“BASTA IPERBOLI: IL CALCIO NON È UNA BATTAGLIA” – GABRIELE ROMAGNOLI: “BOSNIA-ITALIA È UNA PARTITA DI PALLONE, NON ESAGERIAMO CON LE PAROLE. SI SENTE DIRE CHE I BOSNIACI CERCHERANNO 'VENDETTA' PER L'ESULTANZA DEL TRIO DI MARCO-VICARIO-ESPOSITO. PJANIC MINACCIA: 'A ZENICA FAREMO IL FUOCO'. ALTRI PROMETTONO 'L'INFERNO'. IL DIFENSORE DEL SASSUOLO MUHAREMOVIC ARRUOLA DIO E GIURA CHE LUI E COMPAGNI 'VOGLIONO MANGIARSI GLI ITALIANI, DIVORARE CHIUNQUE VERRÀ'. ANDIAMOCI PIANO. A VOLTE, COME IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI, PAROLE DA INCUBO GENERANO FATTI..."
Estratto dell’articolo di Gabriele Romagnoli per “la Repubblica”
Cartellino rosso per le iperboli. Rimettiamo la palla a centrocampo, la chiesa dove sta e la ragione in testa. Bosnia-Italia è una partita di pallone con limitate conseguenze. Non esageriamo. Cominciamo da questa parte. Lasciamo stare i bambini. È scattata una campagna di sensibilizzazione che pare Telefono Azzurro 2. "Generazioni private dei mondiali".
Oddio, ci sarebbero anche i bambini di Sarajevo. Pure i calciatori bosniaci non si qualificano dal 2014, come gli italiani. […] E non è stata la sciagura peggiore, fate raccontare i loro genitori e nonni, poi ne riparliamo. […]
Dall'altra parte, si sente dire, cercheranno "vendetta" per l'esultanza del trio Di Marco-Vicario-Esposito al loro passaggio e per i cecchini italiani venuti a caccia di civili durante la guerra. Non esattamente la stessa cosa, neppure accostabile in un pensiero fuori controllo. Si leggono parole troppo forti. L'ex romanista e juventino Pjanic minaccia: «A Zenica faremo il fuoco, non sarà piacevole per gli italiani essere lì».
Altri promettono «l'inferno». Ma Zenica è uno stadio, l'inferno era a Srebrenica. Il difensore del Sassuolo Muharemovic addirittura arruola Dio e giura che lui e compagni «vogliono mangiarsi gli italiani, divorare chiunque verrà». Andiamoci piano. A volte, come il sonno della ragione genera mostri, parole da incubo generano fatti.
dimarco esulta mentre vede la bosnia battere ai rigori il galles
[…] È una partita di pallone, e se lo resterà non dovrebbe essere così difficile per la nazionale italiana vincerla. Non ha fuoriclasse, non ha, come si sente ripetere "nessuno che salti l'uomo", ma basta appoggiarla sulla "dorsale Premier", fatta da quelli che hanno giocato o giocano in Inghilterra: Donnarumma in porta, Calafiori dietro (ma non sempre), Tonali in mezzo e Kean davanti. Poi verranno Palestra e Pio Esposito e qualcuno evocherà Cabrini e Paolo Rossi. […]
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