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ALLA RICERCA DEL TALENTO PERDUTO – COME FUNZIONERÀ IL “PROGETTO DEL CALCIO GIOVANILE ITALIANO”, LANCIATO DALLA FIGC PER SVILUPPARE TALENTI? - L’IDEA È DI RIUNIRE SOTTO UN’UNICA REGIA L’AREA DI FORMAZIONE, QUELLA DELL’ATTIVITÀ GIOVANILE E SCOLASTICA E LE NAZIONALI, COPIANDO SPAGNA E OLANDA – LA VERA SFIDA SARÀ TROVARE I SOLDI PER FINANZIARE IL PROGETTO. IL COORDINATORE VISCIDI: "C’È TROPPA ATTENZIONE AL RISULTATO NELLE CATEGORIE GIOVANILI. NON CI DEVE ESSERE PIÙ NEPPURE UN MINUTO DI ALLENAMENTO SENZA PALLA. BISOGNA TORNARE A ESERCIZI COME CONTROLLO, DRIBBLING E PASSAGGIO. HO ALLENATO I 2002, ORA SEGUO I 2012: NON SONO FORTI COME QUELLI DI 10 ANNI FA..."

"IN ITALIA STIAMO ESAGERANDO CON LA TATTICA, BISOGNA CREARE UN'OFFICINA DEL TALENTO” – LA FIGC LANCIA IL “PROGETTO TECNICO DEL CALCIO GIOVANILE ITALIANO”, PER COLTIVARE I GIOCATORI DI CASA NOSTRA - MAURIZIO VISCIDI E' STATO NOMINATO DIRETTORE TECNICO MENTRE SIMONE PERROTTA E GIANLUCA ZAMBROTTA SI OCCUPERANNO DEI GIOVANI DAI 5 AI 12 ANNI – GRAVINA: "IL PROGETTO NON NASCE DALLE MANCATE QUALIFICAZIONI AI MONDIALI, CHE MI VEDONO CORRESPONSABILE. DEVE FAR RIFLETTERE AVERE SOLO IL 30% DI CALCIATORI SELEZIONABILI..." - https://www.dagospia.com/sport/figc-lancia-progetto-tecnico-calcio-giovanile-italiano-vedra-coinvolti-467921

 

 

Estratto dell’articolo di Davide Stoppini per il “Corriere della Sera”

 

MAURIZIO VISCIDI, GABRIELE GRAVINA, GIANLUCA ZAMBROTTA, SIMONE PERROTTA

Un po’ di Spagna, un po’ di Olanda, sperando che la somma faccia un calcio italiano più forte tra qualche anno. […]

 

A un certo punto Maurizio Viscidi, direttore tecnico del nuovo progetto del calcio giovanile italiano presentato giusto ieri dal numero uno Figc Gabriele Gravina, ha raccontato: «La serie A è il campionato europeo con la minor velocità di trasmissione della palla e quello con il numero più basso di dribbling. Va cambiata questa tendenza. Mi piace come si allena il passaggio in Spagna e come in Olanda lavorano sul dribbling».

 

CALCIO GIOVANILE

Ecco, forse ci si sta davvero convincendo che serve sporcarsi le mani e guardare fuori dal finestrino. Che lo si faccia adesso, a pochi giorni dal terzo spareggio Mondiale consecutivo, è un tema su cui riflettere. Ma tra tardi e mai, è sempre meglio tardi. E allora ecco «l’officina del talento italiano»: la definizione è quella scelta da Gravina.

 

L’idea del progetto è quella di riunire sotto un’unica regia, come avviene in altre realtà europee, l’area di formazione, quella dell’attività giovanile e scolastica e infine le squadre nazionali. Tutti, da qui in avanti, risponderanno a Viscidi. Con un vero grande obiettivo: rimettere la tecnica al centro del villaggio, limitare la tattica, curare gli addestramenti individuali. «Perché sì, è vero che il calcio è un gioco collettivo, ma se il singolo cresce, cresce anche la squadra», ha spiegato Viscidi.

 

GABRIELE GRAVINA, GIANLUCA ZAMBROTTA E SIMONE PERROTTA

Come si sviluppa il progetto? Viscidi direttore tecnico, gli ex azzurri campioni del Mondo Gianluca Zambrotta e Simone Perrotta responsabili delle linee guida dell’attività di base, Cesare Prandelli consulente esperto di Gravina, corsi gratuiti per la formazione dei tecnici di base, un nuovo piano didattico per il corso di Uefa C, quello che abilita a diventare allenatori nelle giovanili. […]

 

Gravina ha riassunto così i tre punti: «Superare l’ipertatticismo con una nuova idea di accademia federale; la creazione di un algoritmo che scavalchi il Rae ( relative age effect ) e che spinga a valutare i ragazzi in base all’età biologica e non su quella anagrafica; la formazione di maestri di calcio. Dobbiamo rispondere agli alert che ci indicano come oggi ci sia nel nostro calcio solo il 30% di calciatori selezionabili e alcune squadre Primavera hanno il 100% di stranieri: ecco, è ora di accelerare».

 

calcio giovanile la caletta

Così Viscidi: «Saremo a supporto delle società, proporremo un modello, non lo imporremo. C’è troppa attenzione al risultato, nelle categorie giovanili. Non ci deve essere più neppure un minuto di allenamento a secco (senza palla, ndr), bisogna tornare a esercizi come controllo, dribbling, smarcamento e passaggio. Ho allenato i 2002, ora seguo i 2012: non sono forti come quelli di 10 anni fa».

 

La prima grande sfida: trasferire questi concetti ai club. La seconda è economica: «Abbiamo già previsto un budget per il progetto — ha detto Gravina —, ma poi serviranno risorse importanti». L’appello è al governo e chiama in causa il mondo delle scommesse: «Per ogni euro che il calcio riceve dallo Stato, ne ridà indietro 19,7. Vorremmo che si attivasse il meccanismo del diritto alla scommessa: i proventi devono derivare come tutela del diritto d’autore di chi organizza l’evento. La media dei principali Paesi europei è dell’1%: così il betting potrebbe trasformarsi in un motore finanziario». Magari pure per scommettere, un giorno, sull’Italia di nuovo campione del Mondo.

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