sara gama

GIOCA, SEGNA E G-AMA! LA CAPITANA DELLA JUVE E DELLA NAZIONALE PARLA DEL CALCIO FEMMINILE IN ITALIA: "SIAMO UN RIFERIMENTO PER LA RAGAZZE. SE CI GUARDANO SI SENTONO MENO SOLE” – IL PROFESSIONISMO? NON CHIEDIAMO CHE IL NOSTRO STIPENDIO SIA UGUALE A QUELLO DEGLI UOMINI, MA LO STATUS SÌ: FACCIAMO LA STESSA PROFESSIONE. CONTRO IL RAZZISMO INGINOCCHIARSI PRIMA DI UNA PARTITA NON SERVE? È UN DISCORSO AMPIO MA…”

Giulia Zonca per “la Stampa”

 

sara gama

Per Sara Gama il prato di San Siro, fino a qui, era il concerto di Laura Pausini e Biagio Antonacci o anche l' Italia di Ventura che perde il treno dei Mondiali contro la Svezia. Altri protagonisti in campo. Da ieri invece è anche Milan-Juventus 0-1, la prima volta della serie femminile in questo stadio che porta le bianconere in testa alla classifica in solitaria. Gama, reduce da un infortunio, ha dovuto guardare, ma da capitana delle Juve, della nazionale e del movimento si è gustata il ritorno del suo calcio sotto i riflettori.

 

Pure con il pubblico al minimo la partita vi restituisce un po' di visibilità?

«Il covid è arrivato proprio quando eravamo appena entrate nell' immaginario comune, è dispiaciuto a tutti non riuscire a finire l' ultimo campionato, l' ennesima lezione: si deve programmare di più».

 

Ora fare programmi è complicato. Il calcio può trovare anticorpi al caos da contagio, ai casi Genoa o Juve-Napoli?

«Si può solo pensare a tutte le ipotesi possibili, difficile avere un protocollo che regga a ogni situazione, ma va mantenuta una uniformità di giudizio. Con l' unità di intenti, quasi inedita, il calcio è tornato in campo. Scomporsi adesso è follia».

sara gama cover

 

Si riesce a giocare con tutti questi dubbi?

«Ci sentiamo tutelate. Essere trovate positive è una possibilità e bisogna saperlo. Il virus è lì e noi siamo vulnerabili. Ci vuole la massima allerta e anche la massima collaborazione».

 

Durante il lockdown ha scritto una biografia: «La mia vita dietro un pallone».

«Un libro per ragazzi, la scrittura snella e accessibile, mi ha aiutato a essere diretta. Le emozioni sono un linguaggio trasversale, arrivano».

 

Scrive «difficile immaginare qualcosa che apparentemente non esiste». Da bambina non poteva sognare di essere calciatrice.

«L' idea di questo diario nasce proprio per dare un riferimento. Se vedi qualcosa, è più semplice desiderarla. Penso che guardandoci le ragazzine si sentano meno sole. Il libro non ha genere, svela un percorso, con le sue difficoltà».

 

Di solito lei non ama dare dettagli personali.

sara gama

«Non potevo omettere il contesto, è stato un modo di mostrarmi senza filtri, quasi una lunga seduta di psicanalisi: sono stupita di quel che ha tirato fuori».

 

Che cosa ha scoperto?

«Non sono abituata a parlare delle difficoltà e invece l' ho fatto. Ho descritto momenti duri dopo gli infortuni, la paura di essere dimenticata, l' orgoglio, le amarezze, ma ci tenevo a mantenere uno sguardo positivo».

 

Anche quando ricorda che dopo la vittoria agli Europei under 19 pensava che nessuno potesse più ignorarvi?

«Sì, perché la morale è che non è mai stato facile, continua a non esserlo però si va avanti. Le azzurre non avevano mai vinto un trofeo prima e ci siamo sempre sentite dire che per avere spazio bisogna far risultati. Ne abbiamo centrato uno storico e nulla è cambiato. Allora non studiavo diritti e contratti, poi mi sono appassionata».

 

E dopo l' exploit ai Mondiali di Francia con milioni di italiani davanti alla tv ha pensato di nuovo che a quel punto fosse impossibile mettervi da parte?

«Non si può smettere di spingere, ma va bene fino a che si avanti, negli ultimi 5 anni abbiamo fatto tanta strada. Deve essere chiaro che con questa crisi vanno aumentati, non diminuiti, gli sforzi per il calcio femminile».

 

sara gama

Il professionismo a che punto sta?

«È stato annunciato per la stagione 2022-23, ora va preparato. Esiste un fondo salvacalcio, le risorse ci sono e si devono usare. Urge sistemare la posizione di chi non ha tutele, non chiediamo che il nostro stipendio sia uguale a quello degli uomini, ma lo status sì: facciamo la stessa professione».

 

La legge sullo sport attualmente in discussione può aiutare?

«Il collegato comprende molti miglioramenti, equipara le donne agli uomini nelle discipline in cui è riconosciuto il professionismo. Si parlava di lavoro sportivo nelle bozze di cui avevamo discusso con il ministro Spadafora e il presidente della Figc Gravina».

 

E che fine hanno fatto quelle bozze?

«Non lo so, si sta parlando d' altro purtroppo eppure c' erano molte riforme necessarie.

Compresa la revisione del vincolo sportivo per i dilettanti: lo abbiamo solo qui e in Grecia.

Comunque l' attuale legge è datata ma non impedisce il professionismo, basterebbe una delibera».

 

Se dico Champions che cosa risponde?

«Lavoro, sudore e credo. Bisogna averlo. Il primo anno eravamo acerbe, il secondo il sorteggio non ha aiutato, però la Juve cresce, è più internazionale e motivata».

gama guagni bonansea

 

Ha mai pensato di inginocchiarsi prima di una partita?

«Nella nostra società c' è un problema da affrontare con degli imperativi. Il razzismo non riguarda chi lo subisce, riguarda il nostro Paese, è ignoranza da estirpare e fino a che c' è resta una zavorra per tutti».

 

Vuol dire che inginocchiarsi non serve?

«No, voglio dire che è un discorso ampio. Ispirare la gente con idee felici poi va sempre bene».

 

La chiamano ancora Speedy, come da bambina?

«Sì, il soprannome mi è rimasto addosso. Io magari vado meno veloce, ma in campo Sara non lo sento dire mai».

La capitana della Nazionale Sara Gama, la c.t. Milena Bertolini ed Elena Linari sara gamaITALIA BRASILE SARA GAMA MARTAsara gamasara gama milena bertolinisara gamasara gamasara gamasara gama

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?