maradona e gianni infantino

“NON RINNEGO QUELLO CHE HO DETTO CONTRO LA FIFA MA QUESTA È UN'ALTRA FEDERAZIONE” - MARADONA SI TOGLIE IL COSTUME DA MASANIELLO E INIZIA LA SUA CARRIERA DA POLITICO DEL CALCIO SOTTO IL CAPPELLONE DI GIANNI INFANTINO - “IL MONDIALE A 48 SQUADRE? BENE, VUOL DIRE CHE NON E’ PIU’ SOLO PER I RICCHI”

Giulia Zonca per “la Stampa”

 

GIANNI INFANTINO E MARADONAGIANNI INFANTINO E MARADONA

Maradona come non l'avete mai visto. Porta il numero 4, gioca al gelo, in mezzo alla neve, rientra spesso in difesa e si mette pure davanti alla porta di uno scatenato Toldo per impedire un tiro di Trezeguet. Si scalda sotto il cappotto di Van Basten: «Tu sei furbo, non corri al freddo, furbo, non come quel pazzo di Boban che sta in maniche corte».

 

La partita delle leggende, studiata ad arte per far decollare il neonato premio «The Best», riesce a scappare dal protocollo: risponde al disegno di Infantino e alle esigenze di marketing per promuovere «la nuova Fifa», però conserva una istintiva genuinità, quella del Maradona di Napoli: «Per me giocare è come mangiare, come dormire, allenare sì che era complicato, ma sul campo tutto è facile». Per lui, ovvio.

 

MARADONA E GIANNI INFANTINO MARADONA E GIANNI INFANTINO

Quattro squadre di campioni, donne e uomini insieme per un esperimento che bisognerebbe ritentare con altri parametri. Le ragazze in attività se la cavano decisamente meglio delle vecchie glorie. Maradona scambia con Alex Scott, che riceve i complimenti griffati El Pibe, «proprio brava questa ragazza», e con il grande capo Gianni Infantino, l'uomo che ossequiosamente chiama sempre «il Presidente».

 

Solo per Fidel Castro aveva mostrato tanto deferenza. È il rientro di Diego nel sistema calcio e lui è davvero docile, come forse non lo è mai stato prima: «Sono grato di essere qui, era parecchio che non mi divertivo tanto. Non rinnego una parola di quello che ho detto contro la Fifa in passato, solo che questa è un'altra Fifa, nuova, pulita, trasparente.

Si capisce dalla partita: la squadra del presidente ha perso. Ha vinto quella di Puyol, l'arbitro si deve essere confuso, ma ci vendicheremo».

SALGADO - TOLDO - MARADONA - INFANTINO - ZENGA - BOBAN - BATISTUTA - TREZEGUETSALGADO - TOLDO - MARADONA - INFANTINO - ZENGA - BOBAN - BATISTUTA - TREZEGUET

 

Deve essere il numero anomalo che lo tiene quieto: lontano dall'ebbrezza del dieci non sfrutta nemmeno l'assist più semplice per dire che il migliore è ancora lui, anche se davanti alla domanda diretta evita di esporsi. Pure questo fuori dall'ordinario. Maradona chi è il migliore tra Ronaldo e Messi?

 

«Chi?». Ronaldo o Messi? «Non capisco bene». Tolto lei, il migliore è Ronaldo o Messi: «Io sono già stato il migliore ora tocca a questi giocatori fantastici. Qui manca qualcuno però, Leo è spettacolare e Cristiano continua a fare la differenza, ma io quest' anno il premio lo avrei dato a Neymar. Messi a quell'età era proprio così, il che significa che è nella fase della carriera in cui può fare di tutto. È il suo momento».

MARADONA E GIANNI INFANTINO  MARADONA E GIANNI INFANTINO

 

Il premio non va a chi vince qualcosa nella stagione? «Va a chi se lo merita. Lo meriterebbe Zidane come allenatore, per esempio. Io lo adoro, è un signore perché vince con classe, la stessa che aveva sul campo, il Madrid pareva alla deriva e con lui si è messo a posto. Lo hanno seguito. Lo starei a sentire anche io del resto».

 

Questa poi, Maradona che sta a sentire qualcuno eppure è tanto in buona che non si scompone neanche su Higuain: «Io ho scelto il Napoli, lui la Juve, i tempi cambiano, i soldi anche, comunque mi piace questa fame di vittoria che ha il mio Napoli, lo guardo volentieri. Devono solo seguire Sarri, devono dargli retta».

 

VAN BASTEN E MARADONAVAN BASTEN E MARADONA

Insomma, dà pure consigli saggi. Difficile capire come si dovrebbero seguire Sarri e Zidane contemporaneamente, sotto ogni profilo, ma Diego non entra certo nel dettaglio: «Se il Napoli può vincere senza di me? Succederà e comunque adesso torno, non vedo l'ora di fare lo spettacolo al San Carlo con Siani». E le polemiche sul teatro? «Quali polemiche? Napoli è la mia città, non ci sono polemiche».

 

Niente, non c'è modo di scalfire il ruolo di ambasciatore che sembrava andargli decisamente stretto e a sorpresa lo diverte, anzi gli permette di tirare fuori l'anima hincha per il cambio di format del Mondiale: «Che vuol dire che 48 squadre abbassano il livello?

Se mai lo alzano. Pensate a quanto pubblico in più è coinvolto, a quanti talenti potranno avere lo spazio che meritano. Finalmente non è più il Mondiale dei ricchi».

 

Veramente con questo schema si passa da 5,5 miliardi di dollari di ricavi a 6,5: un discreto arrotondamento per la «nuova Fifa», no? «State sempre a pensare male, è una rivoluzione che lascia entrare chi ha sempre avuto porte in faccia, chi non ha mai potuto investire nel proprio calcio». Maradona for president, forse stavolta sta studiando davvero per diventare un politico del calcio.

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...