marco amelia

"GIOCARE NEGLI ANNI DI BUFFON E' STATA LA PIU’ GRANDE SFIGA DEL MONDO” – L’EX PORTIERE MARCO AMELIA, CAMPIONE DEL MONDO NEL 2006 A RADIO 2: “CALCIOPOLI? NON E' VERO CHE HA COMPATTATO IL GRUPPO, ANZI…” - LO SCUDETTO DELLA ROMA NEL 2001 CON TOTTI, BATISTUTA E CAPELLO - "IO SONO UN TIFOSO GIALLOROSSO, NEL 2007 POTEVO ANDARE ALLA LAZIO, MA NON ME LA SONO SENTITA" - LE PAPERE? UNA QUANDO GIOCAVO CON IL MILAN FORSE CI COSTO' LO SCUDETTO...". E POI RACCONTA IL SUO MOURINHO… - VIDEO

 

Da "I Lunatici - Radio2"

 

marco amelia

Marco Amelia è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte dalla mezzanotte alle sei, in onda anche su Rai 2 dal lunedì al venerdì notte tra la mezzanotte e quaranta e le due e trenta circa.

 

L'ex portiere, campione del mondo da terzo nell'Italia di Lippi del 2006, ha parlato un po' di se: "I mondiali vinti in Germania? Credo che di quel Mondiale si sia detto tutto, anche troppo. Ci sono cose che è bello tenere nello spogliatoio, nel gruppo che poi ha affrontato quell'esperienza. Era un periodo difficile, era scoppiato lo scandalo di calciopoli, c'era molta diffidenza sul sistema calcio in quel momento, credo che ogni singolo individuo che ha partecipato alla spedizione mondiale sia stato importantissimo. Dai cuochi al mister.

marco amelia

 

Se è vero che calciopoli ci ha aiutato a compattarci? Viene detto, ma io credo che il gruppo già prima fosse molto unito. E' stato fatto un grande lavoro da parte di Lippi. Io credo che calciopoli abbia solo creato delle problematiche al nostro gruppo, qualcuno si è trovato sui giornali, per me calciopoli non ha unito il gruppo, anzi lo ha destabilizzato. Da quel punto di vista è stata la dimostrazione che eravamo veramente forti".

 

marco amelia mourinho

Sugli inizi: "Come sono diventato un portiere? In porta ci si va per necessità e poi ci si ritrova perché ci stai bene. Quando si gioca con gli amici, per strada, in porta ci si va a turno. Poi quando inizi la scuola calcio lo stesso. I portieri si fanno a turno. Io mi ritrovai in porta durante una partita di scuola calcio, capitò che parai un rigore e poi ci sono rimasto per passione. Ero tifoso della Roma, mi piaceva Giovanni Cervone, come calciatore, come persona, per quello che esprimeva nello stare in porta. Andavo in Curva, il portiere è quello più vicino che vedi quando sei allo Stadio".

 

Ancora Amelia: "Della mia carriera non rivedo niente. Nulla. Quello che è stato fatto è stato fatto. Ho fatto degli errori che sono costati punti e risultati. Penso a Bologna-Milan, a Bologna. Vincevamo 2-1, mi fecero un tiro che volevo per forza bloccare. Mi sfuggì e andò dentro. Finì 2-2, quell'anno perdemmo lo scudetto per due punti. Andandoci a ripensare, quell'errore fu decisivo".

 

marco amelia

Lo scudetto vinto da giovanissimo alla Roma con Totti e Batistuta: "Abbiamo vissuto una stagione iniziata dopo lo scudetto della Lazio, uscendo subito dalla Coppa Italia, malamente, contro l'Atalanta. Ci fu una grande contestazione a Trigoria. Fu pesante, c'era tanta gente, c'è stata violenza. La rabbia era comprensibile, ma servono dei limiti. Però fu una stagione meravigliosa, ci rimboccammo le maniche, iniziammo a vincere, la squadra era fatta da grandissimi giocatori. Io ero giovanissimo, ero un giovane calciatore che viveva lo spogliatoio. Ricordo il rapporto il Capello e con gli altri giocatori. Fu tutto meraviglioso. Avevo 18 anni, ero un tifoso. Quella vittoria lì mi ha poi permesso di andare a fare la mia carriera. Vinsi poi a Livorno, con l'Under 21, a Milano col Milan, lo scudetto".

