gabriele gravina figc serie a claudio lotito lorenzo casini federcalcio

“ANCORA NON SO SE MI RICANDIDO” - IL PRESIDENTE FIGC GRAVINA APRE LE VALVOLE IN UNA INTERVISTA AL “CORSPORT”: “SCIOGLIERÒ LA RISERVA TRA QUALCHE GIORNO, MA NON DECIDERÒ DA SOLO” – LA BATTAGLIA CON LA LEGA SERIE A SULL’AUTONOMIA E LA BORDATA A LOTITO E DE LAURENTIIS: “LE ASTENSIONI DEI DUE TERZI DEI CLUB SONO UNA PRESA DI DISTANZA RISPETTO A CHI HA TENTATO DI FORZARE LA MANO, IN UN’OTTICA NON COSTRUTTIVA” – SUL DOSSIER CONTRO DI LUI, SU CUI INDAGA LA PROCURA DI PERUGIA, È TRANCHANT: “UN MODO DI FARE POLITICA FEDERALE FUORI DA QUALUNQUE CODICE DI FAIR PLAY. DOVE L’AVVERSARIO PUÒ DIVENTARE BERSAGLIO DI INFAMIE... “

gabriele gravina foto mezzelani gmt32

Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport - Estratti

 

  Cos’ha capito l’appassionato di quel che è successo lunedì scorso a Fiumicino? E quanto è interessato - sempre lui, l’appassionato - al tema politico, alle beghe tra federazione e Lega di A? 

 

 Il nostro calcio, tutto distanze, conflitti e interessi personali, offre agli interpreti una sorta di terreno ideale. Uno spazio geometrico in cui tutto appare torbido, arbitrario, molto spesso irrazionale. E dove la chiarezza non viene contemplata. Visti il clima e le urgenze, adesso la pretendiamo. In primo luogo dal presidente federale a fine mandato, Gabriele Gravina. 

Innanzitutto: si ricandida o molla, insiste o saluta la compagnia? «Scioglierò la riserva tra qualche giorno, ma non deciderò da solo», assicura.

 

lotito gravina

E con chi lo farà?

«Con le componenti del calcio italiano. Un federatore non può autocandidarsi, se non verifica il consenso attorno alla sua capacità di rappresentare una guida per il movimento».

 

Il plebiscito sulle modifiche allo statuto, ottenuto in assemblea federale, non può bastare, giusto?

«È un segnale importante, che ho molto apprezzato. Ma riguardava le regole. Adesso la verifica si sposta sulla leadership».

 

La serie A si è sfilata per i due terzi dall’opposizione del presidente Casini…

gabriele gravina giancarlo abete

«Quelle astensioni provano che la maggior parte delle società ha compreso lo sforzo fatto per valorizzare il peso della Lega di A, e quindi è una presa di distanza rispetto a chi ha tentato di forzare la mano, in un’ottica non costruttiva ma esclusivamente oppositiva».

 

 

Ne è proprio convinto? 

«Perché, tu la leggi diversamente?». 

 

Conoscendo i galletti, nutro qualche dubbio. In concreto cosa cambia con le nuove regole? 

«È una rivoluzione». 

 

Il calcio italiano le rivoluzioni non le prevede, non sa gestirle. 

«C’è da prepararsi a cambiare diventando al tempo stesso più autonomi e più responsabili». 

 

Sia più chiaro. 

aurelio de laurentiis gabriele gravina

«Vuol dire per esempio che l’autonomia delle Leghe nell’organizzare i campionati diventa piena e non più demandata dalla Figc. Ogni Lega potrà inserire playoff e playout senza dover dare conto alle altre Leghe e alla Federazione». 

 

E se invece cambia il numero di retrocessioni e promozioni? 

«Deve raggiungere un’intesa con la Lega o le Leghe su cui la decisione impatta, e poi il Consiglio federale delibera con la maggioranza dei tre-quarti, sentito il parere delle componenti tecniche». 

 

Quindi decide la Federcalcio? 

