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DOTTO REPORT! CON LA SUA CRESTA DA CESARE, CHE LO SCOPRE GENIO DOPO TRENT’ANNI DI ONESTA PANCHINA, CLAUDIO RANIERI VINCE A LEICESTER, DOPO NON AVER VINTO CON CHELSEA, VALENCIA, MONACO, NAPOLI, JUVENTUS, INTER E ROMA. ALLA FACCIA DELLO SPREZZANTE MOURINHO: “RANIERI? E’ VECCHIO. NON VINCE NULLA E DOPO ANNI NON SA UNA PAROLA D’INGLESE”

Tra i tifosi del Leicester inizia la festa  Tra i tifosi del Leicester inizia la festa RANIERI RANIERI

Giancarlo Dotto per Dagospia

 

Tra i tifosi del Leicester inizia la festa  Tra i tifosi del Leicester inizia la festa CLAUDIO RANIERI CLAUDIO RANIERI

Lo avevano imbarcato su un volo privato da Roma per fargli respirare all’unisono, al fischio finale di Chelsea-Tottenham, la notizia che era già titolo da almeno una settimana. Leicester campione. E mentre i pub di tutto l’East Midlands e non solo scoppiavano di birra e mirra e di sudore allegro per placare una sete lunga 132 anni, lui, Claudio Ranieri se ne stava acquattato nella sua casa inglese, volentieri arreso a farsi beatificare il giusto, con la sua cresta da Cesare finalmente congrua alla parte che gli spetta. A suggellare l’oleografia che lo scopre genio dopo trent’anni di onesta panchina e più bile che altro, la visita lampo romana di cuore di mamma alla vegliarda di 93 anni.

Tra i tifosi del Leicester inizia la festa  Tra i tifosi del Leicester inizia la festa RANIERI 1RANIERI 1

 

Due cose, grazie a Sor Claudio. Da oggi in poi Leicester non è più una vaga idea piantata in una campagna a perdita d’occhio, non lontana da Nottingham, proprio lei, quella di Robin Hood, quello che consolava i poveri sottraendo ai ricchi. Più o meno al centro del Regno mai così Unito nella felicitazione.

Tra i tifosi del Leicester inizia la festa  Tra i tifosi del Leicester inizia la festa

 

Tra i tifosi del Leicester inizia la festa  Tra i tifosi del Leicester inizia la festa

Prima di oggi Leicester era la città natale di Elephant Man, Joseph Merrick, l’uomo con la proboscide, mezzo uomo e mezzo elefante. Un’anomalia vivente. Un incidente. Uno scherzo della natura. Questo è il Leicester. La Squadra Elefante della Premier League. L’altra cosa. Lui, come Simeone a Madrid, El Cholo, e, ma sì, mettiamoci anche Juric al Crotone, un plebeo calcio in culo alla dittatura dei fatturati. Ossia, all’equazione cara ai perdenti e ai giustificazionisti che “denaro uguale vittoria”. Spesso vero, ma non sempre.

 

Per quel gentiluomo di Sor Claudio Ranieri, testaccino risciacquato in tutte le acque del mondo, che impara a stare a braccia conserte per prendere meglio schiaffi da tutti, ecco la madre, ma anche la zia e la nonna di tutte le rivincite. Vince a Leicester, un buco che nessuno sa nemmeno pronunciare nella mappa del calcio, dopo non aver vinto con Chelsea, Valencia, Monaco, Napoli, Juventus, Inter e Roma. Alla faccia di quel sibilante e sprezzante uomo di Setubal. “Ranieri? E’ vecchio. Non vince nulla e dopo anni non sa una parola d’inglese”, l’aveva liquidato Mourinho. Il mondo gira, la vendetta arriva fredda. Prima lo fa cacciare dalla sua Londra strapazzandolo in una partita di Premier, poi, questa sì feroce, impartisce il perdono quando chiunque altro si toglierebbe il macigno dalla scarpa. “Vuoi sapere la verità, tutta la verità? Sono veramente dispiaciuto per il suo licenziamento”.  Più perfidamente gandhiano che ovviamente testaccino.

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Per noi italiani che lo conosciamo da sempre, da quando batteva onesto calcio da terzino per nulla sfascione del Catanzaro (io ancora da prima, quando lui centravanti, io centromediano, lo marcavo al Flaminio nel campionato juniores), complicato da digerire il concetto che sia diventato improvvisamente un genio. Il sospetto aggredisce i più. A me, sincero che sono, nemmeno mi sfiora.

