LA QUIETE DOPO LA PROTESTA - ANTONIO RIELLO E LA MOSTRA “BUCOLICA” DI CECILY BROWN ALLA KENSINGTON GARDENS DI LONDRA: “L'ATMOSFERA CHE SI RESPIRA È PIUTTOSTO POETICA E PRIMAVERILE. NELLE OPERE PRESENTATE, LE TEMATICHE DEL GLOBAL SOUTH E LE INSISTENTI RIVENDICAZIONI DEI MOVIMENTI ‘POST-COLONIAL’ D'INCANTO SEMBRANO SCOMPARSE (O ALMENO TEMPORANEAMENTE MESSE DA PARTE) QUI ALLA SERPENTINE. UNA LIRICA NOSTALGIA PARE AVER RIMPIAZZATO LA RABBIA, L'IDEOLOGIA E LE POLEMICHE. SI IMMAGINANO SCHIERE DI (EDUCATISSIMI) CANI, GATTI, ORSETTI E CONIGLIETTI FELICEMENTE A SPASSO NEL PARCO. E SOPRATTUTTO EMERGE UN TRIONFO DI CITAZIONI ‘OLD BRITAIN’...”
Antonio Riello per Dagospia
Londra, Kensington Gardens. Siamo letteralmente in mezzo alla Natura: alberi secolari e prati all'inglese.
Qui sorgono le due Serpentine Galleries. In quella principale (a Sud) il genius loci "very green" sembra essere diventato un elemento significativo nella scelta delle mostre da parte del direttore Hans Ulrich Obrist. Dopo la mostra "alberosa" (e non poteva essere altrimenti, almeno nel suo caso) di Giuseppe Penone è la volta dei quadri, un po' silvestri, di Cecily Brown. I curatori sono Lizzie Carey-Thomas e Kit Gurnos.
La pittrice è di origini britanniche (Londra, 1969) ma dal 1994 risiede a New York. Per inquadrare brevemente la sua ricerca si può dire che ha rivisitato (e rivitalizzato) le esperienze dell'Espressionismo Astratto americano. Cecily Brown dichiara che i suoi punti di riferimento infatti sono stati Willelm de Kooning e Arshile Gorky. Verrebbe da aggiungere: con una piccola aggiunta - in dosi omeopatiche - del connazionale Francis Bacon. E' come se partisse da una sorta di figurazione che diviene, mano a mano, sempre più "liquida", informe e complessa.
La sua pittura non trascura temi corporei e sensuali. E' inevitabile il parallelo con una pittrice britannica più giovane, Jenny Saville (da parte sua evidentemente ispirata da Lucian Freud). La carne umana della Saville - in questi giorni i suoi quadri sono in mostra a Venezia a Ca' Pesaro - è pesantemente in piena vista, con tutta la forza di un immaginario obitoriale.
La fantasia quasi non serve, tutto è lì diretto e sbattuto sulla tela. Cecily Brown invece fa quasi evaporare i corpi umani in una ridda di energiche e dinamiche pennellate. La fantasia è necessaria per ricomporre un qualche tipo di visione, ma la fisicità la si percepisce comunque. Sa creare insomma una ineffabile - me in qualche modo reale - tensione fisico-emotiva nei suoi dipinti.
Parliamo comunque di un artista importante. Lavora con Gagosian e nel 2025 una sua tela del 1997, "High Society", in asta da Sotheby's ha fatto la bellezza di 9,8 milioni di dollari. In Italia le sue opere sono stata ospitate nel 2022 al Museo di Capodimonte.
Questa mostra rappresenta il suo ritorno (in forze) sul suolo britannico dopo l'ultima presenza che risale al 2005. Parte delle opere sono state realizzate per questa occasione e sono in diretta relazione proprio con i paesaggi di Hyde Park (di cui i Kensington Gardens sono un'appendice). L'atmosfera che si respira è - passatemi la quasi-banalità - piuttosto poetica e primaverile.
Le tambur-battenti tematiche del Global South e le insistenti rivendicazioni dei movimenti "Post-Colonial" - tanto care agli ambienti dell'Arte Contemporanea - d'incanto sembrano scomparse (o almeno temporaneamente messe da parte) qui alla Serpentine.
Una lirica nostalgia pare aver rimpiazzato la rabbia, l'ideologia e le polemiche. Si immaginano schiere di (educatissimi) cani, gatti, orsetti e coniglietti felicemente a spasso nel parco. E soprattutto emerge un trionfo di citazioni "Old Britain": si va dai racconti di Beatrix Potter alle storie per l'infanzia di Kathleen Hale.
Catalogo molto ben riuscito, con testi di Obrist e poesie di Isabel Galleymore.
CECILY BROWN: PICTURE MAKING
Serpentine Gallery (South)
Kensington Gardens, Londra W2 3XA
fino al 6 Settembre 2026
cecily brown 03
beatrix potter tales
cecily brown 2
cecily brown 4




