FUKUSHIMA NON TI TEMO! TOKYO INCASSA LE OLIMPIADI 2020, BOCCIATURA SONORA PER MADRID E ISTANBUL

Fabio Monti per il "Corriere della Sera"

I Giochi sono fatti. La XXXII Olimpiade dell'era moderna, quella del 2020, verrà celebrata a Tokyo, che già aveva ospitato l'edizione del 1964. Lo ha deciso a Buenos Aires la 125a sessione dell'assemblea del Comitato olimpico internazionale, sotto la presidenza di Jacques Rogge.

Al contrario di quanto accaduto nelle ultime due occasioni, quando Londra aveva battuto Parigi e Rio aveva sconfitto quella che sembrava la favorita (Chicago) e non era arrivata nemmeno in finale, questa volta il pronostico è stato rispettato, perché Tokyo doveva vincere e Tokyo ha vinto. Più che un successo è stato un trionfo, perché i 96 membri votanti si sono espressi in maniera chiara: 60 voti per Tokyo, 36 per Istanbul. Si pensava che in finale, insieme con la capitale giapponese, sarebbe arrivata Madrid, esclusa invece a favore di Istanbul, che però alla fine è uscita battuta.

La candidatura di Tokyo era apparsa subito forte e non soltanto nel ricordo di un'edizione splendida come quella del 1964, ma per le capacità organizzative e l'efficienza giapponese. A incrinare la forza di questa candidatura erano state le ultime notizie legate alla centrale di Fukushima, città situata a 220 chilometri dalla capitale.

Per questo il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, aveva molto insistito nel suo discorso ai membri Cio sulla sicurezza della megalopoli: «La situazione è sotto controllo; non c'è alcun tipo di problema di salute né per il presente, né per il futuro. Oggi sotto il cielo azzurro di Fukushima i ragazzi giocano a calcio e guardano con fiducia al futuro, non al passato».

Anche il presidente della Tokyo Electric Power (Tepco), la società che gestisce in questa fase quanto resta della centrale di Fukushima, aveva inviato un messaggio rassicurante al Cio sulla fuga nelle acque di sostanze radioattive: «L'impatto ambientale è limitato alla sola zona del porto». Ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò: «Ha vinto il progetto migliore».

Con il successo di Tokyo è stata rispettata la rotazione dei continenti, con il ritorno dell'Olimpiade in Asia a dodici anni di distanza da Pechino 2008, dopo che i Giochi erano ripassati dall'Europa (Londra) e dall'America (Rio). Tokyo ha stravinto, rimodulando quella che era stato il dossier per l'edizione del 2016. Sono stati annunciati 36 impianti sportivi, quindici dei quali già esistono.

Gli organizzatori hanno proposto di tenere i Giochi dal 24 luglio al 9 agosto 2020. Tokyo aveva ottenuto il maggior numero di preferenze anche dopo il primo scrutinio (42 contro i 26 di Istanbul e Madrid), ma non la maggioranza necessaria.

La sorpresa era arrivata al primo scrutinio, con l'esclusione di Madrid. Stessi voti di Istanbul (26), ma nello spareggio la megalopoli turca aveva battuto la capitale spagnola con 49 voti su 94 votanti. Per Madrid si è trattato della terza bocciatura consecutiva, dopo quelle del 2005 (per Londra 2012) e del 2009 (per Rio 2016). Eppure per sostenere la candidatura e l'idea di un'Olimpiade al risparmio si erano mossi anche il principe delle Asturie, Felipe e il primo ministro Rajoy, ma non poco hanno pesato i sospetti intorno ad un movimento olimpico, che ha fatto poco in materia di lotta al doping.

La scelta di Tokyo riaccende la speranza di Roma, che si era ritirata il 14 febbraio 2012 e che ora può ripensare all'idea di ospitare i Giochi del 2024, destinati all'Europa. Ma attenzione a Parigi, che vorrebbe organizzare l'Olimpiade a distanza di 100 anni da quella del 1924, l'edizione resa famosa dal film «Momenti di gloria».

 

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