jacovacci

IL PUGILE DEL DUCE - SAPEVATE CHE LA STELLA DELLA BOXE ITALIANA DURANTE IL VENTENNIO ERA UN AITANTE RAGAZZONE DI COLORE CHE PARLAVA IN ROMANESCO? LEONE JACOVACCI IL 24 GIUGNO 1928 IN UNO STADIO FLAMINIO GREMITO DIVENNE CAMPIONE D’EUROPA, NEL DELIRIO DELLA FOLLA - MUSSOLINI LO CANCELLO' DALLA STORIA, MA OGGI UN DOCUMENTARIO RACCONTA LA SUA AVVENTURA (VIDEO)

 

 

Luigi Panella per ‘la Repubblica

 

pugili nel fascismopugili nel fascismo

Del momento più importante della vita sportiva, forse dell'intera vita di Leone Jacovacci, non c'è traccia nei filmati dell'Istituto Luce. Strano, perché di immagini del match epocale contro Mario Bosisio, valido sia per il titolo italiano che per quello Europeo dei pesi medi, se ne sono salvate parecchie. Il fatto è che il giorno seguente a quel 24 giugno 1928 qualcuno si preoccupò di tagliare fotogrammi che era meglio non tramandare ai posteri.

leone jacovaccileone jacovacci

 

Perché nella Roma che avrebbe dovuto ''sorprendere l'universo, meravigliosa, ordinata  e potente come lo è stata ai tempi di Augusto'', secondo il progetto di Benito Mussolini, non c'era posto per un pugile dalla pelle nera. ''Il pugile del Duce'', un film di Tony Saccucci che uscirà nelle sale il prossimo 21 marzo in occasione della giornata mondiale contro il razzismo, ripercorre la storia del leggendario atleta degli anni venti.

 

leone jacovacci leone jacovacci

Leone re della foresta: lo è per tre anni, fino a quando il padre - un ingegnere che va in Congo per conto di una società belga e si unisce ad una bella ragazza locale - lo riporta in Italia sottraendolo per sempre alla madre. Leone bambino, una volta in Italia, è curioso e irrequieto. Scappa più volte da scuola eppure riesce a finirla con voti neanche disprezzabili, poi anche Roma gli sta stretta.

 

Fugge lontano, si finge indiano per ottenere asilo su una nave britannica, dove impara i rudimenti della boxe. Il suo nuovo nome è John Douglas Walker, quando inizia a combattere diventa Jack. Inghilterra, Francia, il mondo si accorge di lui ed anche della sua vera origine quando a Parigi, nel bel mezzo di una battaglia selvaggia, si rivolge al secondo ed esprime un eloquente ''sbrighete, damme l'acqua...". 

 

leone  jacovacci leone jacovacci

In Italia la federazione fatica ad adeguarsi alla verità. E' italiano? Neanche per sogno, perché ci vogliono 4 anni affichè quella cittadinanza che gli spetta di diritto gli venga riconosciuta quasi come fosse una grazia. Pensa a combattere Leone, lo vuole fare per l'Italia: non è antifascista, magari simpatizza pure per un regime che però lo teme non poco. Perché Jacovacci piace al popolo, a Roma è un idolo e questo i poteri forti lo percepiscono come una minaccia .

 

Il 24 giugno allo Stadio Nazionale, l'attuale Flaminio, vanno in quarantamila per veder la sfida con Bosisio, in un un incontro che è tutta una contrapposizione. Jacovacci è potente, nero, romano, del popolo. Bosisio è tecnico, bianco come il latte, milanese. E la gente canta una celebre canzoncina che ancora qualche anziano manda a memoria: ''Non ti arrabbiare, caro Bosisio, se Jacovacci, ti ha rotto il viso''. E' il primo vero scontro sociale della storia dello sport, dalla Lombardia vengono organizzati treni speciali.

leone   jacovacci leone jacovacci

 

Uomini del fascismo come Balbo e Bottai sono in prima fila ad uso dei cinegiornali, nei giorni precedenti arriva una lettera di Gabriele D'Annunzio che annuncia la sua partecipazione. La qualità delle immagini, semplicemente straordinaria, viene alternata con ritagli di giornale, foto d'epoca e un album dove lo stesso Jacovacci tiene con scrupolo la lista dei suoi risultati. Eppure quel giorno lo segna in rosso, con meno attenzione ed enfasi rispetto agli altri. Perché fose capisce che è proprio lì che inizia il suo declino, tornato in Francia e isolato dal regime mentre Bosisio si fa intervistare sotto braccio al gerarca di turno per riaffermare l'ingiustezza di quel verdetto.

 

Jacovacci finirà la sua vita a 81 anni dopo aver resistito a sette infarti: aveva sbarcato il lunario facendo il portinaio proprio a Milano, e chissà se davanti a quel palazzo era passato qualche volta ancheMario Bosisio... Nello stesso anno, 1983, Sumbu Kalambay diventerà campione del mondo, primo italiano con la pelle nera a farlo.

leone    jacovacci leone jacovacci

 

"Il merito di questo film va tutto al libro di 480 pagine di Mauro Valeri Nero di Roma. È lui che mi ha detto la spinta emotiva per questo lavoro a cui ho lavorato maniacalmente in maniera filologica", spiega Saccucci. Lui si sente Jacovacci, lo si capisce dal fervore con il quale ne parla, anche a proposito di un altro mito dell'epoca, quello sì amato dal regime, Primo Carnera.

leone    jacovacci  leone jacovacci

 

In particolare Saccucci prende spunto dalla scelta di Jack Dempsey (uno dei più grandi massimi delal storia) e di George Carpentier (mediomassimo naturale ma sfidante alla categoria più pesante) che, come documentato da alcune immagini del film, scelsero Jacovacci come sparring.

 

leone    jacovacci   leone jacovacci

''Penso che se avessero dato la possibilità a Jacovacci di affrontare Carnera, lo avrebbe mandato al tappeto come fece Max Baer''. spiega. Una considerazione che non condividiamo, visto che c'è voluto quasi un secolo perché un mediomassimo (Michael Spinks) riuscisse nell'impresa di salire sul trono più pesante. Ma è il bello della democrazia, di quell'opinione diversa alla quale Jacovacci non ebbe diritto, denigrato da quei quotidiani sportivi che contro di lui costruirono una verità artificiosa. 

jacovacci contro bosisiojacovacci contro bosisio

 

"Il razzismo in Italia ha delle caratteristiche particolari, per noi è lo straniero in quanto tale, per altri paesi è invece solo un cittadino di colore diverso - spiega Valeri che, tra l'altro, ha un figlio di colore proprio come Jacovacci -. Nel 1940 i meticci prendevano per legge la cittadinanza del genitore indigeno aggiunge , una legge cambiata solo nel 1947. Ma in Italia non è stato sempre così. Nella prima guerra mondiale c'erano ben quattro generali di colore e anche il primo aviatore italiano è stato un nero".

il pugile del duceil pugile del duce

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