stephane dalmat

"HO VISSUTO IL CALCIO COME UN DIVERTIMENTO. SAPEVO DI AVERE QUALITÀ MA NON ERO OSSESSIONATO DAGLI OBIETTIVI" - L'EX CENTROCAMPISTA DELL'INTER STEPHANE DALMAT, "UNO DEI CALCIATORI PIÙ SOTTOVALUTATI DELLA STORIA" (CIT. LELE ADANI), RACCONTA DEL SUO PERIODO IN NERAZZURRO E LA SUA VITA DOPO AVER LASCIATO IL CALCIO: "RONALDO IL FENOMENO? NON VOLEVA MAI PESARSI DAVANTI A CUPER. DOPO IL RITIRO HO SOFFERTO DI DEPRESSIONE, HO ANCHE RISCHIATO DI MORIRE PER..."

stephane dalmat 9

Luca Caglio per il “Corriere della Sera – Edizione Milano”

 

Numero di maglia all'Inter: 18. La sufficienza. Poteva essere un 30 e lode fossero bastati i piedi, tra i primi della classe nella Serie A di inizio Duemila, ma per una laurea ad honorem alla Scala del calcio serve altro: «La mentalità e la costanza di Javier Zanetti» riconosce Stephane Dalmat, francese classe '79, ex centrocampista transitato in nerazzurro tra 2001 e 2003.

 

Un diamante grezzo prelevato dal Paris Saint-Germain quando lo «sceicco» del pallone era Massimo Moratti. Il presidente stravedeva per il ragazzo, arrivato a Milano poco più che ventenne in una squadra che in vetrina esponeva Vieri, Seedorf e Ronaldo il Fenomeno, «che non voleva mai pesarsi davanti a mister Hector Cuper». È stato una fragranza, Dalmat, una luce intermittente.

 

stephane dalmat 7

Uno che si è accontentato. Di giocare al Meazza come sui campetti di Joué les Tours, dove da bambino dribblava tutti puntando al sogno di fare il calciatore. Ne è uscita una carriera lunga 15 anni. Trofei, un paio. È rimasto un tifoso interista, anche se ora la maglia gli va stretta, e parla un ottimo italiano: su Instagram incita, commenta, risponde ai fan. Per Lele Adani, suo ex compagno di squadra e ora commentatore sportivo, è stato «uno dei calciatori più sottovalutati della storia».

 

stephane dalmat 5

Ha ancora molti estimatori, eppure non è mai stato un trascinatore.

«Ho vissuto il calcio come un gioco, un divertimento. Sapevo di avere qualità ma non ero ossessionato dagli obiettivi: diventare un campione, sollevare trofei, entrare nella storia. Mi bastava scendere in campo in uno stadio pieno di gente. Fuori, invece, volevo una vita tranquilla».

 

stephane dalmat 4

Non andava per locali fino all'alba?

«Uscivo poco la sera, tra campionato e Champions League ero spesso in ritiro. Abitavo in via Fatebenefratelli, vicino a Brera e Montenapoleone, due zone che frequentavo. Il mio vizio era un ristorante che serviva un ottimo pesce spada. Sono stato bene a Milano. Oggi vivo a Bordeaux».

 

Chi le ha dato il soprannome «Joystick»?

«Clarence Seedorf, per me era un'ispirazione. Alcune mie giocate gli ricordavano quelle che si vedono alla PlayStation. Anche Vieri mi stimava, non capiva perché non venissi convocato in Nazionale, e aveva chiesto a Laurent Blanc di parlare con Zidane per convincere il selezionatore della Francia. Non ho mai debuttato, mi sono fermato all'under 21».

 

Di cosa si occupa oggi?

stephane dalmat 3

«Ho investito nel settore immobiliare, affitto appartamenti. Ma sono soprattutto un papà: mio figlio, Aaron, è nato un anno fa. La famiglia è un riferimento. Con i primi stipendi da professionista, al Lens, ho comprato casa ai miei genitori, che ora vivono in Martinica. Ho due fratelli, uno è stato calciatore e ha giocato qualche mese a Lecce. Mi piacerebbe tornare in campo come allenatore di un settore giovanile. Ancelotti è il mio tecnico preferito».

 

Com' è cambiato il calcio?

«Oggi si vince con il collettivo. Vent' anni fa c'erano più individualità, giocatori capaci di fare la differenza».

 

E lei è cambiato?

«Sarebbe meglio dire che sono rinato».

stephane dalmat 2

 

Depressione?

«Anche. La verità è che ho rischiato di morire. Nel 2017 ho un brutto incidente in moto, a Bordeaux: perdo il controllo e vado a sbattere contro un muro. Sei giorni di coma. Al risveglio, i medici dicono che potrei non camminare più. Ho il bacino fratturato, mi sottopongo a 25 interventi, le viti tengono insieme le ossa. Passo sei mesi su una sedia a rotelle. Reagisco, faccio riabilitazione, piango molto e ho paura. Solo i miei familiari lo sanno. Mi sento solo. Ma alla fine vinco la partita, la più difficile, e torno in piedi. Cammino. In questo caso ho avuto la mentalità del campione».

stephane dalmat 14stephane dalmat 12stephane dalmat 6stephane dalmat 8stephane dalmat stephane dalmat 1stephane dalmat 10stephane dalmat 11stephane dalmat 13

 

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…