I tifosi del Leicester festanti al pareggio del Chelsea 5e6434I tifosi del Leicester festanti al pareggio del Chelsea 5e6434

 

Sor Claudio è ben lungi dall’essere una parvenza di genio. Lui è il primo a saperlo e farlo sapere. Onesto com’è. Ranieri è uno che s’arrangia. Un pragmatico di ferro. Un buon gestore di uomini, quando gli uomini non sono troppo complicati da gestire (vedi Totti e De Rossi a Roma, per dirne una). Bravo, lui spesso umiliato e offeso, a eccitare a sangue gli umiliati e offesi. Sor Claudio, insomma, ci starebbe bene in un romanzo di Emile Zola, uno che non ubriaca nemmeno se stesso, una vecchia pellaccia che ne ha passate di tutti i colori e, quasi sempre, in bianco e nero.

Fan del Leicester anche da Bangkok Fan del Leicester anche da Bangkok

 

In questa inverosimile storia di Leicester, timbrato a fuoco da una somma di colpi di culo che hanno pochi riscontri nella storia dell’umanità calcioide e non. Per dirla tutta, Sor Claudio ha inciso molto di più nelle storie anche belle ma perdenti di Londra, Torino, Milano e Roma, che in quella strepitosa di oggi.

 

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Ha imparato a tenere alta la guardia. Come tiene alta la guardia lui non la tiene nessuno. Ha imparato che nella vita in quanto calcio fondamentale è parare e schivare. Da legnoso e lagnoso che era, è diventato col tempo bello, cazzuto, sintetico e definitivo come certi sfregi sui muri di casa sua a Testaccio.

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“Sapete che nuova c’è? Scordatevi il bel gioco”, disse quando si presentò a Trigoria il primo giorno, dopo la cacciata di Spalletti. Il bel gioco, lui, non ha mai saputo cos’è. Abile gestore e ancora più abile gesticolatore, che questo sono gli allenatore nei novanta minuti, forsennate marionette da manicomio che si credono Napoleone.

 

Dopo l’esperienza a dir nulla fallimentare come selezionatore della nazionale greca, Sor Claudio arriva a Leicester come si arriva all’estremo pizzo di un viale che sa di pensionato. Si ritrova, pensa lui e pensano tutti, una squadra che, messa insieme, non vale mezzo Manchester, City o United fate voi.

 

Un tale Mahrez, dribblomane algerino, cresciuto in una banlieu parigina, pagato 400 mila sterline nel 2014, tale improbabile Vardy, il bufalo di Sheffield, un ex operaio che solo quattro anni prima giocava nei dilettanti, tale Kantè, una specie di nano assatanato di nome N’Golo e di origine maliana, scarti dei Red Devil come Drinkwater, uno scandalo solo a chiamarsi così da inglese, un paio di armadi sottratti a un destino malavitoso, incapaci di mettere insieme due o tre palleggi di fila, Huth e Morgan, e poi in porta Kasper, il figlio, in tutti i sensi minore, del mitico Schmeichel.

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Una somma di bravi ragazzi che, in breve tempo, diventa una banda feroce stile sporca dozzina, dove non esiste un leader, ma il leader è una specie di anima eroica che si espande partita dopo partita e fa, di quegli undici blues, un unico blu nel cielo dipinto di blu. Molti di questi good fellas, Sor Claudio non li aveva sentiti nemmeno nominare.

 

Ranieri è un minimalista nato. Guai a parlare di “sommo artefice”. Non ti lascia nemmeno che ci provi ad accordare il violino celebrativo. Da vecchia volpe in versione fatalista ci sta come un pascià alla guida dei “foxes”, le volpi, così li chiamano da quelle parti, questa multiforme e improbabile banda di inglesi, francesi, svizzeri, algerini, africani, giapponesi e danesi, dove si tratta in fondo solo di sturare e tenere acceso il loro animus stradaiolo e terra promessa annessa, miracoli sparsi, qua e là anche forbiti di buoni piedi.

 

Ranieri arriva quando l’impronunciabile presidente thailandese, Mr. Srivaddhanaprabha, detto Vichai, si era stufato di pompare denaro nelle casse del club che, solo un anno fa, aveva rischiato di brutto la retrocessione. Ma i suoi soldi restano comunque all’origine del fenomeno Leicester, a partire da uno staff di tutto rispetto, allenatori in seconda, preparatori, medici, analisti.

IL GOL DI VARDY CONTRO IL LIVERPOOLIL GOL DI VARDY CONTRO IL LIVERPOOL

 

Sor Claudio, the fox, la volpe, ha raccolto i frutti di tutto questo, quasi passando per caso, al posto giusto nel momento giusto. Non solo. Ha convinto il Boss d’Oriente a siglare un contratto triennale con un bonus di centomila sterline per ogni posizione superiore alla diciassettesima in classifica. Fate voi i conti. Molto profumati. Ben ti sta, Sor Claudio. Ci sta tutta la sbornia, da qui a alla fine dei tuoi giorni.

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