caravaggio

CARAVAGGIO THRILLER! DAL MOMENTO ESATTO IN CUI L'ARTISTA ACCOLTELLÒ A MORTE IL RIVALE  RANUCCIO TOMASSONI, LA SUA VITA FU IN PERICOLO. SEMPRE IN FUGA TRA MALTA E LA SICILIA, NON RINUNCIO’ A DIPINGERE - LA SUA “INDOMABILE FORZA DI VOLONTÀ” HA ISPIRATO LA ROMANZIERA ALEX CONNOR: “MOLTI ARTISTI SAREBBERO RIMASTI PIETRIFICATI, LUI NO”

Testo di Alex Connor pubblicato da La Lettura – Corriere della Sera

la cattura di cristo caravaggio

 

La figura di Caravaggio è sempre stata affascinante. Strizza l' occhio all' attuale venerazione per le celebrità e la sua immagine da uomo duro coincide con l' idea di antieroe.

 

Lo vediamo come un outsider, un personaggio di un film come Mean Streets di Scorsese, un solitario inevitabilmente votato all' autodistruzione. Ma quando ho incominciato a scrivere il secondo volume della mia trilogia su di lui, Maledizione Caravaggio, è venuto a galla un altro aspetto della sua personalità: la sua forza, la ferrea volontà, l' indistruttibile coraggio. Dopotutto, chi se non Michelangelo Merisi da Caravaggio avrebbe potuto dipingere quei capolavori nonostante fosse un uomo in fuga, braccato?

maria maddalena in estasi caravaggio

 

Caravaggio uccise Ranuccio Tomassoni, è vero. Credo che si sia trattato di un incidente, che non l' abbia fatto con intenzione. Esistono prove che dimostrano che gli uomini di Tomassoni aggredirono il pittore mentre dormiva, circostanza che non fu riferita ai gendarmi.

 

Caravaggio era un sacco di cose; ma non una spia. E dobbiamo anche tenere presente che tra i due, Caravaggio e Tomassoni, c' era un' ostilità di lungo corso. Erano agli antipodi. Tomassoni era un giovane ricco e di buona famiglia, Caravaggio aveva raggiunto la fama grazie al genio e alla fatica. Tomassoni era un losco cortigiano, Caravaggio un arrivista aggressivo. Gli stessi sbirri che avrebbero senza problemi chiuso un occhio sulla condotta del primo erano pronti ad arrestare e gettare in galera il secondo alla minima infrazione della legge.

 

Inoltre Caravaggio disprezzava Tomassoni in quanto protettore e amante di Fillide Melandroni, la sua musa, per cui era inevitabile che l' insieme di antica invidia e rabbia a un certo punto esplodesse: accadde una notte, in un duello durante il quale Caravaggio pugnalò Tomassoni all' arteria femorale. Morì nel giro di qualche minuto, ma era stato lui a menare il primo fendente; ricordiamolo.

 

caravaggio film

Scioccato, Caravaggio venne trascinato via in fretta e finì sono la protezione della leale famiglia Colonna, che mise a rischio i propri buoni rapporti con il Pontefice pur di offrire ospitalità all' artista. Dovettero proteggerlo, perché il «bando capitale» venne emanato poche ore dopo l' omicidio. Le altre persone che avevano preso parte al duello furono punite con l' esilio da Roma; solo Caravaggio fu condannato a morte.

 

alex connor cover

Chiunque fosse riuscito a catturarlo e consegnarlo alla giustizia vivo o morto avrebbe avuto in cambio una ricompensa. Non serviva nemmeno che venisse consegnato il corpo dell' artista, bastava la testa. Immaginate la situazione: Caravaggio aveva sicuramente capito che i suoi nemici gli avrebbero dato la caccia. E tra costoro non c' era solo la famiglia Tomassoni, ma anche molti antichi rivali. E poi ancora mercenari, tagliagole, disperati in cerca di denaro, criminali che intravedevano un facile guadagno: tutti si sarebbero messi sulle sue tracce. Dal momento esatto in cui l' artista inferse il colpo fatale a Tomassoni, la sua vita fu in pericolo. Non avrebbe più avuto una sola notte di sonno ristoratore, un solo giorno di pace.

 

Avrebbe dovuto dormire vestito, con un pugnale sotto il cuscino e la spada in pugno. Pronto a difendersi, pronto a riprendere la fuga.

 

caravaggio la conversione della maddalena

Ecco perché sono rimasta affascinata dalla sua indomabile forza di volontà. Ogni anfratto buio per lui nascondeva un pericolo; ogni sconosciuto poteva essere suo nemico; ogni passo alle sue spalle poteva significare un coltello piantato nella schiena; eppure quest' uomo incredibile continuò a creare. Molti artisti sarebbero rimasti pietrificati dal terrore, lui no. Piuttosto fu la sua opera a permettergli di andare avanti. Benché soffrisse del disturbo noto come colica dei pittori, benché fosse debilitato dalla mancanza di sonno, fu comunque in grado di realizzare il vasto e magnifico progetto delle Sette opere di Misericordia, prima di spostarsi da Napoli a Malta, sotto la protezione dei Cavalieri di Malta e del loro Gran Maestro, Alof de Wignacourt.

alex connor

 

