schiavone

L’ULTIMO RUGGITO DELLA “LEONESSA” DEL TENNIS: “BASTA COSI' HO REALIZZATO I MIEI SOGNI” - FRANCESCA SCHIAVONE IN LACRIME ANNUNCIA IL RITIRO A 38 ANNI: È STATA LA PRIMA ITALIANA A CONQUISTARE UNO SLAM, NEL 2010, A PARIGI ED È ANCORA L' UNICA AD AVER ESPUGNATO IL 'ROLAND GARROS' – I COMPLIMENTI DI MCENROE ("HAI UNA VOLÉE MIGLIORE DELLA MIA") - E POI LA SUA PARTITA PIU’ BELLA, IL RIMPIANTO OLIMPICO - ECCO COSA FARA’ ORA – VIDEO

 

Massimo Lopes Pegna per la Gazzetta dello Sport

 

schiavone

E' vestita da tennista come se dovesse scendere in campo, Francesca Schiavone. Anche se nel foglio scarabocchiato che ha davanti a sé ha scritto le parole che decretano la fine di una fetta importante della sua vita: si ritira.

 

La Wta le ha concesso l' onore delle armi: la sala interviste numero uno, quella riservata ai grandi personaggi. Almeno per un' ultima volta. Va dritta al punto, Francesca, come se si volesse togliere il peso il più in fretta possibile. «È questo un momento memorabile. Sono qui per dire addio al tennis. Ho preso la decisione con il cuore, perché con la testa vorrei andare a lottare e a battere molte di queste ragazze. Ma il cuore mi suggerisce che sono in pace e felice per tutte le soddisfazioni che mi sono tolta in carriera e nella vita. Perciò mi sveglio la mattina e mi sento bene».

 

schiavone

lacrime A 38 anni, è scesa a n° 454 del mondo e nei pochi tornei che ha giocato nel 2018, nei tabelloni principali, non ha più vinto. Era una scelta scontata, prima o poi doveva succedere. «Dopo Parigi ci ho riflettuto per due o tre mesi, poi ho capito che era la cosa giusta da fare. Ho chiamato la Wta perché il momento è adesso: dovevo coglierlo». Una pausa. La voce si strozza, gli occhi si inumidiscono: «Voglio ringraziare la mia famiglia: grazie mamma, grazie papà. Non volevo piangere, ma non riesco a trattenermi. Sono una passionale, forse per questo sono sempre stata un po' matta e ho avuto degli alti e bassi». Finalmente sorride: «Oggi è un giorno lieto, non uno triste e stasera stapperò una bottiglia di champagne».

 

schiavone

Si ferma un attimo e scruta la platea. Poi dice: «Quando avevo 18 anni avevo due sogni: vincere il Roland Garros ed entrare nelle Top 10 donne del mondo. Li ho realizzati entrambi e per questo sono felice e fortunata». È stata la prima italiana a conquistare uno Slam, nel 2010 a Parigi (è ancora l' unica ad aver espugnato il Roland Garros), e l' unica a centrare due finali di un Major, sempre Parigi l' anno seguente.

 

schiavone

Diventò numero 4 del ranking nel 2011, posizione mai raggiunta da nessun altra azzurra, dopo la vittoria agli ottavi degli Australian Open contro la Kuznekova. Ora ha altri sogni che vuole inseguire: «Un giorno mi piacerebbe venire a uno Slam come allenatrice di un mio giocatore. Sarebbe una soddisfazione grandissima». Sarà questa la sua nuova esistenza professionale nella sua casetta di Miami, dove risiede da alcuni anni. «Da alcuni mesi sto già allenando. È molto differente da quello che facevo, ma c' è sempre la passione per questo sport e la possibilità di insegnare quello che so. Ci sono alcune nozioni per me fondamentali che ho appreso giocando a tennis: essere una persona semplice, umana e di avere un bell' atteggiamento». Un' altra pausa per riflettere: «Ho molti esempi in testa. Gente come Roger (Federer), Rafa (Nadal), Serena e Venus (le Williams). È stato un onore poterci giocare e crescere con loro».

schiavone

 

RICORDI Ritiene che la sua partita più bella fu con la Li Na a Parigi, quando la eliminò al 3° turno l' anno della vittoria.

Se potesse affrontare qualcuna in una finale sarebbe Serena: «Ma non qui agli Us Open, troppo dura. No, sulla terra, così avrei più possibilità di batterla». Pensa che uno dei momenti più memorabili sia stato il match con la Sugiyama su questo cemento nel 2003 al quarto turno: «Una sfida che durò quattro giorni e con cui mi qualificai per i quarti. Mi portarono qui per l' intervista in questa stessa stanza: ero felice. Ma quella gioia durò pochissimo perché due ore dopo mi batté la Capriati. Però ho una memoria nitida e bella di quei giorni».

