franz beckenbauer

LA MACCHIA DI “KAISER FRANZ”: BECKENBAUER, SCOMPARSO IERI A 78 ANNI, FU ACCUSATO DI AVER COMPRATO 4 VOTI PER GARANTIRE AL SUO PAESE I MONDIALI DEL 2006 – IL PATTO CON LA FIFA E QUEL DOCUMENTO RISERVATO IN CUI SI IMPEGNAVA "A DIVERSE PRESTAZIONI" 4 GIORNI PRIMA DELL'ASSEGNAZIONE DEL MONDIALE ALLA GERMANIA – COME NACQUE IL SOPRANNOME “KAISER FRANZ”, LA SPALLA LUSSATA IN ITALIA-GERMANIA 4-3 E QUEL PARAGONE CHE HA SEGNATO UNO STILE: “GIOCARE ALLA BECKENBAUER” - VIDEO

 

Roberto Beccantini per il Corriere dello Sport

 

franz beckenbauer

Quando avanzava, sembrava che avanzasse il calcio: e difatti, avanzarono insieme. Sul serio. Per noi ragazzi del Novecento, Franz Beckenbauer è stato il simbolo della classe e dell’eleganza. Quella testa alta, quei piedi metà guanti e metà tacchi. E poi gli occhi, quegli occhi: due radar.

 

 

 “Imperatore” per caso, durante una trasferta con il Bayern a Vienna, fine anni Sessanta. Lo portarono al Palazzo imperiale degli Asburgo. Un paparazzo lo sistemò vicino al busto di Francesco Giuseppe e scattò. I giornali del giorno dopo titolarono, solenni: «I due Kaiser Franz». Sbocciò, così, una carriera diventata leggenda. Per i tedeschi, Beckenbauer sta(va) sopra il Cancelliere e sotto Dio, a conferma che «gli aggettivi adescano e i superlativi seducono» ovunque, mica solo dalle nostre parti.

 

franz beckenbauer prima pagina dell'equipe

Bavarese fino al midollo, di Giesing, quartiere di Monaco, nacque tra le macerie di una guerra che, finita, continuava a sfinire. L’11 settembre 1945. Tifa per il Monaco 1860, i cugini di città, e ha 13 anni quando il Giesing lo offre in visione proprio al club che adora. A un avversario che gli molla un cazzotto giura vendetta, tremenda vendetta.

 

Mai più. C’è un’altra squadra a Monaco, certo che sì: il Bayern. E Bayern sarà. Anche se all’epoca pedalava in seconda divisione.

 

La cronaca, per farsi storia, ha bisogno di snodi come questo. Il centravanti che arretra a mediano, e da mediano a battitore libero. O semplicemente libero, all’italiana.

 

Come Armando Picchi che, nell’Inter di Helenio Herrera, governava le trincee e scandiva il fuoco di sbarramento. Franz mica si accontenta. Ha in mente visioni che sfuggono ai diari di bordo, alle mode, ai modi di recitare (e mai di riciclare, se non a fine corsa). Libero, appunto: di difendere e di impostare. Di ostruire e di costruire. Rincorre e si sgancia.

 

Se glielo ordinano, capacissimo di marcare a uomo persino Bobby Charlton, ma il meglio lo dà nel fondare una scuola, nel creare uno stile. Corre, la memoria, a Gaetano Scirea: colui che, più ancora di Franco Baresi, ne ha riecheggiato la postura, l’andatura.

cruyff franz beckenbauer

 

Campione di tutto. Di Germania, d’Europa, del Mondo. Con il Bayern che scolpì la tripletta del 1974-1976, a ruota del triplete dell’Ajax, l’Ajax di Johan Cruijff, sconfitto nella finale di Monaco ’74, Germania Ovest-Olanda 2-1, la sfida dell’inizio-choc, una filiera di passaggi sino al rigore trasformato da un altro Johan, Neeskens.

