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VIDEO! L'ULTIMA BEFFA DI BANKSY AL MERCATO DELL'ARTE -L'ARTISTA SVELA SU INSTAGRAM COME ANNI FA HA MONTATO IL CONGEGNO CHE HA SEMIDISTRUTTO "LA RAGAZZA COL PALLONCINO", OPERA VENDUTA ALL'ASTA PER 1 MILIONE E 200MILA EURO - BONAMI CONTRO: "MORALE DELLA STORIA: ESSENDOSI AUTODISTRUTTO SPERIAMO DI NON SENTIRNE PARLARE PIU’” - VIDEO

Da www.gazzettino.it

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Lo Street Artist Banksy non finisce di sorprendere. Un suo dipinto, "La ragazza col palloncino" si è autodistrutto subito dopo essere stato venduto ad un'asta di Sotheby's, a Londra, per 1 milione e 200mila euro. Un meccanismo nascosto ha fatto scivolare l'opera al di sotto della cornice, mentre veniva sbriciolata da un tritacarte, sotto gli occhi dei presenti. Intanto l'artista ha svelato su Instagram come ha montato il congegno anni fa.

 

2. LA TELA DISTRUTTA DI BANKSY

Mario Bucolo  per www.artribune.com

 

Panico per Girl with Balloon di Banksy, ultimo lotto della Contemporary Art evening sale di Sotheby’s, venduta per la cifra straordinaria di 953mila sterline a fronte della quotazione massima di 300mila.Al termine dell’asta è avvenuto quello che non ci si aspetta. Nell’istante esatto in cui l’opera è stata aggiudicata, si è sentito suonare un allarme e si è pensato subito a quello antincendio ma è stato un diversivo per distrarre dall’azionamento di un meccanismo posto alla base della cornice dell’opera, una distruggi documenti, che ha ridotto a piccole strisce metà dell’opera, prima che ci si rendesse conto di quanto stava succedendo e prima dell’intervento degli addetti di Sotheby’s.

 

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Nel frangente una persona vestita di nero con classico basco da artista ha tentato di allontanarsi ma è stata trattenuta, anche con una certa persistenza, dalla security prima che riuscisse ad abbandonare l’edificio. Personalmente abbiamo assistito proprio al fermo dell’uomo che cercava di sganciarsi dalla presa degli addetti della sicurezza. Che si sia trattato proprio del misterioso artista? Ora resta il problema di gestire il rapporto tra la casa d’asta e l’acquirente dell’opera, nel caso mai verificatosi della distruzione di un’opera d’arte dopo la sua aggiudicazione.

 

Anche se il dubbio resta, soprattutto sulla scelta, apparentemente incomprensibile, di collocare l’opera di Banksy per ultima. Il battitore non ha mostrato poi tanta sorpresa per l’evento. C’è da dire che in un primo momento si era pensato solo che l’opera fosse caduta dalla cornice visto anche la distanza tra il battitore ed il muro dove era esposta l’opera. Come sia stato possibile, nessuno lo sa. Il quadro rappresenta una bambina con un palloncino rosso, originariamente dipinta da Banksy in un murale a Londra nel 2002 e da allora diventata una delle sue opere più iconiche. Che dietro alla distruzione della tela ci sia lo stesso Banksy, da sempre critico contro ogni forma di commercializzazione della sua arte, è abbastanza chiaro.

banksy congegno

 

Lo stesso artista, originario di Bristol, ha rivendicato la performance sul suo profilo Instagram. Quello che è meno chiaro è come si stato possibile inserire un meccanismo capace di distruggere una tela all’interno della cornice senza che nessuno se ne sia accorto.

 

L’opera era stata autenticata da una società specializzata che lavora per Banksy: il venditore l’aveva comprata direttamente dall’artista nel 2006. Non si sa se l’artista, di cui non si conosce l’identità, fosse presente all’asta e se abbia in qualche modo azionato direttamente il meccanismo. Se l’acquirente sarà rimborsato oppure no è per il momento un mistero. In qualsiasi modo sia andata, Banksy è riuscito ancora una volta nel suo intento, trasformando un tradizionale appuntamento di mercato in un evento mediatico internazionale. Ovviamente a suo favore.

 

3. E’ IL MALE DELLA BANALITA’

Francesco Bonami per la Stampa

 

Parafrasando il titolo di Hannah Arendt La banalità del male, l' ultimo scherzo del misterioso artista Banksy si potrebbe intitolare il «Il male della banalità». A Londra da Sotheby' s, davanti al pubblico di un' asta attonito, la famosa Ragazza con il palloncino , l' immagine contemporanea più popolare dei nostri giorni, appena venduta a più di un milione di sterline in una cornice barocca d' oro, si è autodistrutta.

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La cosa non poteva non fare notizia, anzi doveva fare notizia essendo stata fatta per fare notizia. Ma la domanda è: di che notizia stiamo parlando? Che Banksy ha confermato di essere un prevedibile burlone? Oppure che ha voluto dimostrare di essere un artista desiderato dal mercato in modo ossessivo, ma al quale il mercato non interessa, anzi lo disdegna e lo sbeffeggia come uno Zorro vintage e anticapitalista? Oppure Banksy crede davvero che tutti siano dei gonzi disposti a credere che sia possibile un maleficio del genere, un' opera d' arte appesa al muro come un qualsiasi dipinto che però nasconde una sua invisibile intelligenza che al momento dell' ultima offerta le consente di autoimmolarsi?

 

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Suvvia! Capiamo benissimo che il sistema e il mercato dell' arte sta diventando ripetitivo, con gente annoiata che osserva milioni buttati qua e là senza più troppo entusiasmo e per questo è alla ricerca di qualche diversivo, ma non sarà certo il nostro Robin Banksy-Hood con i suoi trucchi a ridare fiato alle trombe dell' underground e della sperimentazione selvaggia.

 

La casa d' aste e lo stesso Banksy attraverso i vari social possono insistere nel dichiarare che nessuno era al corrente di quel che sarebbe accaduto, ma è chiaro che l' innocua cornice conteneva un marchingegno telecomandato a distanza - cosa per altro preoccupante, perché se invece che a quel buontempone di Banksy l' idea fosse venuta a un terrorista la cornice sarebbe magari esplosa provocando danni ben peggiori del disappunto del battitore e del compratore, misterioso guarda caso anche lui.

 

Capiamo che queste osservazioni vanno contro la sacra popolarità di Banksy, venerato per il suo potere di comunicare immediatamente messaggi chiari e semplici. Però anche calarsi le mutande, magari in una sala d' aste, è un messaggio chiaro, semplice e immediato, ma non necessariamente un' opera d' arte o quanto meno un' opera d' arte degna di nota. Morale della storia, essendosi Banksy autodistrutto, speriamo di non sentirne parlare più.

 

 

 

banksyfrancesco bonami Francesco Bonami

 

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