 

Ancora su quella Roma: "Batistuta? Quando arrivò a Roma tutta la piazza si innamorò subito di lui. Era il più forte attaccante in circolazione. Mi ricordo la presentazione con lo stadio pieno. Tutto molto bello. Aveva una grande carica, voglia di vincere, ti trascinava, ti contagiava. Ha vinto poco per quello che è stata la sua carriera.

 

Totti? Ai tempi era molto giovane, era già l'idolo della gente, faceva difficoltà a vivere, ogni volta che si muoveva aveva centinaia di persone in torno. E' unico. Per i tifosi della Roma è qualcosa di eccezionale e si percepiva che non era facile vivere la città nella sua posizione. Fare tutta la carriera con un'unica maglia non è stato facile per lui. Non è facile vivere la vita in modo diverso rispetto a tutti gli altri. La normalità non te la darà mai indietro nessuno. Ma questo credo sia anche il bello di essere un grande campione come Totti.

marco amelia

 

Capello? Un grande. Ho imparato tanto anche solo ascoltandolo. Mi ha dato un sacco di consigli, dall'alimentazione al come vivere la vita da atleta. Lui è la mentalità Milan, che io poi ho ritrovato in rossonero. Sergente di ferro? Sì, nel senso che ha sempre preteso che i suoi giocatori dessero il massimo. Questo a volte non viene ben concepito da tutti".

 

Sull'ambiente romano: "Perché a Roma si vince poco? L'ambiente romano è particolare, la gente vive le squadre di calcio come se fossero una religione. C'è tanta pressione, ovunque. Pressione quotidiana nel vivere la città. Si vince meno probabilmente per una questione di mentalità generale che si è creata nel tempo".

 

Nel 2007 Amelia, dichiarato tifoso della Roma, poteva andare alla Lazio: "C'è stato qualcosa, c'era Angelo Peruzzi che aveva pensato a me per la Lazio. E' stata un'idea ma è finita subito. Diventa difficile quando un giocatore esposto ad essere tifoso dell'altra squadra si trova a poter vestire la maglia dei rivali. C'è stata una possibilità ma è finita subito con una analisi reale. Io non potevo proprio fare una cosa del genere, ma lo sapevano e lo hanno valutato anche i dirigenti della Lazio. Sono tanti i giocatori tifosi della Roma che hanno vestito la maglia della Lazio e viceversa. Io ho scelto di non farlo. Per una questione di rispetto verso i tifosi e anche verso la mia famiglia".

marco amelia

 

Amelia ha giocato negli anni dell'esplosione di Buffon: "E' la più grande sfiga del mondo, ma anche una grande fortuna. Mi hanno convocato in Nazionale 80 volte, potevo giocare sicuramente più partite se non ci fosse stato Buffon. I primi anni in cui andavo c'erano anche Peruzzi, Toldo, Abbiati. Entrare nel giro non è stato facile, io sono andato in Nazionale con la maglia del Livorno, con cui sono cresciuto dalla Serie C alla Serie A. E questa è stata una grande soddisfazione".

 

Amelia ha difeso anche la porta del Milan: "Ricordi meravigliosi. Ho giocato con Nesta, Ibra, Gattuso, Pirlo, Seedorf, e molti altri. La filosofia del Milan si vede raramente, anche in altri grandi club. Per questo quello rossonero è il club più titolato al mondo. Sono cresciuto tanto come uomo, come persona e come professionista".

mourinho

 

Praticamente a carriera finita, Amelia è andato a Londra, al Chelsea: "Avevo deciso di smettere, poi a fine mercato si infortunò il portiere del Chelsea. Il mercato era chiuso, ero tra i pochi portieri svincolati da poter prendere. Ci parlammo con Mourinho, all'epoca allenatore del Chelsea. Andai a Londra, feci dei test, venni ritenuto idoneo a giocatore. E' stata una esperienza bellissima. Josè è un grande allenatore. Il calcio inglese ha una intensità diversa rispetto al nostro. E' meno tattico a livello di gruppo, molto più tattico a livello individuale".

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?