mughini brera

LA VERSIONE DI MUGHINI – DAGLI ARTICOLI PER “IL GIORNO” AL "PROCESSO DEL LUNEDI'", I MIEI RICORDI DELL’INDIMENTICABILE GIANNI BRERA – “QUANDO SCALFARI ANNUNCIO’ LA NASCITA DI “REPUBBLICA”, DISSE CHE IL SUO QUOTIDIANO NON SI SAREBBE MAI OCCUPATO DI SPORT. ERA IL 1976. NEL 1982 SCALFARI ASSUNSE CON UN CONTRATTO PRINCIPESCO BRERA A FARNE LA FIRMA DI PUNTA DELLE PAGINE SPORTIVE DEL GIORNALE, CHE A TUTT’OGGI SONO FRA LE PIÙ BELLE DEL GIORNALISMO ITALIANO”

Giampiero Mughini per Dagospia

 

mughini

Caro Dago, stamane dopo aver comprato i giornali e molto molto prima di passare agli articoli sul nascituro governo italiano, mi sono precipitato sulle bellissime pagine che il Venerdì di “Repubblica” dedica al nostro indimenticabile Gianni Brera.

 

Tre ricordi su tutti. Ero uno studente universitario nella Catania dei primissimi anni Sessanta e leggevo “Il Giorno”, che andavo a comprare nell’edicola vicino casa mia dove i quotidiani pubblicati in “Continente” arrivavano attorno alle dieci e trenta del mattino. Ho come impressa nella mente l’immagine di me seduto sul marciapiede che aspetto il mio amore dei vent’anni all’uscita del suo liceo, l’ex convento dei Benedettini dove Federico De Roberto aveva ambientato la notevole parte del suo “I Vicerè”.

 

gianni brera

Nell’attesa avevo in mano la copia del “Giorno” che avevo appena comprato e ne stavo leggendo il primo articolo, voglio dire l’articolo che sempre leggevo per primo pur in un quotidiano zeppo di gioielli giornalistici, da Alberto Arbasino a Giorgio Bocca a Gianni Clerici. Ovviamente l’articolo di Brera. Nel leggerlo, ricordo, avevo le dita sudate dall’ansia di star aspettando quella ragazza bionda che mi piaceva così tanto.

 

Il secondo ricordo, doveva essere il 1976 o il 1977. Da giornalista del “Paese Sera” ero andato a Milano a intervistare Brera, di cui era appena uscito un libro. A intervista finita lui volle invitare a pranzo me e un su amico fotografo di cui non ricordo il nome, dannazione. Durante quel pasto consumammo tre bottiglie di champagne, ho detto champagne e non spumante.

mughini

 

Terzo ricordo, doveva essere l’inverno del 1990 o del 1991. Avevo ricevuto una telefonata di Aldo Biscardi che mi invitava (per la prima volta) al suo “Processo del lunedì” dopo essersi scusato di non averlo fatto prima (eravamo stati colleghi al “Paese Sera” negli anni Settanta), e questo perché si era dimenticato quanto io amassi il calcio.

 

Andai tutto contento, innanzitutto perché sapevo che ci avrei trovato Brera. E difatti me lo ritrovai seduto vicino a me, che aveva accanto un bicchierino di carta da cui sorseggiava il whisky. Vederlo e ascoltarlo era per me una festa. Tanto che mi lasciò di stucco il fatto che a fine puntata una segretaria di redazione mi desse da firmare un contratto da cui risultava che mi ero guadagnato 500mila. Ero andato da Biscardi convintissimo che fosse gratis la gioia di avere accanto Brera.

 

gianni brera

E poi c’è un quarto ricordo, adesso che ci penso. Ero lì in seconda fila nella sala romana dove Eugenio Scalfari stava annunciando la nascita del suo quotidiano, un progetto che ai miei occhi fa di Scalfari il più grande direttore di quotidiani del Novecento italiano. (Una volta ho scritto che Scalfari era il più ricco giornalista italiano d’Europa, e lui se la prese a male. Io volevo fargli un complimento, assolutamente un complimento.)

 

eugenio scalfari

Quella mattina Scalfari pronunciò che due sarebbero state le caratteristiche del suo quotidiano, mai mettere una foto in pagina e mai occuparsi sport, mai. Era il 1976. Nel 1982 Scalfari assunse con un contratto principesco Brera a farne la firma di punta delle pagine sportive del giornale, pagine sportive che a tutt’oggi - da Gianni Mura a Maurizio Crosetti - sono fra le più belle del giornalismo italiano. Tutto qui.

 

 

Giampiero Mughini

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