ROMA CAPOCCIA – DIETRO IL PRIMATO DELLA “MAGICA”, LA RIVINCITA DEI VECCHI ARNESI COME DE SANCTIS E MAICON - MA TUTTI ‘STI VECCHI NON È CHE FANNO COME I TERMOSIFONI, CHE A MARZO SI SPENGONO?

1. LA ROMA DEI RICICLATI QUANDO A VINCERE SONO LE MOTIVAZIONI
Luca Valdiserri per il "Corriere della Sera"

È una frase fatta, ma il calcio brilla di rado per originalità: le motivazioni fanno la differenza. Applicato alla Roma capolista (27 punti su 27, 23 gol segnati e un solo subito, miglior attacco alla pari con l'Inter e miglior difesa per distacco) questo concetto spiega bene i numeri record. Non c'è squadra, in Italia, che ha messo insieme tanto desiderio di rivincita come quella giallorossa.

Divisi per categorie, ma tutti per uno e uno per tutti nella difesa della porta di De Sanctis. Pali e traverse degli avversari (Hallfredsson, Guarin, Insigne, Muriel) vanno catalogati sotto la voce «fortuna», ma salvataggi sulla riga come quelli di De Rossi in Roma-Napoli o di Castan in Udinese-Roma sono il segnale di una squadra che non molla nemmeno un centimetro e che ha una tale fiducia in se stessa da cercare l'impresa anche quando sembra impossibile.

I SOPRAVVISSUTI
De Rossi e Balzaretti erano stati messi all'indice da molti tifosi e, almeno il primo, da qualche dirigente. DDR adesso è il simbolo del calcio frizzante ma equilibrato di Garcia e Balzaretti ha segnato il gol emotivamente più importante della stagione: l'1-0 nel derby. Anche Castan era stato offerto a destra e sinistra, in estate, e invece forma con Benatia la miglior coppia di centrali del campionato.

I FERRI VECCHI
Via Mazzarri, via la difesa a tre, via De Sanctis da Napoli. Il portiere è stato venduto a prezzi di saldo: 500 mila euro. Ha persino rinunciato a una parte del premio per la qualificazione in Champions pur di sbloccare la trattativa e rimettersi in discussione. A Napoli, quando De Sanctis ha salvato un gol già fatto su Pandev (con la collaborazione di De Rossi) qualcuno si è pentito? Maicon è stato scaricato prima dall'Inter e poi dal Manchester City. Ora, con la prospettiva di giocare il Mondiale 2014 a casa sua, il brasiliano è ritornato una forza della natura. Non ancora quello del triplete, ma poco distante.

LE TERZE SCELTE
I tifosi dell'Arsenal hanno brindato alla cessione di Gervinho, quelli della Roma pensavano che fosse un capriccio di Garcia (arrivato dopo che erano stati contattati Allegri e Mazzarri). E invece l'ivoriano è la rivelazione del campionato e il tecnico francese sembra Napoleone. Borriello era in vendita: è rimasto e, da sesto attaccante, è diventato importantissimo. Altro che scelte di ripiego.

I DELUSI
Mire Pjanic era finito in panchina con Zeman e Andreazzoli non gli ha fatto giocare nemmeno un minuto nella finale di Coppa Italia, forse la partita peggiore della storia della Roma per qualità di gioco. Ora il Manchester United offre 30 milioni per lui. Adem Ljajic, con la partenza di Jovetic da Firenze, si aspettava di diventare un leader viola. Non l'hanno accontentato né nel ruolo né nello stipendio. Negli ultimi 20', a Udine, non ha fatto rimpiangere Francesco Totti. Fare un complimento maggiore, a Roma, non è possibile.


2. ROMA BELLA D'EUROPA
Matteo De Santis per "La Stampa"

L'imbattibile leggerezza di questa Roma è arrivata al bivio della realtà. Quello, dopo aver alzato l'asticella con l'exploit con un percorso netto da 27 punti in 9 partite, della dichiarazione dell'obiettivo minimo. La risposta è nascosta tra il «non mi bastano i record, voglio vincere un titolo» e il «mi interessano di più i nove punti di vantaggio sul quarto posto che i cinque sul secondo» forniti da Rudi Garcia dopo la nona tappa senza macchia e senza peccato della marcia della rinascita romanista. Una delle due è la soluzione giusta, ma a Trigoria preferiscono ancora non darla in pasto alla pubblica piazza.
La Roma, in attesa di capire sulla propria pelle l'effettiva durata di questa inaspettata fuga iniziale, si diverte a collezionare primati.

Perché i record, come ha sostenuto l'allenatore, non basteranno, ma servono parecchio se si vuole compiere qualcosa di grande. E la Roma forza nove, che giovedì contro la bestia nera Chievo proverà ad arrivare in doppia cifra e a fregiarsi della migliore partenza di tutti i tempi nella storia del campionato italiano, ne ha già centrati un bel po'.

Lo dice la matematica, che non è mai opinione, stabilendo che in dettagli non proprio trascurabili come le reti segnate, quelle subite e la ripartizione delle marcature, l'inaspettata creatura giallorossa sia addirittura migliore della sua omologa juventina targata Capello della stagione 2005/2006: 23 gol fatturati, 1 incassato e 10 uomini andati a bersaglio contro 18, 2 e 8. Numeri che rafforzano la bontà di un'opera di ricostruzione, dentro e fuori dal campo, che sta andando oltre le più rosee aspettative.

I numeri, però, non possono spiegare tutti i segreti dei successi della Roma di Garcia. La luna di miele ancora in corso tra il gruppo e il tecnico è uno di questi. Un collegio di sei saggi (Totti, De Rossi, De Sanctis, Maicon, Strootman e Bradley), regole chiare e la capacità di toccare le corde giuste di ogni giocatore. Garcia, prima di azzeccare la ricostruzione tattica, è riuscito a far digerire e apprezzare le larghe intese nello spogliatoio romanista.

Tutto in poche, semplici ma efficaci mosse: un sms personalizzato per ogni giocatore al momento dell'insediamento, una difesa a spada tratta della squadra dalle critiche dall'esterno, un'attenzione ai minimi particolari e la forza di saper imporre (anche con la società) le proprie idee. Il risultato, come sostiene Garcia, è una squadra che «sa lottare, soffrire e giocare bene usando sia il cuore che la testa» e che a Udine lo ha fatto più felice che mai. «Vincere in dieci - continua il tecnico - è stato ancora più bello. Abbiamo preso più di tre punti».

Lo spirito di gruppo, come dimostrato da una festosa domenica notte in una discoteca romana per i giocatori reduci da Udine e qualche dirigente americano, è ritornato al centro del villaggio romanista. Musi lunghi scomparsi, massime convergenze tra senatori e nuovi arrivati e totale empatia tra squadra e tecnico si sono trasferiti anche sul campo. Magari, specialmente in una difesa finora perforata solo da Biabiany, anche grazie all'ausilio di qualche accorgimento tattico che ha rottamato l'andazzo del recente passato. Ora i record, domani il sogno di qualcosa di più concreto e meno platonico: la rivoluzione normalizzatrice di Rudi Garcia non vuole fermarsi ai numeri. E tra un mese, prima del previsto, potrà contare di nuovo anche su Totti, uscito con buone notizie dagli accertamenti di ieri.

 

 

garcia foto di stasi gmt rudi garcia totti totti e gervinho totti in panca maicon MORGAN DE SANTISderossiguardailrisultato foto mezzelani gmt roma napoli

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