Qui il pittore dipinse un altro capolavoro, il San Giovanni Battista, così apprezzato che il Gran Maestro lo ricompensò con uno schiavo, una catena d' oro e un cavallo, e lo insignì anche del titolo di Cavaliere dell' Ordine. Tutto questo avrebbe potuto significare per lui una vita in discesa. Peccato che Caravaggio avesse un carattere tutt' altro che pacifico. Nel giro di qualche mese aggredì un altro cavaliere e per punizione venne gettato nelle segrete del castello.

caravaggio mostra

 

Mentre ai piani superiori si celebrava lo svelamento della Decollazione di San Giovanni Battista, il suo artefice languiva nei sotterranei infestati dai topi. Lì venne lasciato a marcire. Poi però la famiglia Colonna corse di nuovo in suo aiuto e il pittore, un uomo che non si era mai arreso facilmente, si calò con una corda da ottanta metri lungo le mura del castello e nuotò per un chilometro e mezzo, fino a quando non raggiunse un' imbarcazione che lo prese a bordo.

 

caravaggio san giovanni battista 304

I Cavalieri di Malta, infuriati per la sua fuga, guidati da Fra Roero (colui che Caravaggio aveva aggredito) lo inseguirono mentre scappava alla volta della Sicilia. Sebbene fosse esausto e mentalmente instabile, l' artista continuò a dipingere. E in quell' atmosfera sinistra e angosciante, tale da piegare chiunque altro, realizzò i suoi migliori capolavori. Opere enormi, furiose, frutto di un genio eccezionale. Il Seppellimento di Santa Lucia a Siracusa o la Resurrezione di Lazzaro a Messina dimostrano che la sua potenza espressiva non è venuta meno e che la sua ossessione per l' arte non ha mai vacillato, nemmeno quando è stato costretto a fuggire di nuovo alla volta di Palermo. Una volta lì, venne accolto come una celebrità: Caravaggio era sballottato tra ammiratori e nemici; la famiglia Tomassoni e i Cavalieri di Malta erano ancora decisi a infliggergli la pena capitale.

 

La sola salvezza avrebbe potuto arrivare soltanto da un atto di perdono. Le negoziazioni durarono mesi e gli amici di Caravaggio si spesero senza riserve per la sua causa, fin quando non arrivò finalmente la notizia che il cardinale Scipione aveva assicurato la grazia papale.

 

SAN GIOVANNI BATTISTA DI CARAVAGGIO

La speranza aveva tenuto in vita l' artista ma l' impazienza lo espose al pericolo. Prendendo una decisione impetuosa, ritornò a Napoli. I suoi nemici lo seguirono.

Sprezzante, Caravaggio cominciò a corteggiare il pericolo, abbandonando la sicura protezione dei Colonna e uscendo di sera per frequentare una famosa taverna.

 

Quando uscì, venne attaccato in strada e ferito al volto e alla gola, sfregiato dallo stesso cavaliere che aveva colpito a Malta. Quattro contro uno: Caravaggio fu fortunato a sopravvivere. Sfigurato, a un passo dalla morte, fu rimesso in sesto dai Colonna. Si disse che avesse il volto in condizioni tali da risultare irriconoscibile. Ancora una volta si riprese e continuò a dipingere, creando alcune delle opere più notevoli. Ma adesso dipingeva su scala ridotta. I giorni delle tele enormi erano finiti. In realtà si trattò solo di un ridimensionamento in termini di misure, non di intensità. Nei suoi ultimi quadri le figure sono tutte affollate in uno spazio senz' aria, senza respiro, senza tregua. Davide e Golia e Il martirio di Sant' Orsola rappresentano un solenne memento mori, una raffigurazione della vita e della morte, della luce e del buio.

 

In questi spazi concentrati, la sua arte suggerisce una premonizione psicologica, indica la strada verso la tenebra finale.

 

CARAVAGGIO MARTIRIO SANT ORSOLA

Il perdono stava per arrivare, il cardinale Scipione rassicurava gli alleati di Caravaggio. Ma non fu così. Al suo posto arrivò la morte Caravaggio morì troppo presto. O no? Forse aveva già dipinto tutto quello che doveva... Forse se fosse vissuto più a lungo l' impatto della sua arte non sarebbe stato così forte...

Morì il 18 luglio 1610 a Porto Ercole, per una febbre, come aveva vissuto: in modo folle, violento, romantico, folgorante. Ma nessuno catturò Caravaggio, il fuggitivo.

 

caravaggio porto ercole

Nessuno diede seguito al bando capitale né consegnò la sua testa al Papa. Il pittore imbrogliò i propri nemici, privandoli del trionfo. I loro nomi sono stati dimenticati, mentre il suo riecheggia dalla solitaria sponda di Porto Ercole fino a Roma e nel mondo intero.

CARAVAGGIO I MUSICImattia preti un giovane nella roma dopo caravaggio a palazzo corsini 8LA GIUDITTA ATTRIBUITA A CARAVAGGIO scudo con testa di medusaCARAVAGGIORAGAZZO COL CANESTRO DI FRUTTA CARAVAGGIOcaravaggio porto ercoleautoritratto in veste di bacco opera del caravaggiodavide con la testa di golia opera del caravaggionarciso di caravaggio

 

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