KIMI SGASA NEL MITO DI SENNA! KIMI ANTONELLI HA VINTO DUE GRAN PREMI E GUIDA LA CLASSIFICA DEL MONDIALE PILOTI (PER TROVARE L’ULTIMO ITALIANO IRIDATO BISOGNA TORNARE AI TEMPI DI ALBERTO ASCARI) – TERRUZZI: "METTENDO A CONFRONTO IL 19ENNE BOLOGNESE CON SCHUMI, HAMILTON, VERSTAPPEN E VETTEL SI COMPRENDE CHE ANTONELLI SEMBRA PROPRIO DI QUELLA PASTA LÌ, QUELLA DEI FUORICLASSE: PRONTI, FORTI E SVELTI SIN DAI PRIMI CHILOMETRI…"
Giorgio Terruzzi per corriere.it - Estratti
Che la conquista del titolo mondiale sia nei nostri pensieri, forse più che nei suoi, è evidente. Una aspettativa con la quale Antonelli dovrà fare i conti da qui in poi, una volta mostrato il repertorio dei suoi talenti. Due vittorie in 27 Gp disputati, ottenute all’inizio del secondo anno in F1. È il modo in cui Andrea Kimi va a vincere e a convincere, senza considerare la fortuna di correre con una macchina forte quanto lui.
Sulle cifre, su statistiche che in questo sport indicano sino a un certo punto — data la rilevanza dei mezzi a disposizione — possiamo star qui a giocare un poco, curiosando dentro le carriere di chi ha preceduto Antonelli nell’Olimpo della velocità.
Cominciando dal riferimento obbligato, Alberto Ascari, campione del mondo nel 1952 e ‘53. «Ciccio»: due vittorie filate pure per lui, nel 1951, suo secondo anno di F1 (gara 9 e 10 della carriera), prima di viaggiare in gloria: 11 trionfi (su 15 presenze) nelle due stagioni successive. Similitudini? Beh, più di una. Anche se allora si gareggiava molto meno.
Antonelli ha Senna nella testa, nel cuore; c’è persino chi vede somiglianze nel fisico, nelle espressioni. Ayrton: due vittorie, anche lui, al secondo anno di gare, dopo un esordio tutt’altro che vellutato sulla Toleman, 1984. Primo centro alla gara numero 17; secondo alla 28esima. Ma per il titolo mondiale dovette attendere sino al 1988, quinto anno di F1, quando ebbe tra le mani una felicissima McLaren.
lewis hamilton andrea kimi antonelli
Chi ha i primi capitoli del curriculum più smaltati di Kimi, di tutti, è Lewis Hamilton, abbinato ad una macchina competitiva, altra McLaren. Prime vittorie nella stagione del debutto, 2007, ben 4 (la prima al sesto Gp), con secondo posto finale. Conquista del campionato mondiale l’anno successivo, il secondo per Lewis, con 5 gare vinte. Un record, quest’ultimo, che Kimi potrebbe eguagliare.
Lontano dal rendimento del giovane Verstappen: vinse il suo primo Gp non appena promosso dalla Toro Rosso alla Red Bull nel 2016, alla presenza numero 24. Seguito però da una lunga serie di piazzamenti. Per vincere di nuovo un Gp dovette attendere la fine del Mondiale 2017; per conquistare il primo titolo gli toccò aspettare sino al 2021.
andrea kimi antonelli con la madre veronica
Un altro che ebbe inizi meno folgoranti, pur mostrando un talento strepitoso, fu Michael Schumacher: 5 presenze nell’anno dell’esordio, 1991; prima vittoria alla partecipazione numero 17 (come Senna), nel 1992 su Benetton; seconda affermazione un anno e passa più tardi. Conquista del Mondiale nel 1994, il suo quarto anno in F1.
E poi? Beh, Vettel. Un successo inatteso con la Toro Rosso alla seconda stagione di gare, 2008; ben 4 l’anno successivo, 2009 su Red Bull, vittoria del titolo nel 2010. Un bilancio iniziale migliore rispetto ad Alain Prost, come Sebastian a quota 4 Mondiali: prima vittoria al Gp numero 19, nel 1981, seconda stagione in F1, con Renault, per poi attendere la corona addirittura sino al 1985.
(...) Anche lui, per dire come è strana la vita, vinse per la prima volta al suo 17esimo Gp, nel 1962, terza stagione di corse. Titolo subito dopo, 1963. Lotus, per l’intera carriera. È un gioco, come detto. Dal quale, comunque, si comprende qualcosa: il talento, pur afflitto o premiato dalla macchina, viene fuori presto. In questo club Antonelli non sfigurerebbe affatto. Anzi. Sembra proprio di quella pasta lì, quella dei fuoriclasse: pronti, forti e svelti sin dai primi chilometri. Buon vento, caro Kimi.