 

Quindi, per la goduria del pragmatismo italico di Gianni Brera, il penalty di Paul Breitner, il maoista, e la zampata di Gerd Muller, che stava al suo capitano come un sicario armato al capo degli sbirri.

 

franz beckenbauer 9

Due volte pallone d’oro: e occhio, stiamo parlando di un difensore. Sui generis, ma pur sempre di un difensore. Re del mondo dal campo e dalla panchina, come Mario Zagallo e Didier Deschamps.

 

Successe nel 1990, nella collana delle nostre notti magiche (tutte, meno una), 1-0 all’Argentina, un’ordalia sporca, brutta e cattiva, risolta da un rigore di Andreas Brehme, con i fischi dell’Olimpico all’inno argentino e il bouquet di «hijos de puta» di Diego Maradona al popolo berciante. Paolo Casarin ha raccontato che, in un certo senso, l’area tecnica per gli allenatori decollò proprio dal Kaiser. Il mal di schiena gli impediva di stare seduto. Chiese una deroga alla Fifa, gli fu concessa, ma nessuno poteva immaginare che saremmo arrivati, da una banale lombalgia, agli show di José Mourinho. 

franz beckenbauer 8

 

La data che ci accomuna e più ci sta a cuore è il 17 giugno 1970. Semifinale della Coppa Rimet all’Azteca di Città del Messico. Il 4-3 che avrebbe sfondato i secoli per farsi targa, commedie, film, libri.

 

Il piatto destro di Gianni Rivera su assist di Roberto Boninsegna e Franz con il braccio al collo, la spalla lussata, piegato ma non spezzato. E anche così, di un’armonia e di una leggerezza impossibili da eguagliare. E dimenticare. 

 

Bayern, dunque. Cosmos, i fieri rivali dell’Amburgo e di nuovo ai Cosmos, a New York: dove aveva chiuso Pelé, chiuse lui. Uomo-immagine (di sé stesso, soprattutto), donne e soldi, head coach e dirigente, con l’accusa di aver comprato quattro voti per garantire al suo Paese i Mondiali del 2006. Rimane il tesoro del mito.

 

Per Giorgio Armani, «l’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare». Aveva 78 anni. Anticipò il futuro. Ci fece sloggiare dai luoghi comuni. Ci ha lasciato un paragone: “giocare alla Beckenbauer”. Vi sembra poco? 

 

 

 

 

 

MONDIALI 2006, ACCUSA A BECKENBAUER: "FIRMÒ UN PATTO CON LA FIFA"

Da repubblica.it – 10 novembre 2015

franz beckenbauer 7

 

E' un momento difficile, almeno a livello politico, per il calcio tedesco. Lunedì le dimissioni del presidente della federazione, Wolfgang Niersbach, ora le dichiarazioni di colui che ne ha preso il posto ad interim,  Rainer Koch, che ha confermato indiscrezioni di stampa.

 

Secondo quanto dichiara Koch, l'ex presidente del comitato organizzatore dei Mondiali del 2006 nonché gloria del calcio tedesco, Franz Beckenbauer, firmò un documento riservato in cui si impegnava con l'ex vicepresidente della Fifa Jack Warner "a diverse prestazioni" da parte tedesca, 4 giorni prima dell'assegnazione alla Germania dei Mondiali 2006.

franz beckenbauer 3

 

L'esistenza del documento, oltre a gettare ombre su Beckenbauer, rafforza i sospetti di una compravendita di voti avanzata dalla stampa tedesca. Warner infatti è salito agli onori delle cronache nei mesi scorsi per il suo coinvolgimento nello scandalo corruzione della Fifa a cui è seguita la sospensione da parte del Comitato etico dell'organo di autogoverno del calcio mondiale. La procura di Francoforte sta indagando sulla vicenda dell'assegnazione del mondiale del 2006 ipotizzando il reato di corruzione per portare dalla parte della Germania alcuni voti durante l'assegnazione dell'organizzazione.

franz beckenbauer 5franz beckenbauer 2franz beckenbauer 6franz beckenbauer 11franz beckenbauer 12

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...