«Di cui, però, fanno parte le Leghe. Nessuno può cambiare i campionati da solo. Perché, per fare un esempio, se la serie A passasse a 18 squadre, dovrebbe farne salire tre dalla B e retrocederne cinque. Ma la B si troverebbe con 22 squadre. E dovrebbe a sua volta scaricarle sulla C. Un’intesa è necessaria». 

 

E anche un arbitro ? 

GABRIELE GRAVINA GIUSEPPE MAROTTA

«Un organo di garanzia e di coordinamento. Questo diventerà la Federazione, rinunciando a gestire in proprio. Ma soprattutto, nei confronti della Lega di A, rinunciando a decidere d’autorità... Vuol dire, per esempio, che le norme che riguardano specificamente la serie A sono emanate solo d’intesa con la medesima Lega. Si chiama “intesa forte” e si sostanzia in una paritaria codeterminazione nel contenuto dell’atto tra Federazione e Lega». 

 

E se l’intesa non si trova? 

«In caso di mancato accordo, l’autonomia della Lega è pienamente salvaguardata, perché si continuerà ad applicare la normativa in vigore. Niente potrà cambiare contro la sua volontà». 

 

Di quali norme in concreto si parla? 

«Delle licenze, con cui si stabiliscono i criteri di ammissione al campionato. E anche del tesseramento dei calciatori». 

 

ceferin gravina

(...)

 

La Lega di A chiedeva che, in caso di mancato accordo, prevalesse la volontà della Lega su quella della Federazione . 

«Che intesa forte sarebbe questa? Sarebbe un’autodeterminazione. La verità è che, in questi mesi di confronto, di fronte a significative aperture della Federazione, che pure in assemblea la maggioranza dei club di A hanno dimostrato di apprezzare, è stato ogni volta rivendicato qualcosa di più dal presidente Casini, andando in alcune occasioni oltre la ragionevolezza. Con la conseguenza, evidentissima, di mortificare le altre componenti». 

 

Allude alla rappresentanza nel Consiglio? Il presidente dei Dilettanti, Giancarlo Abete, ha rinfacciato alla serie A di aver proposto unilateralmente un taglio di due consiglieri non professionisti. 

«Qualunque espansione di sovranità per una delle sette componenti comporta una corrispondente riduzione per un’altra. Per questo abbiamo cercato un punto di equilibrio». 

 

Ma l’emendamento Mulé non riconosce alle leghe professionistiche un’equa rappresentanza, comprensiva anche del contributo economico apportato al sistema? 

«Certo. Ma tocca a noi interpretare l’indirizzo indicato dalla norma e la locuzione “anche”. Quando si dice “anche”, si dice implicitamente “non solo”. Il contributo economico della serie A corrisponde alla sua capacità di trasformare l’agonismo in spettacolo, e così produrre sviluppo e ricchezza. È un valore connesso al primato di qualità che richiede un’organizzazione dotata di alta specializzazione. Il calcio è anche questo, ma non solo questo». 

 

gravina buffon

Cos’altro è? 

«Lo dice l’articolo 33 della Costituzione: valore educativo e sociale. Che vuol dire: un milione di tesserati, duecentoquarantaquattromila dirigenti, quarantamila tecnici, trentatremila arbitri, per dare solo alcune misure della diffusione che fa di questo sport il più universale fenomeno della civiltà». 

 

In che rapporto stanno queste due grandezze del calcio? 

«Il calcio professionistico è il vertice della piramide, tanto più stretto quanto più posto in alto, quello volontaristico è la base, tanto più larga quanto più situata in basso. Se i pochi finissero per contare più dei molti, il calcio non sarebbe più il simbolo della sussidiarietà e dell’autogoverno degli sportivi, ma solo la giungla dei più forti». 

 

In termini numerici? Le ricordo che la A è assolutamente trainante. 

GABRIELE GRAVINA - FIGC

«Oggi i professionisti contano il 34 per cento del Consiglio: la serie A vale il 12 per cento e 3 consiglieri, la serie B il 5 per cento e un consigliere, la serie C il 17 per cento e 3 consiglieri». 

