bruno munari kasa

DA "KASA" NASCE COSA: ECCO COME BRUNO MUNARI DISEGNÒ L'IDEA DI LIBRO - ALLA “KASA DEI LIBRI” DI MILANO LA PRIMA MOSTRA DEDICATA AL LAVORO EDITORIALE DEL GRANDE ARTISTA, DESIGNER E GRAFICO: 450 PEZZI, SI VA DALLA PRIMA COPERTINA DISEGNATA NEL 1929 (SI TRATTAVA DEL ROMANZO PER RAGAZZI "AQUILOTTO IMPLUME") ALLA RIVISTA ILLUSTRATA DEL POPOLO D'ITALIA DI FASCISTISSIMA MEMORIA. E POI LA COLLABORAZIONE CON GIULIO EINAUDI, LA COLLANA “INFORMAZIONE SESSUALE” E I SATELLITI…

Luigi Mascheroni per “il Giornale”

 

bruno munari kasa milano

Ne ha disegnate così tante, così diverse, così a lungo, per così tanti editori, e per così tante collane, che non sempre è possibile capire quali siano esattamente le copertine di Bruno Munari (1907-98). Il quale, peraltro, in tempi in cui l'editoria era ancora più artigianato che industria, non sempre firmava i suoi lavori.

 

E così, dare la caccia ai libri letteralmente costruiti da Munari - a inizio carriera arrivava nelle redazioni con una cartelletta piena di fogli, cartoncini colorati, ritagli... - è davvero difficile. Chi ci è andato più vicino nel raccogliere tutte le copertine del grande artista-grafico-designer milanese, oltre a Mauro Chiabrando, puntiglioso collezionista di cose di carta, è lo scrittore e bibliofilo Andrea Kerbaker, fondatore della «Kasa dei Libri» a Milano, dove domani si inaugura la mostra Le copertine di Munari, un'esplosione di forme e colori tra libri, dischi e riviste del maestro polymetis, polymechanos, polytropos, Politecnico: uomo dalle molte arti, dalla intelligenza veloce e le sottili astuzie.

 

Artista dalle grandi idee e ancor più dalle grandi esecuzioni, se c'era una cosa che Bruno Munari sapeva fare, era ingannare l'occhio.

 

bruno munari 2

Eccoci qui, alla «Kasa dei Libri». E il colpo d'occhio davanti al quale scorre mezza storia dell'editoria e della grafica del Novecento italiano - è stupendo. La prima copertina Munari la disegna nel 1929, quando ha appena 22 anni: è un romanzo per ragazzi di Giuseppe R. Romano, s' intitola Aquilotto implume, lo pubblica la casa editrice Gianbattista Rossi e la figura-chiave, che tornerà spesso nei suoi lavori editoriali, è un aereo.

 

L'ultima è della metà degli anni Novanta - Munari muore nel '98 - quando ancora traffica con carte, forme e parole e collabora con la casa editrice Corraini di Mantova. E a dire il vero, le sue copertine continuano ancora oggi: alcune collane, come la famosa «Collezione di poesia Einaudi», la bianca, conservano l'impostazione grafica voluta da lui. Forme, fantasia, matite e rivoluzione permanente.

 

bruno munari copertina

Un intero piano della Kasa-museo, quattro sale, 450 pezzi (la maggior parte acquistati nel tempo, pochissimi i prestiti), un allestimento che nei tavoli e nelle pareti riprende i colori-guida dei vari editori e delle collane, e un'idea - precisa di cosa debba essere la copertina di un libro: un piccolo manifesto che ha lo scopo di comunicare all'osservatore-lettore che proprio in quel libro c'è qualcosa di interessante per lui. E di imperdibile per noi, oggi.

Il percorso è ricco, labirintico e inedito (ci sono state molte mostre su Munari artista, alcune su Munari autore di libri, nessuna su tutto il Munari grafico).

 

Opere in mostra degne di particolare nota. Le prime copertine per la Rivista illustrata del Popolo d'Italia di fascistissima memoria, con tanto di simbologia esplicita: «Un po' imbarazzanti, ma che fanno comunque parte della sua biografia, anche se qualcuno poi ha cercato di mettere in ombra la cosa», dice Andrea Kerbaker.

 

le copertine dei libri di munari

Tutte le collaborazioni con Einaudi, editore dove a partire dal '53 la fantasia, la libertà di espressione e l'allegria di Munari si espressero al meglio: Giulio Einaudi gli affidò non solo lo sviluppo grafico delle copertine e le sopraccoperte di molte collane, ma seguì consigli e giudizi sulla parte artistica della maison: ed ecco i lavori per la rivista Il Menabò di Vittorini e Calvino (1956), per la collana «Saggi», per la «Centopagine» di Calvino, per la leggendaria «PBE», la Piccola Biblioteca Einaudi il cui concept grafico del 1960 è modernissimo... fino alla coloratissima «TantiBambini», collana composta da 66 libri che dura dal 1972 al 1976, formato quadrato e incipit della storia nella copertina: vedere così tanti uno accanto all'altro è una cosa rarissima.

 

copertina munari 12

E poi: le 77 caleidoscopiche sovracopertine, una più originale dell'altra, disegnate dal 1960 al 1966 per la collana economica distribuita su abbonamento «Un Libro al Mese» pubblicata dal Club degli Editori (cui facevano capo Mondadori, Einaudi e Bompiani): arte, boom economico e modernità. In particolare i primi dodici titoli, illustrati solo al piatto con un quadrato inclinato di 45° (il quadrato come figura perfetta), sono da collezione.

 

E ancora: le copertine per le riviste Tempo (di cui Munari ha la direzione artistica dal '38 al '42) e Epoca, ma anche testate internazionali come Interiors o Domus di Gio Ponti; le collane per Rizzoli («Saggi», «Documenti letterari», «Narratori moderni», «Jolly»), la strana (e misconosciuta) collana «Informazione sessuale» mandata in libreria da Bompiani nel 1971-72; i piccoli gioielli d'artista usciti in tiratura limitata per l'amico Giorgio Lucini, tra i quali spicca l'introvabile Alfabeto («fantastico, imprevisto, con le lettere tutte diverse per dimensioni, forma, materia e colore; buttate per aria con allegria», diceva Munari) ideato in occasione dei suoi 80 anni;

copertina munari 4 copia

 

e soprattutto l'intera collana «I satelliti» inventata agli inizi degli anni '70 per Bompiani che rappresenta il più bello scherzo del Munari-designer: nel piatto frontale, bianco, oltre al nome dell'autore e al titolo del libro, c'è un cerchio nero, ossia un pianeta-satellite, nel primo libro della serie (L'uomo come fine di Alberto Moravia), due nel secondo, tre nel terzo, quattro nel quarto...

 

fino al titolo 49, con 49 cerchi-satelliti, «e non uno di più» perché lo spazio disponibile era esaurito. Qui i 49 satelliti - l'intera collana come un universo - sono tutti appesi al soffitto e pendono sopra la nostra testa. Alzando la quale si tributa a Bruno Munari - l'uomo dei libri impossibili - il vero sentimento che ha sempre saputo strapparci. Stupore.

copertina munari 5copertina munari 4BRUNO MUNARItormentone howitalians bruno munaririvista illustrata popolo italia

Ultimi Dagoreport

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….