 

schiavone

Ripensa a quando con la Kuznekova stabilì il primato per la partita (ancora oggi) più lunga del tennis femminile (4h44') agli Australian Open del 2011: «Ci sono degli highlights che durano mezz' ora e mi dico: "Ma come ho fatto a giocare per tutto quel tempo?"». Ricorda con piacere le tre vittorie in Fed Cup: «Giochi per il tuo Paese e non per soldi. E ho avuto l' opportunità di vincerla tre volte con mie colleghe che erano anche amiche. Un' esperienza straordinaria». Ribadisce che allenerà e che un giorno vorrebbe mettere a disposizione il suo know how con ragazzi italiani, ma ci deve essere la voglia. E a modo suo spiega: «Come dicevano nel film Karate Kid: "Karate sì o karate no, non esiste una via di mezzo"». E per ora non c' è stato alcun contatto con la federazione italiana.

schiavone

 

Rimpianti? «Non essere riuscita a mettermi al collo una medaglia olimpica (a Pechino 2008 si fermò ai quarti, n.d.r.) per l' Italia. Ci sono andata vicino. Ma so che prima o poi qualcuno di noi la vincerà».

 

 

2. GRINTA, ESTRO E SUPER ROVESCIO DA RAGAZZA DI PERIFERIA A REGINA

Riccardo Crivelli per la Gazzetta dello Sport

 

Il ciclo si chiude, la porta dorata di una generazione irripetibile non solo per il tennis, ma per tutto lo sport italiano, lascia dietro di sé la primogenita, colei che aprì la strada a un percorso lastricato solo di gloria e che ha trasformato la storia sua e di un gruppo di donne formidabili e di amiche per la pelle, legate dal sacro fuoco della competizione e del successo, in una leggenda che non finiremo mai di raccontare.

 

IRRIPETIBILE Francesca Schiavone è stata unica, e non soltanto perché per una semplice questione anagrafica è arrivata prima delle altre a rivoluzionare le racchette in rosa in un decennio travolgente: unica perché in lei il tennis si è fatto vita, quotidianità, espressione dei sentimenti più puri e carnali, gioia e dolore, senza lo schermo della finzione. Francesca è sempre stata lei, prendere o lasciare, con il suo carico di emozioni e di adrenalina che finiva per catturarti e coinvolgerti oppure, perché no, respingerti.

 

Lo ha detto lei stessa mille e mille volte, lo ha ripetuto come un mantra: il suo tennis è, o meglio era, istinto animalesco. E dunque con uno stile assolutamente non riproducibile, colpi piatti e taglienti appesi a un rovescio a una mano di una bellezza stordente e a un dritto penetrante e potente, mescolati a un estro di artista condito da smorzate, volée, attacchi in controtempo. Una meraviglia d' altri tempi.

schiavone

 

LA MALEDIZIONE La Schiavone nasce a Milano, nel quartiere popolare del Gallaratese, che nel 1980 è ancora periferia lontana di gente perbene arrivata dal Sud con il boom economico.

 

Papà Franco, origini irpine, è autista Atm, mamma Luiscita, bresciana, casalinga: i campi del Tennis Milano, in via Cilea, sono davanti a casa. Francesca comincia lì e a 20 anni è già al terzo turno degli Us Open e in finale a Tashkent. Ma per una sorta di maledizione, all' enorme talento non si abbina la gloria sublime di una vittoria: nelle prime otto finali giocate, fino al 2006, perderà sempre. Eppure nel 2002 ha scalzato la Farina dal ruolo di prima giocatrice d' Italia, eppure quel gioco scintillante dovrà per forza approdare allo zucchero dei trionfi.

 

SCHIAVONE

Nonostante il tennis rappresenti l' essenza dell' individualità, sarà una gara a squadre, insieme alla maturazione come donna («Sono sempre stata una vera, ma all' inizio ero troppo chiusa in me stessa»), a illuminare la scintilla del paradiso. In Fed Cup incrocia prima la Pennetta e la Vinci, poi la Errani: le differenze diventano presto unità, gli stimoli reciproci conducono ciascuna di loro a crescere e migliorare. È del 2006 il primo successo, la Schiavone ci aggiunge, nel primo turno, la vittoria sulla Mauresmo, allora numero uno del mondo. E' il segno dell' esplosione, della consapevolezza raggiunta, della Schiavone che diventa Leonessa e può cavalcare i sogni più reconditi come fa con la Ducati Monster quando vuole godersi la libertà.

SCHIAVONE

 

Fin da bambina, non si è persa una finale del Roland Garros, memorizzando ogni discorso delle vincitrici, sicura che un giorno sarebbe toccato a lei. Profetica e mitica. L' apoteosi nel 2010, con il trionfo sulla Stosur, il bacio con discorso alla terra rossa e i complimenti di McEnroe («Hai una volée migliore della mia»). Uno Slam, prima donna italiana a riuscirci. L' anno dopo salirà al numero 4 del mondo, come solo Panatta, affrontando poi con il mai sopito spirito guerriero il lento e inesorabile declino. Saluta con 8 tornei in singolare, altre due Fed Cup, più di 600 partite vinte e un posto nobilissimo nella storia agonistica azzurra. Sempre indomita. Sempre sincera con se stessa e gli altri. Inchiniamoci tutti.

SchiavonePENNETTA SCHIAVONESCHIAVONE djokovic schiavone pennettaschiavone vince

 

PENNETTA SCHIAVONE 7

Ultimi Dagoreport

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...