 

 

 E domani? 

«Domani la serie A conterà il 18 per cento e avrà 4 consiglieri, la B il 6 per cento e 2 consiglieri, la C il 12 per cento e 2 consiglieri». 

 

Ma 18 più 6 più 12 fa 36, oggi la rappresentanza dei professionisti vale il 34. Da dove si prendono i due punti in più? 

«Gli arbitri cedono i due punti percentuali e il loro rappresentante. Perché si confà al loro ruolo di terzietà dal processo di separazione tra la parte tecnica e quella politica dell’Aia. La valorizzazione degli arbitri ha un percorso irrinunciabile ma diverso». 

 

Perché la componente professionistica non può crescere di più? 

«E me lo chiedi anche? Perché la Legge Melandri assegna ai calciatori una rappresentanza del 20 per cento e agli allenatori del 10. Resta un 34 per cento che rappresenta tutto il mondo dilettantistico, dalla serie D al calcio femminile, un bacino di un milione di praticanti. Rompere l’equilibrio tra professionisti e dilettanti vorrebbe dire distruggere il calcio. Oltre che diventare un autentico caso in E uropa». 

 

Un caso? 

gabriele gravina

«In Inghilterra la Premier vale appena il 6 per cento e i dilettanti il 67. In Francia i professionisti insieme contano il 37 e i dilettanti il 63. Non molto diversi sono i rapporti in Germania e Spagna. Sarebbe paradossale che, dopo aver riconosciuto in Costituzione il valore civile e sociale dello Sport, lo tradissimo così apertamente». 

 

Però Mulé in un’intervista ha sostenuto che, se il peso deve essere adeguato al contributo economico, non possono esserci solo due consiglieri di differenza tra A e B, e che la A meriterebbe almeno 5 consiglieri, la sciandone 1 alla B e 2 alla C . 

«Rispetto il ruolo e il pensiero dell’onorevole Mulé, ma la ripartizione di 4 consiglieri alla A, 2 alla B e alla C è un punto di equilibrio che risponde all’indirizzo della Legge e punta a non mortificare le altre componenti del calcio professionistico. Così si tiene insieme un sistema che si fonda sulla solidarietà». 

 

abodi gravina

Mulé avvisa che potrebbe rendersi necessario un ulteriore intervento legislativo per definire d’autorità autonomia e rappresentanza. 

«Sono convinto che l’onorevole saprà riconsiderare queste parole e sottrarsi alle pressioni di chi vuole distruggere un sistema, un’economia, un mondo, per interessi personali.

 

gabriele gravina foto mezzelani gmt31

Questa riforma è il frutto di un percorso di ascolto, di condivisione e di confronto aperto, che ci ha portato anche a cambiare alcuni punti e a migliorare il testo finale. Difende l’autonomia dello sport come un valore irrinunciabile della comunità e ha una saggezza politica che la buona politica deve saper ascoltare. Magari impegnandosi alle reali necessità del calcio.

 

Penso alla Tax credit, a una percentuale sulle scommesse da investire in vivai e impianti, al pieno adeguamento della legislazione sull’apprendistato e a una semplificazione burocratica per la realizzazione e l’ammodernamento degli stadi. Questo è l’aiuto che la politica può darci». 

 

A cosa allude quando parla di interessi personali? Al dossier contro di lei su cui indaga la procura di Perugia? 

GIUSEPPE GRAVINA - CLAUDIO LOTITO

«Alludo a un modo di fare politica federale fuori da qualunque codice di fair play. Dove l’avversario può diventare bersaglio di infamie, anche con la complicità di alcuni operatori della comunicazione. Si è rischiato di trasformare la nostra comunità in una giungla del sospetto e dei veleni... La magistratura farà piena luce, ma restano l’amarezza e la necessità di vigilare. Perché ciò che abbiamo visto e subìto non accada mai più». 

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