, la cartellonistica, il commercio ambulante.

Tutte aree storicamente mal gestite che, se ben gestite, potrebbero sprigionare enormi risorse per la città. Sulla cultura, poi, rispetto all'era di Alemanno si sta facendo anche peggio. Ecco perché, giustamente a questo punto, si esulta per un taglio di 15 milioni. Ma una volta approvato il bilancio 2014 si metterà finalmente a posto la questione del Macro, della Pelanda, del Museo Bilotti ovvero di tutti quegli spazi espositivi - guarda caso quelli dedicati soprattutto all'arte contemporanea - che versano in un fatiscente stato di abbandono da quando Ignazio Marino ha messo piede in vetta al Campidoglio?

Neppure per sogno: c'è da pensare all'Estate Romana. Il glorioso cartellone di eventi estivi che quest'anno farà rivoltare nella tomba il suo inventore, il recentemente scomparso Renato Nicolini, se è vero come è vero che il bando verrà fatto partire solo ora, a maggio. Immaginatevi che gran progettualità culturale potrà scaturire da un bando che, pubblicato a maggio, deve generare eventi e offerta di intrattenimento intellettuale a partire da giugno...

Quanto al Macro le ultime voci sono di una fusione con il Palazzo delle Esposizioni nell'ambito di una struttura già delineata, più volte, da interviste, congetture e ipotesi che, nei mesi, sono rimaste tali. Tutto molto lontano dalla concretezza. Di concreto c'è solo la totale distruzione di tutto il sistema dell'arte contemporanea - faticosamente costruito negli ultimi 15 anni - nella città di Roma.

Con uno spazio come il Macro declassato a location ospitante mostre proposte&prodotte dalla qualsiasi, accettate di buon grado pur di riempire spazi desolatamente vuoti. Ma dobbiamo essere felici, poteva andare peggio: "i tagli saranno sostenibili", conclude Flavia Barca "con un po' di fatica abbiamo raggiunto un ottimo risultato".

Ottimo. Qualcuno le spieghi che solo riformando il settore della cartellonistica pubblicitaria (che tra l'altro deturpa la città, beni culturali inclusi), il Comune potrebbe ricavare di botto 30 milionianno, praticamente il doppio dei tagli che lei oggi, causa incapacità conclamata del sindaco e dei suoi, è costretta a subire. Ed è solo uno dei mille esempi possibili.

l 'assessore Flavia barcaMUSEO MACRO A TESTACCIO l'assessore Flavia Barca

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