vincenzo spadafora

“IL CALCIO NON È UN PASSATEMPO PER RICCHI” – GIOVANNI CAPUANO SU “PANORAMA” ATTACCA SPADAFORA: “CHIEDERE LA TRASMISSIONE IN CHIARO È  SURREALE. COME SE NON SI FOSSE CAPITO CHE UNO DEI MOTIVI FONDAMENTALI CHE SPINGE IL PALLONE A CERCARE LA RIPARTENZA È PROPRIO CERCARE DI TENERE VIVI I CONTRATTI DA CENTINAIA DI MILIONI DI EURO CON I BROADCASTER” – “ALLORA CHIEDIAMO ALLE PIATTAFORME DI STREAMING DI RINUNCIARE A FARSI PAGARE GLI ABBONAMENTI”

 

 

Giovanni Capuano per www.panorama.it

 

spadafora malagò

Ha detto il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, quello del cambio di idea -letteralmente - dalla sera alla mattina nella notte dell'8 marzo con il calcio prima autorizzato (dal suo Governo) e poi messo a rischio (da lui stesso) con Parma e Spal già in campo: «Se riprenderà il campionato, stavolta prenderemo seriamente in considerazione questa opportunità di trasmettere le partite in chiaro per garantire a tutti gli italiani la possibilità di vedere i match, proprio per la funzione sociale che ha il calcio».

 

spadafora lettera

Lo ha detto a 48 ore dal super vertice con il mondo del pallone per pianificare la ripresa degli allenamenti il 4 maggio, data magica dell'inizio della Fase 2 in tutto o quasi il Paese. Ripresa degli allenamenti peraltro da lui stesso annunciata via Facebook lo scorso 16 aprile, precisando che si trattava di allenamenti «esclusivamente a porte chiuse» e invitando le federazioni a dotarsi di protocolli di sicurezza medico scientifici. Quello che la Figc ha fatto con un documento di 47 pagine sottoposto alla sua validazione.

 

vincenzo spadafora foto di bacco

Ora, solo gli imbecilli non cambiano idea e quindi non è un problema se il ministro ha cambiato idea pur dovendosi sottolineare che dal 16 al 21 aprile la situazione sanitaria complessiva del Paese è migliorata e che le previsioni parlano di "contagio zero" ovunque, tranne che in Lombardia e Marche, entro la fine di maggio. La cosa surreale, però, è che nel dibattito sull'eventuale ripartenza venga sguainata come una spada la tematica del calcio in chiaro e gratis in televisione. Come se non si fosse capito che uno dei motivi fondamentali che spinge il pallone a cercare la ripartenza in Italia e nel resto d'Europa - è proprio cercare di tenere vivi i contratti da centinaia di milioni di euro con i broadcaster senza i quali una fetta importante dei club rischia il default.

Giovanni Malagò e Gabriele Gravina Foto Mezzelani GMT45

 

Per venire incontro, però, all'impostazione data dal ministro al dibattito ci permettiamo di dare qualche altro suggerimento perché la ripresa economica delle attività del Paese possa rispettare pienamente la "funzione sociale" di ciascun settore e, visto che siamo in tema, invogliare la gente a stare a casa senza farsi venire la tentazione di uscire. Ad esempio, si potrebbe stabilire che in concomitanza con la trasmissione gratuita delle partite del campionato pizzerie, ristoranti e food delivery garantiscano la fornitura gratis a casa del cibo ordinato. E che nel contempo anche le grandi piattaforme di streaming rinuncino a farsi pagare gli abbonamenti: non si capisce perché il marito possa guardarsi la partita gratis in sala e la moglie debba essere costretta a spendere per una serie Netflix in camera da letto.

 

Spadafora

Allargando il concetto, perché obbligare al pagamento di beni non essenziali acquistati nella cosiddetta Fase 2 e cioè prima del ritorno alla piena normalità, senza morti e contagi? Si potrebbe fare con automobili (a meno che non si dimostri di non poterne proprio fare a meno), alta moda (fatto salvo l'indispensabile cambio di stagione nel guardaroba), giocattoli (almeno fino a Natale), gioielleria e così via. Un paradosso, ovviamente. E una provocazione.

 

gravina club sky

Con un'unica morale, si spera condivisa: se il 4 maggio o anche più tardi non ci saranno le condizioni per far entrare il settore economico del calcio nella Fase 2 e poi nella Fase 3, il calcio non dovrà ripartire. Ma il tentativo legittimo dei suoi dirigenti di immaginare una pseudo normalità, così da limitare i danni e mettere al riparo decine di migliaia di posti di lavoro diretti e dell'indotto, sia liberato dal ricatto ideologico e un po' populista di queste settimane. Non è un passatempo per ricchi e non può essere espropriato del suo business, in questo caso della possibilità, ripartendo, di vendere e non regalare i propri prodotti. Non lo si chiede a nessuno in questo martoriato Paese, non si capisce perché debbano farlo gli industriali del pallone.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)