INDO-INTER (MA SENZA FRETTA) – IL TORMENTONE PROSEGUE: MORATTI NON CI STA A LASCIARE TUTTO IN MANO A THOHIR. PREFERISCE PERDERE MILIONI PIUTTOSTO CHE LA POSSIBILITÀ DI CONTARE ANCORA NELL’INTER

Riccardo Signori per "Il Giornale"

Tifosi combina guai, presidente silenzioso. Anzi desaparecido, ma in giro per l'Europa. Il mondo Inter vive nel fermento. Quello tifoso, una parte dei tifosi, non proprio da copertina.
Piuttosto da rosso vergogna, un colore che non dovrebbe piacere alla gente nerazzurra. Dopo i sigilli alla curva per la partita con la Fiorentina (sarà fatto ricorso), ecco la denuncia a nove ultras per un pestaggio in curva.

Più intrigante il silenzio presidenziale che attizza il"toto si". Ovvero: quando firma? Ma poi firma? Quando arriva Thohir? Ma poi arriva? Moratti ha seccamente escluso una alternativa cinese, ma quante smentite sono state smentite nel corso del tempo? I due giorni trascorsi a Londra, e il trasferimento di ieri a Parigi dove ha sede la banca d'affari a cui il patron nerazzurro si è affidato, inducono all'idea che i giochi stiano per compiersi. Moratti e Thohir si tengono in contatto, si parla di passi avanti, le carte sono pronte.

Chi ha fretta? Forse nessuno, forse soltanto il mondo nerazzurro che vorrebbe chiarezza. Il lento sgrovigliarsi del tormentone era previsto dall'entourage presidenziale. Moratti gioca la mano di poker per uscirne convinto, se non vincitore nelle situazioni che più gli premono. Non è questione di danari, piuttosto di gestione: non ci sta a lasciar mano al compratore. Preferisce perdere milioni piuttosto che la possibilità di contare ancora nell'Inter e per l'Inter.

Tronchetti Provera ha concesso la sintesi più efficace: «Moratti sta conducendo in prima persona l'operazione. Sono certo che qualsiasi decisione sarà presa, sarà nell'interesse dell'Inter e dei suoi tifosi». Non è detto che tutto finisca come pensiamo, dice il retro-pensiero. C'è spazio per concludere, ma anche per cambiare le carte sul tavolo.

Si parla di date, di un'assemblea dei soci prevista per l'ultima settimana di ottobre nella quale Thohir e i suoi soci dovrebbero entrare avendo le azioni in mano. In quel caso servirà concludere entro fine settembre per adempiere ai relativi passaggi obbligati. Altrimenti tutto è destinato a slittare.

Si è parlato della necessità di mettere l'Inter in mano all'indonesiano in tempo utile per ripianare 70-80 milioni di euro di perdita. Ma i debiti del precedente esercizio sono stati ripianati circa tre mesi fa. Dunque non ci sarebbe tale impellenza. Comunque con Moratti si naviga a vista.

Peggio quel che capita con i tifosi. Nove ultras sono stati denunciati dalla polizia per gli incidenti nel corso di Inter-Juve: appartengono al gruppo «Irriducibili» di età tra i 49 ed i 24 anni, sei con precedenti per reati di stadio.

Denuncia per lesioni aggravate e scavalcamento di barriere, a cui seguirà il provvedimento del Daspo e revocata la tessera del tifoso. Sono stati riconosciuti grazie a controlli incrociati e collaborazione di numerosi spettatori. Una zuffa al limite del bestiale arrivata alla cronaca grazie a un video postato sul web.

Le immagini mostrano una ventina di persone che scavalca la barriera che delimita la Curva Nord per andare a colpire un paio di persone. Tutto sarebbe nato dalla provocazione di uno dei due tifosi (juventino) dopo il pari di Vidal. Botte allo juventino e perfino agli interisti colpevoli di voler evitare il pestaggio contro un sol uomo. Indegno.

 

 

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